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Non mi toccano altre terre

di Robert Wasp Pirsig
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Pubblicato il 30/11/2019 12:29:00

 

Saranno anni che il vento

controlla le tentazioni delle vele.

Ne viene a capo dando loro una pancia.

Un apprendistato da porto.

I marinai sanno che il sartiame è una guêpière 

della bella randa - e l’avvolgono.    

Tu osservi che un triangolo di stoffa ben portato

ha un effetto di spinta naturale

fino alla calma che isola -  è nell’amo 

che il naufrago vede sostegno.

Si dirà: è questo l’attimo bitorzoluto. 

È il momento questo delle propaggini 

nude e delle scaramucce sotto coperta. 

Ho uno sterno fatto a chiglia, due scalmi

sotto le ascelle, una poppa da atleta, muscoli 

legnosi: sono un battello in secca - o, almeno,

verrò a capo con la pancia, ma sono il vento 

il cui soffio è la mente del golfo 

come si dice - e guarda cadere 

le braccia che portano pioggia: 

niente liquida il cielo più del mare che generò.

 

 


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