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L’occasione

di Teresa Cassani
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Pubblicato il 22/11/2023 11:32:33

L’OCCASIONE

Si è alzata alle sei. Non riesce più a dormire come faceva prima. L’età è una cattiva compagna. Si affaccia alla finestra: c’è una pioggia battente che inzuppa e macera le foglie sul viale, le ruote delle automobili in transito completano il resto.
Stare in casa per tutto il giorno è impossibile, bisogna combattere la depressione, la solitudine. Amanda lo sa.
Oltre la strada c’è la Coop col suo bar accogliente, inserito nell’enorme, caratteristico edificio di mattoni rossi. Tra un po’ andrà lì: un deka veloce, un’occhiata al giornale, due chiacchiere con qualche coetanea che incontrerà di sicuro oggi che è sabato.
Farà attenzione nell’attraversare l’asfalto scivoloso. Lei è abile, è agile ancora. Deve solo aspettare che aprano. Massì.
Fuori piove che Dio la manda, ma nel bar c’è il solito chiacchiericcio che pare allegro accompagnato dal rumore della radio.
Eccola, è già seduta dentro il locale, nell’area intorno al pilastro. Al tavolo più vicino ci sono due giovani. Parlano, ridono, guardano e digitano gli smartphone.
-Stamattina non ho fatto skin care- dice la bionda con i capelli lunghi. La sua pelle è molto liscia e compatta, giusto due brufoli intorno al labbro superiore.
-Avresti potuto passare anche un filo di matita: staresti meglio- dice la mora.
- Me ne è rimasta solo una che sbava.
- Io mi trovo molto bene con i prodotti della Kiko.
Amanda le segue con la coda dell’occhio, allunga le orecchie per ascoltare. La mora fa le pulizie nella palestra comunale, la bionda è impiegata alla segreteria scolastica.
Fuori, la pioggia abbondante ha già sporcato tutta la vetrata. Le voci degli uomini all’angolo del banco sono particolarmente alte. Qualcuno ride e allude. Un altro si vanta, non si sa di che cosa.
Il locale dà un senso di conforto, quasi di protezione.
Amanda alza la tazzina col decaffeinato e guarda oltre i vetri: una donna con l’impermeabile giallo e gli stivali sta depositando la bicicletta. Quando entra nel bar, lascia una scia di acqua sul pavimento. La barista la osserva e pensa di andare nel retro a prendere un altro straccio per asciugare.
La signora abbassa il cappuccio e si avvicina al banco:
-Can I have a sandwich and a juice?
È inglese? Che ci fa nel paesino? E poi, in questa giornata di pioggia!?
La barista dirige lo sguardo verso le rughe che le segnano il viso, abbozza e serve.
La sconosciuta prende il vassoio e si siede sul fondo. Le due ragazze la notano appena e continuano a parlare di trucchi.
Poi, la donna ritorna al banco con un blocchetto in mano per appunti. L’impermeabile si è asciugato quasi del tutto.
-Excuse me, what was this building once?
La barista non mastica l’inglese. Del resto, questa non è zona turistica.
Della domanda ha afferrato la parola building, ma non capisce cosa voglia sapere la tipa.
-Scusi!? –
-What was this building before?
La gestrice del bar alza le spalle, fa una smorfia. Qualche viso di uomo intorno è atteggiato a beffa.
La signora, infagottata nell’enorme impermeabile giallo, si avvicina al tavolo delle due ragazze e pone la stessa domanda.
-What was this building before?
L’impiegata di segreteria capisce, ma non sa dare la risposta.
-Sorry.I don’t know.
Amanda alle spalle alza un po’ il tono per farsi sentire: - It was a fruit and vegetable factory. It was called Esperia.
La donna le si rivolge grata. Amanda nota il suo aspetto trascurato ma pieno di grinta.
-Where are you from?
Viene da Berlino. Quando era bambina il nonno era impiegato nel commercio delle pesche e dei pomodori provenienti da questo paese. Lui, visitandolo anni addietro, aveva osservato i vari edifici espressione di una florida produzione presente. Lei era rimasta colpita e adesso desidera conoscere e ricostruire l'archeologia industriale del luogo di cui le diceva il nonno.
Amanda ascolta, prova meraviglia, cerca di darle tutte le informazioni che sa.
Le due giovani non si sono scomposte: continuano a scambiarsi pareri sulle matite da passare sugli occhi...
La barista riceve le ordinazioni, attiva la macchina del caffè, ammicca a qualcuno. Gli uomini levano le loro monotone voci all’angolo del locale, si lasciano sfuggire grasse risate.
La visitatrice tedesca ha finito di scrivere sul suo blocchetto di appunti ed esce sotto la pioggia, diretta al vecchio zuccherificio.
Amanda si guarda intorno soddisfatta. Non si aspettava da questa giornata piovosa un’occasione di felicità.

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