IL LIBRO BOMBA
SUL MERCATO DELLEDITORIA NOSTRANA
Vien subito in mente don Ciccio Ingravallo, il commissario del Pasticciaccio di Gadda, tanto per trovare il prototipo di questo Gaetano Santaniello, epigono, ma anche un po emulo del ben pi noto predecessore. lui, il Santaniello, a condurre le indagini su una serie di atti terroristici che lAccolita Scrittori Anonimi (in acronimo LASA) mette a punto contro i personaggi simbolo del mondo delleditoria, del giornalismo, della televisione, in pratica contro i padroni dellinformazione. Tutti assimilabili a reali personaggi pubblici, ben riconoscibili dietro la maschera di cognomi artatamente ammiccanti a qualche caratteristica degli originali.
Si tratta della versione romanzata de La casta, ma con la marcia in pi duna scrittura che, nel contaminare stili, si fa stile in proprio, allo stesso modo in cui un musicista nella combinazione di toni e semitoni, di tempi e pause afferenti crea loriginalit dello stile personale.
Bello, dunque, questo Bomba carta che Francesco Prisco ha pubblicato per leditore Guida. La quarta di copertina lo definisce un noir, ma gli fa torto perch il colore nero poco si addice a unopera che, per molti versi, policroma, nellintreccio, nelle variazioni tonali, nella felice contaminazione dei registri, nella caratterizzazione dei personaggi. Questi, coi loro tic, i loro vezzi, le loro parlate regionali, alludono allillustre tradizione italica degli Zanni, tranne poi deludere le aspettative del lettore, perch da comici si fanno grotteschi, tragici nellepilogo della vicenda narrata. S, perch lumorismo iniziale evolve in satira feroce, poi in sdegnosa denuncia di un male che corrode dal di dentro il sistema democratico e ne narcotizza le coscienze critiche: lo sciocchezzaio banalizzante dei mezzi di comunicazione diventa la nostra coscienza, ci mette in testa i pensieri, in bocca le parole. Mai omologazione stata pi consona al Potere. una sindrome di Stoccolma casereccia, con noi tutti beceri complici delle sentinelle della libert di pensiero e espressione, beninteso una libert condizionata, assai condizionata. Cos lindustria della carta stampata, alla quale il titolo del libro allude, in combutta strategica con le reti televisive consociate, produce pennivendoli piuttosto che scrittori, imbonitori da strapazzo invece di giornalisti, opinionisti scemi quale degenerazione triviale delle menti pensanti. E rissa, nullaltro che rissa infeconda.
Questo il senso di unoperazione letteraria che, per altri versi, mantiene lautonomia del fatto in s, vale a dire del romanzo fantapolitico ben scritto a vantaggio dei buongustai. Di questo si tratta soprattutto, di unoperazione dalta cucina che, dosando opportunamente ingredienti vari, serve una pietanza affatto nuova e originale. Prisco un sapiente alchimista della parola, costruisce pagine di intensa bellezza con materiale estrapolato dal bombardamento quotidiano del chiacchiericcio televisivo e delleloquio giornalistico, intinti, spesso senza soluzione di continuit, nel motto plebeo, nellicasticit della parlata regionale, nel turpiloquio ben dosato e per nulla disturbante. Lallusione a Gadda dunque un obbligo, bench occorra dire che il richiamo allo scrittore milanese solo nellidentica capacit di coniare il mezzo linguistico e di calarlo nella materia, quasi a volerle inalare lalito vitale. Cos la vicenda narrata acquista dinamicit e colore nellesplosivit di una lingua creata di sana pianta e plasmata ad arte sulla psicologia dei personaggi. A volte basta una semplice battuta a darti intero il ritratto di un poliziotto, di un uomo di cultura, di uno studente universitario o a restituirti unatmosfera, un ambiente, una forma mentis. Si vedano gli assolo dei personaggi o la splendida concertazione dei duetti, dei quartetti e persino di quel coro polifonico che la mimesi di un talkshow televisivo e si capir cosa intendo.
Bomba carta fa ridere, sicuramente, bench talvolta la risata si faccia amara e preluda al corruccio, a tratti commuove persino, quando questo o quel personaggio si accorge di non essere altro che unimpotente marionetta stritolata dai poteri occulti, quelli veri, quelli che conducono il gioco. Cos Cristiano e Marta, che non hanno neppure il diritto di amarsi, cos lintellettuale Palanca e il mitomane Fabbri, cos persino i tutori dellordine Gaetano Santaniello e Alberto Stefanelli, patetici questi nella loro pretesa di salvaguardare lordine democratico a discapito del garantismo giuridico. Allora il quadro ti si completa davanti agli occhi quando capisci che il cinismo dei grandi decisori, nonch manovratori del complesso marchingegno, non esita a sacrificare i suoi uomini se sono in gioco gli interessi della casta.
Lo scenario sembra quello dei turbolenti anni di piombo, con la differenza che il dissenso, questa volta, pare assai funzionale al Sistema, se non ne la legittimazione pseudo-tautologica del genere L'tat, c'est moi. Qui lopposizione sembra provenire da infervorati intellettuali militanti, ai quali rispondono per le rime quelli organici, in un botta e risposta del quale difficile prevedere gli esiti. Provate a indovinare chi vincer e con quale vantaggio. Sono aperte le scommesse.
Quanto a me, punto su Francesco Prisco e sul suo bel libro. Se i grandi media avessero lumilt e il coraggio di dedicargli un poco dattenzione, forse griderebbero al caso letterario. Ma dovrebbero essere masochisti e dubito seriamente che lo siano.