A nome della festa vivo l’attesa
con termini e modalità d’uso prescritti
dall’attesa corrente. Questo spirito
non è passeggero. Lo è il corpo
con precipitosi saliscendi di bagagli
lasciati come resi
più un binario calcolato in tempo.
Pochi parlano di me senza fretta
e lemmi lemmi sono terra che mi attraversa.
Ad ogni festa il suo tepore, quindi nel tepore
versare tono novello, e bere leggero
il desiderio che non smetto di trattenere:
parola mia, sono conciato per le feste.
Sono un uomo che ha un secolo in mente
e mezzi cui il corpo non crede.
Non basta una data medicina, temo.
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