Or del giorno avverto il tepore lento,
a occhi chiusi ne respiro il languore,
le gemme attendon schiudersi nel vento,
se il sole s’addormenta nel colore.
Insonne ascolto i moti dell’anima,
tra fremiti ed i segreti sospiri,
anelo incanto, che all’alba domina,
tra gloria muta e oscuri desideri.
Nell’alcova, soli, senza difesa,
ardiamo al rogo di Venere ardente,
vortice il volto cancella la resa,
cenere viva d’un gioco inclemente.
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