Muoviamoci in sincronia nel flusso e nel riflusso,
amiche. Mie, loro. Non siate dure, ma resistenti.
Così è la storia sommersa quando parla di voi.
Quanto più corta è l’onda tanto più il movimento
spazza il palco marino. Sul fondale c’è tensione.
La fanghiglia si solleva e rivoluziona l’armonia,
la platea non ci sta, ma resta muto il branco di pesci.
La trasparenza richiede quiete, ma la violenza
nel torbido trova i suoi canoni maschili. Eppure,
deturpate siamo divine. Poseidone lo dice.
Non interviene perché se lo facesse perderebbe
appeal tra i suoi sgherri, maschi anche loro.
Le chiglie hanno un rapido sollevarsi. Pupille
nella darsena che ci osservano. A scena aperta.
Muoviamoci in sincronia, ripete la prima.
La sorella accanto, lo ribadisce e prosegue.
L’oriente propone un complesso di strumenti
Danzate con me. Quando le onde assaltano il molo,
noi a mezza acqua facciamoci valere. Siamo
uno spettacolo della natura, non snaturiamoci.
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