Dato il congegno di protezione, la chiave
più ovvia è liberare il pensiero come riflesso
dalla fonte. Sono anch’io un virus e che
lo sappia o no, l’universo mi ospita con cura.
Il rapporto di similitudine con la minaccia
attuale è uno a chissà quando - si può
vedere il tasso in una proiezione del bosco.
Direi della misura, ma mancano indizi,
giacché le ombre gettate dalle stelle
non fanno scintille ma buchi neri.
E di questi si osserva solo l’ultimo
orizzonte: l’evento dilatazione in corso.
Le cellule saranno pianetini, immagino;
e intere nebulose girano in questa forma
che sono. Ci sono nane rosse nelle vene,
plasma e orbite sussidiarie fanno il resto.
Sono un universo in cui i virus
hanno atteggiamenti da uomo. Infidi,
speculatori, assassini e distruttori
fino a demolire la loro abitazione
perché gli ospitali diano spazio
agli immobili.
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