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I, Yemen!

di Robert Wasp Pirsig
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Pubblicato il 21/11/2018 10:42:14

 

 

Ti so senza parola e non posso darti ascolto.

Hai poca voce, nessun volto: io non so

a chi prestare orecchio. Se gridi aiuto

non è certo giunga: la guerra scatena il silenzio

per definizione.

Lì è il deserto, dicono, ma qui il deserto

occupa la pietà benché la pietà mai conquisti

le dune.

Questo manda all’aria vite inarrivate

a compimento, denti da latte che cadono

perché non diventino vecchi nemici:

l’innocenza degli invisibili è sempre

stata vittima della geometria dei bersagli.

 

Ti leggo, ma tu non scrivi; ti raccontano

con la lingua dello sterminio ad onta

dell’alfabeto dei morti che tutti sanno muti

- corollario dei segni cancellati dagli interpreti.

Così la linea del fuoco mantiene il tono

del rimbombo: capisco dove va il colpo

ma la mira resta ignota.

In qualche modo ho saputo del cordone

che ti soffoca. E’ il parlare dell’acqua

a far dubitare che la fonte sia pura.

Ignoro in quale raggio la sete smetta

di essere letale: io sono vivo a sorsi

ma non è la notizia e né meno

quanto l’indifferenza stagni le gocce.

 

 

 


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