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Non fare che passi

di Robert Wasp Pirsig
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Pubblicato il 08/02/2020 11:35:19

 

Scavo detriti perché ogni storia è un alveo

che tracima fonti senza tregua - quel che raccogli

dal calendario è il residuo delle date - e scopro

che ogni gesto di passaggio perdutamente adultera.

Così l’uva matura zuccheri fino a seccarsene.

Una farfalla frequenta il glicine per sporcarsi.

L’amore sta a lungo nel corpo per includerne un altro.

È un oceano il pavimento quando sollecita il piede.

Lo inquadra e scatta cento orme in sequenza

ma nessuna fretta porta ad affondare: emerge

una sinuosità adattativa che ci tiene a galla.

Questa similitudine è migliore delle pinne

se navighi in cattive acque.

Ma non giustifica la congettura che un altro secolo

è passato di qui ed io con lui padre di questa traccia.

Darsi da fare altro è una sollecitudine che muove solo aria.

Come scriverlo senza dilaniare le carte?

Non sono capace di amare i solitari,

eppure metto mano alle labbra.

 

 

 


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