Ci salvammo a stento. Benché quasi tutti
le sparassero a salve. Meglio in saluti che
gli alberi le poiane le tigri le megattere e
tutta quella vita possibile gettata al vento.
Sparavano ben poco per la verità, ma in
numero superiore a parole.
Colpivano in modo sistematico, tant'è che
sostituirono le aste e, moltiplicandosi,
ottennero di dividerci in cortili.
Non funzionò. Sfuggii al limine del divino.
Se ne trova menzione in testi sontuosi
con gli indici che prevedono la direzione
dei passi - nei bei tomi, o nella mens sana
in torpore sano, la parola sazia a stento.
A lungo, però, gli stenti fecero da trincea
salvandomi dalle cariche e dalle bandiere.
Non morii per ostensione. Acquattato nella
buona condotta, sostituii il salmo
con alcuni composti a distanza. E vennero
profusi come sorrisi aperti meno di lenti stretti,
ma più efficienti di altri raccoglitori diversi.
Credimi: furono date parole anche a vuoto
e mutando la lingua qualcuno saliva
senza apparire altro.
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