Pubblicato il 05/06/2012 08:30:31
“La vita è una schiscetta” - Avventure di ogni giorno raccontate anche in milanese.
Di Giorgio Guaiti – Pagine Disparse ed. LittleItaly – Milano 2012
È tempo di riaffermare chi siamo e da dove veniamo, ed ècco che accanto alla lingua italiana formatasi elitariamente, proviamo a riscoprire lo straordinario patrimonio linguistico e culturale dei dialetti regionali che solo in minima parte ha trovato corrispondenza nella lingua nazionale. Caratteristiche voci e locuzioni dialettali ricorrono non infrequentemente nella lingua parlata e talora anche in testi letterari che, per lo più sono divenute incomprensibili. Questo perché è venuto meno l’uso frequente e perché in molti casi non ne conosciamo la versione scritta. Il persistere e il riaffiorare di molte espressioni nel nostro linguaggio corrente, spesso deriva dalla forza comunicativa di locuzioni che, tradotte nelle corrispondenti espressioni ‘italiane”, hanno perciò perduto il loro peculiare “sapore” ed è senz’altro a noi che spetta recuperarlo. È questo il caso del titolo del libro di racconti di Giorgio Guaiti che qui presento e per la prima volta redatto in italiano/milanese da Alma Brioschi, contenente una parola dialettale tipica del dire popolare: “schiscietta”, dalla forma schiacciata della gavetta (portapranzo militare), e forma riduttiva e vezzeggiativa di “schìscia”, amante, morosa, fidanzatina. In fondo la “gavetta” era la cosa più amata dopo la “morosa”, o forse prima, dipendeva dalla considerazione. Non c’è che dire, la pubblicazione dei racconti di Guaiti in italiano/milanese, ci permette un’analisi approfondita di una moltitudine di modi di dire tutt’oggi in uso nella lingua parlata anche colta, con cui spesso si fa ricorso per “colorire” e dare “efficacia” al parlare comune. Una sorprendente raccolta di “avventure e sventure cittadine” pubblicate nella rubrica settimanale de “Il Giorno” intitolata Specchio segreto, fra il 1987 e il 2009, qui raccontate, con quel pizzico di ironia rivelatrice di significati reconditi, la cui conoscenza ci fa meglio apprezzare e usare più consapevolmente la ricchezza della nostra lingua. L’occhio attento e qui direi anche l’orecchio aguzzo di Giorgio Guaiti spesso colgono quello che il condominio, il quartiere e la città e il fuori porta, offrono alla penna dell’osservatore episodi e personaggi della città di ieri e di oggi, scrutati con uno sguardo a volte affettuoso, spesso ironico, garbatamente critico o sottilmente umoristico, sempre attento ai cambiamenti e mai impulsivo o sconsiderato che, pur se la ride divertito degli altri come pure di sé, magari sotto i baffi, offrendo in questi racconti, uno spaccato di “vita giornaliera” tutt’altro che trascurabile, inquanto termometro della “febbre” di una città in continuo fermento.
La correlativa traduzione in milanese realizzata da Alma Brioschi, anima inossidabile del Circolo Filologico, che insegna la “lengua milanesa” nella prestigiosa istituzione meneghina, la più antica associazione culturale di Milano, arricchisce indubbiamente questa raccolta in cui è frequente il ricorso all’intreccio con materiali dialettali popolari che è alla base dei racconti, con in più la sorpresa finale di quattro racconti tradotti anche in latino (da Giancarlo Rossi, coordinatore della Sodalitas Latina Mediolanensis del Filologico), un po’ per sfizio, un po’ per dimostrare quanto dell’antica lingua è rimasto nel milanese e per offrire, a chi la vuole cogliere, una rara occasione di verificarlo.
Il Circolo Filologico Milanese, fondato nel 1872, è la più antica associazione culturale della città di Milano e una delle prime in Italia. Scopo statutario è quello di "promuovere e diffondere la cultura e particolarmente lo studio delle lingue e delle civiltà” con iniziative culturali che vanno dallo studio delle lingue sia individuale che per gruppi, di inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, arabo, portoghese, neogreco, giapponese, cinese e corsi di italiano per stranieri. Il particolare interesse per la storia e la cultura delle antiche civiltà ha sviluppato la rara opportunità di seguire presso il Filologico corsi di Greco classico, Latino, Ebraico e Sanscrito, dando risposte sempre attuali alla crescente domanda di cultura delle giovani generazioni.
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