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Scriverei come l’oro

di Robert Wasp Pirsig
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Pubblicato il 23/06/2018 14:05:44

Acqua acqua acqua! E per carità

non si dica che ho sete. Appena mi muovo

il più vicino trema con il corpo perso.

Perso: per con so: so dopo per. Fare, ecco,

fare le vicissitudini nella vita magra.

Ho lasciato molte stuoie a casa, una è libera.

Libera: cioè senza riposo: il pensiero

è l’unico che se ne occupi: la occupa

con l’attesa il porto. Mi sono rotolato in esse, poi

venne il fango, benché sia raro che piova.

E il fango sommerge le stuoie: sono

ciò che mi preme: non sono letto

da chi legge da stuoia.

Di tanti possibili dormiveglia

mi strizza l’occhio appena quanto costa

in fede. La fede non viene per caso:

lo dico nel caso io non torni a loro. Vittoria?

Non ancora: chi ha inventato il futuro sapeva

che esiste o, almeno, ha un riferimento

a bordo.

Vedete quanta angoscia galleggia?

Io ne scrivo ed è l’antica abitudine

di aggrapparsi a niente per reggere

e parlarne, risentito come se fossi

questo solo.

 

 

 


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