Penso a te come circondata di nudi.
Che perdono gli abiti propri
ed alla tua presenza si rivestono
di conoscenza che resta.
Gli oggetti sono investiti di te.
Questo luogo ha la tua identità.
Le date, ad esempio, vengono da numeri ripetuti
e si ricordano per gesti. Così piena
la mimica del calendario fa la fronda
di luci in città
e lungo la strada pezzi di Natale
normalmente si alleano alle ruggini dei rami
e provocano
memorie che si riducono in me
- è piccolo questo me quando non ne prendi parte!
Più si avvicina un uomo all’inverno
e più ferocemente trattiene
la foglia che mantenne il pensiero alla chioma.
Ora so: intorno alle radici gira voce
che i frutti dell’ultima stagione
cadano da un cielo irripetibile.
Prima di saperlo,
chiedevo da non crederci.
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