Non solo curva l’atmosfera
attratta da epoche remote
ma manca l’aria nel liquido quotidiano,
come un’altra marea che scagli la pelle a fondo.
Siamo nati in ogni momento, e soli non ci viene bene.
Piuttosto, usciti dal ventre, un'arena
e passeggiate prive di meta indeboliscono il desiderio
di legarsi allo spazio per distendersi.
Mi muovo in pieno centro
perché è noto quanto l’equilibrio legittimi
gli isolati vecchi: non per altro la città abbonda
di verdi per i patetici.
Va nei due sensi la marcia
e marcia in vista di un saluto sfuggente. Si forma
l’osso nella bussola per sostenere i nervi tesi:
il buon giorno perde l’orientamento per mesi.
Sai come capita: gli occhi negli incroci osservano le scarpe
dove prende corpo l’altro uguale
e l’altro - dal sorriso congenito - intima
una muta chiassosa
per la lepre più paurosa che folle.
Una contraddizione in termini, alla fine della vicenda.
Ciò che un uomo dovrebbe amare negli incontri
è la prospettiva della strada che avanza
e viene meno. C’è in ogni solitudine
il cromosoma dell’orso. Artigli pronunciati
come parole graffianti e zanne superiori alla bocca.
In questo modo
se anche dici ciao, qualcuno avverte un morso,
conta di seminare il sospetto.
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