Pubblicato il 07/03/2010 11:28:23
Ve vojo ariccont na storiella. Ve siete messi a sede? Allora state boni che principio. Cera na vorta n omo che co na chiatta attraversava n lago, granne granne. Sulla barca portava na donna che ciaveva er dono de fa croll li farzi templi e mann in pezzi lidoli de pietra solo co na guardata. A tutti li dei minori, stidea nun jera piasciuta. Cos laveveno punita: nun je poteveno tocc lo sguardo, perch lanima nun era robba loro, per javeveno levato la forza de movese. Cos, nun poteva pi ann n giro a fa danni. Lomo, che faceva er barcarolo, aveva deciso che, alla facciaccia loro, se la sarebbe presa n collo e, finch la farce nun fosse venuta a miete, sarebbe stato le braccia e le gambe sue. E quanno che doveveno sta n barca, sur fonno japparecchiava un materazzo de ferci profumate, ce la faceva distenne e la copriva co tutte le paggine delli mejo libbri che riusciva a trov. Quer giorno, lomo stava propio male: la fiarta* se lo magnava, le gambe je formiccicaveno** e li remi je pareveno de piombo. Per, spigneva e remava, perch abbisognava arriv su lantra sponna prima che er sole sannasse a fa n sonno. A n certo punto, saccorze che n mezzo alle canne, drentro a n govijo de fanga e arghe, na ranocchietta cercava disperata de sort fora. Sartava, sartava, voleva ved er lago sbrilluccic. Lomo accost la chiatta, acchiapp la ranocchietta piano piano e la poggi sopra una larga foja. Poi, ricominci a rem. Da quer momento, la ranocchietta aspetta che lomo passi e, quanno che lo vede, zompa pi in alto che po e fa li versi pi strani che la sua voce roca capace dnventasse. Je strappa n sorriso e ci jabbasta. ---------------------- * fiammata ** sentire formicolio
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