Rifuggo il frastuono, spengo l’udito,
tra campane stonate senza senso,
nell’ascolto inutile resto avvinto,
prigioniero d’un vuoto greve e denso.
Lontan da incensi, sedurre non voglio,
neri pensieri di bianco rivesto,
prego a mani alzate, sciolgo l’orgoglio,
la fede rischiara il cuore più mesto.
Allor calpesto il richiamo cattivo,
ma senza ingannare l’anima ardente,
alchimista resto, terreno e vivo,
fondo acqua e fuoco, nel divin presente.
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