Il bel futuro venga per tutti i luoghi comuni
e sulle zolle personalizzate da semi incoscienti;
sugli acciai congiunti a cieli ferrati ma intrattabili; e sulle viti
che resistono, benché infatuate delle ruggini.
Sia a chilometro zero il buon futuro
per le tue e le mie nervature abissali
dove i batiscafi dei nomi riemergono
per cambiare equipaggio.
Dolci e terribili i mari acquattati nei corpi.
Va conciato per le feste
l’uomo
affrettato più di quanto lo ripara.
Chi domani vive adesso fatica
ma meglio si adatta all’epoca seguente:
basta una data incolume nel lunario
del suo campo. Il suo campo futuro
attraversato dalle parole non a prese
come in gola. Abbiate prati in mente
più che solitudini affollate in contumacia
piene di vocazioni salmodianti.
Non temete i caduti, dice il bosco,
pur se facilmente avvampa l'idea terribile
dei fossili. Nulla rispetto a quanto duole
osservare la gelatina delle stelle
come impiastriccia chissà che
ci aspetta. Date di nuovo.
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