Disteso su quel letto già segnato,
consumo il piacere e ogni tentazione,
or mentre l’anima anela al peccato,
chiede pace al dio dell’espiazione.
Perdoni la purezza l’atto osato,
che a te mi spinge, muto d’emozione,
restando senza fiato, consacrato,
ad un soffio che governa l’unione.
Sei vela al vento, corso incatenato,
da mani calde in lenta esplorazione,
di corpi stretti: il tempo s’è donato,
in trepido istante di perdizione.
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