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Gianmaria Ferrante un poeta nel labirinto specchiato delle p

Argomento: Poesia

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 31/10/2016 21:43:40

Gianmaria Ferrante un poeta nel labirinto specchiato delle parole.

Corrono i monatti, alla nuova pestilenza metropolitana cadono tamburi, striscioni, fantasmi anneriti dal tempo un cieco testimone batte i pugni, sotto i portici del Duomo Sabato - scrive il poeta, traducendo dallebraico Shabbat, il giorno del riposo, ma che anche il giorno delle streghe.

Voler conoscere Gianmaria Ferrante attraverso la sua poesia da la sensazione di riflettersi nello specchio del tempo e trovarsi, o forse solo ritrovarsi, dentro la dimensione onirica della conoscenza, in quella spazialit incommensurabile tra passato e presente che ottunde ogni riflessione razionale che si completa nel labirinto del presente. L dove, al dunque, ogni dimensione resa possibile in divenbire esercizio mentale che dal realistico penetra nel fantastico e viceversa, dando luogo a una sequenza connettiva di emozioni, caleidoscopiche visualizzazioni e sentimenti fluidi di cui quasi si disconosce lappartenenza. E dire che curiosando tra le righe (interconnessione di linee e spazi) si denota nel poeta, in quanto uomo del nostro tempo, una certa solidit di pensiero che mette in luce uneredit agreste riconducibile a unindubbia appartenenza secolare, consolidata nel tempo della sua formazione (crescita, maturit, affermazione sociale).

Io dissi (loro), e tutti si girarono per colpirmi vecchi guerrieri a caccia nella palude terrena non riuscirete a sottrarre il manto prezioso (il vello), costruito nellinfanzia (dei miei giorni).

Una testimonianza congruente questa solo se ci si sofferma a ponderare il messaggio culturale costitutivo del suo fare poesia, ..estremamente profondo e complesso, che va affrontato con particolare attenzione, e aggiungo particolare interesse nel voler conoscere il suo pensiero: cio la sublimazione del sapere in tutte le sue accezioni significative, i pieni valori esponenziali, il senso che si vuole dare alla propria vita, per cui: La poesia intesa come espressione sublime del linguaggio, pu diventare un santuario dove rifugiarsi per una sosta rigeneratrice. Aiuta a sentire la vita, fa riscoprire valori, amicizie perdute, incontri dimenticati tra le pieghe nebbiose dellesistenza. Possiede una insospettata capacit evocatrice; pu annullare il tempo e, nelle mani sensibili dellartistsa, diventare uno scalpello. Crea figure dal nulla, scolpisce episodi, cristallizza sensazioni. Riempie il vuoto senza luso del marmo.
La poesia quindi, intesa come espiazione di un passato che ci sospinge tutti verso quel futuro futuribile, in quanto concezione lineare del tempo, in base a una previsione razionale del possibile. Ecco che il medioevo futuro concepito nella poesia di Gianmaria Ferrante trova la sua ragione dessere in quanto riferimento allo spazio temporale di infinito, e non gi che si oppone al passato quanto, invece, di avanzamento di quanto deve ancora accadere.

Una presa di posizione questa che definirei stoica in quanto coraggiosa, impertubabile di fronte agli accadimenti della storia, e se vogliamo eroica, che si scontra con la variabilit e la mancanza di senso della poesia dei nostri giorni. questa una posizione forte, che vede abbandonare lefferatezza della barbarie per rivendicare una contiguit che pure c stata, pi che in letteratura e in filosofia, proprio nella poesia che, nel sostenere le emozioni, restituisce vitalit alle esperienze umane, al tempo stesso, offrendosi come opportunit dotata di dignit e individualit relazionale.

Voi maledetti, lasciate sempre una traccia indelebile, al vostro passaggio violenti demoni sbucati dai sotterranei, in fiume tumultuoso che tutto rovina al suo passaggio. Era un giorno di Gennaio, il bosco intatto piangeva agli spari di un armigero calato dal grande freddo, con una maschera dacciaio venne il grido del figlio sconvolto, in ginocchio accanto al padre ucciso da un topo sotterraneo. Un moto di rivolta dopo tanta follia, raggiunse il Padrone del Creato spieg le mani al cielo madido, chiedendo aiuto venne un alito leggero, il canto di un bimbo appena nato, il pianto di un corvo chiamato a testimonio.

Ci a dimostrazione di come il solo mero accordo morale, fine a se stesso, avvalori oggi come ieri e in futuro, lo scambio reciproco; quel donarsi astratto e indistinguibile che pur ci rende grandi. I sentimenti giocano un ruolo essenziale nella genesi e nella costituzione del principio di poesia, cio: ..la capacit di empatia come presupposto emozionale per unassunzione di ruolo ideale. (..) Di immedesimarsi e di accettare la prospettiva degli altri, sia con individui socializzati in una forma di vita estranea o dissonante. (..) Si tratta di una disposizione cognitiva che ci rende sensibili alla diversit, cio alla singolarit e alla particolarit dellaltro che rimane aggrappato alla sua alterit rispetto alla tradizione. (Martha Nussbaum).

Per il resto, limmaginazione narrativo-poetica di Gianmaria Ferrante solo una parte di quanto egli riesce a trasmettere attraverso i suoi scritti, trasmessi in questo libro nel linguaggio degli haiku, quella caratteristica scrittura giapponese i cui segni, trasmissione di immagini, portano a decifrare sentimenti sensoriali ispirati da elementi naturali, un momento di bellezza o unesperienza subliminale, pari a quella dei veri artisti e dei poeti, anche se non di loro escluviva padronanza. Nasce da questa esperienza di scrittura per immagini: ..il parallelo tra il medioevo propriamente detto, quello curtense, e il medioevo metropolitano moderno, cio delle metropoli, che si fa evidente nella commistione fra manifestazioni di popolo antiche e attuali, in un gioco volutamente allusivo e sognante, di sovrapposizione, di dissolvenza incrociata tra la naturale rappresentazione immaginifica del centro urbano medievale e la puntualizzazione di carattere attuale. (dalla nota introduttiva la testo).

Daltro canto una scrittura siffatta, rappresenta una fonte di ispirazione per le emozioni del lettore (per me che scrivo in particolare), di richiamarsi al migliore impiego possibile dellimmaginazione letteraria in generale e, nella poetica (oralmente trasmessa) in particolare. Ma veniamo ad alcuni esempi sonori insiti nellutilizzo della parola a se stante tenendo presente che le pause (i bianchi o i vuoti che siano) offrono un ampio spettro di forme etiche del comunicare, proprie di chi legge in silenzio, o che emetta il suono delle parole. Cos lartista della materia che pu essere la pittura o la scultura ..pu farci comprendere come la vita sia dipingere un quadro, o dare forma a una scultura, non fare una somma di tutta unesistenza., (in M. Nussbaum). Da cui il senso delle cose nella realt/irrealt dei sentimenti e delle emozioni che forgiano la nostra cultura.

In ci Gianmaria Ferrante riveste i panni smessi del tempo per dedicarsi ai suoni arcani delle parole, alle sospensioni diversificate dalle pause, dei contenuti aspersivi delle note musicali in essi contenute, cos come negli accostamenti degli ossimori che riverberano lampiezza acustica aggettivante dei suoi concetti, talvolta inespressi, e che pure sono pregni dellefficacia dellesperienza ridondante di tutta una vita, la sua vita (?), che quasi viene da chiedersi, quanto di essa rientri nellautodeterminazione agiografica dellindividuo; e quanto nella divulgazione futuribile di ci che si stati; e che preclude la ricerca di unequilibrio irraggiungibile, che oscilla tra ci che si e ci che si cercato di essere nel corso dellintera esistenza di un uomo. Senza considerare i confini (limiti e soglie) fra il vissuto e lirrealt filosofico-culturale dindirizzo, come particolarmente significativi ai fini della scelta.

Lacqua di cristallo, risplende nella nebbia mattutina che dirada leggera, nellincanto di una valle nascosta mormoro una preghiera sommessa, mentre scendo leggiadro la tua china la stupenda pineta rinsce alla mia vista, mi avvolge un effluvio inebriante. Palpita serena lanima mia la vita fluisce libera come il frullo di un passero solitario, il canto del galo cedrone, nascosto nel bosco inviolato il guizzo della trota salmonata che risale il torrente scosceso.

Sebbene limmergersi nel labirinto interstiziale della citt/mente da cui prende forma Metropolis, dopo un inizio di cercata storicit, qui abbandonato al fine di aprirsi a una visione spalancata su un mondo che non gli appartiene, del quale il poeta vuole/cerca le linee intersecanti che gli restituiscano il senso di un pi sano vivere cui prestare attenzione, in quanto parte essenziale di uneducazione civica almeno accettabile e alla razionalit pubblica della giustizia che lutilitarismo ha finito col soggiocare. Ma questo che potrebbe sembrare un parlare daltri tempi non riguarda la vivida scrittura del poeta, tutto sottinteso e resta nella sfera di quel sentimentalismo di disapprovazione interiore che talvolta lo sovrasta.

Attendo, nel cristallo immobile del mattino, il tempo concesso al magico sortilegio giocano luci opali a rimpiattino, stolte figure vagano minacciose sui binari dacciaio un pallido giorno questo, dai vagoni ammassati nel deposito ferroviario saprono voragini oscure, risorte nellultimo (mio) viaggio.

Gianmaria Ferrante risponde con veemenza alla consuetudine dellaccettazione, a suo modo si ribella alla fatate sottomissione degli antichi, e invoca il sempiterno Iddio dincedere senza clemenza su quei moderni che a parer suo pur conoscendo i propri limiti attuano politiche di esclusivi interessi individuali, perdendo nel processo economico-utilitaristico, tanto lidentit quanto la dignit desseri umani. forse il passato che ritorna? Proprio cos, il nostro passato che, anche dopo laccurato rimaneggiamento e la necessaria quanto inevitabile evoluzione, sovrasta il presente e sinoltra nel futuro duna citt (Milano), a ricreare tensioni e paure che da sempre ci poprtiamo dietro. Questi in sintesi i contenuti aperti, anzi spalancati, di un fare poesia dattualit che, pur nella sua liquida essenza dintenti, non lascia spazio ad alcuna promessa di facile riscatto.

..Il quadro dellorologio ruota instancabile, lindice tremante al soffitto plasticato lora tredicesima questa, lattimo della sosta, in basso gli uomini macchina.

.. un giorno strano questo lultimo arrivato prepara il giaciglio, stende per terra cartoni sfatti e un sacco nero di condominio.

..dai muri sorge un avviso imperioso, il dito puntato contro il randagio cittadino lo scalpiccio continuo di piedi ansanti che grufola sotto il porticato.

allora che la citt metropolitana che viaggia nel sottosuolo diventa la megalopoli di superficie, si popola di individui pallidi come fantasmi, scuri come la notte, plumbei e spaventosi come la morte; i palazzi, le gallerie, i viali, le arcate, i portici, i semafori, lasfalto che ricopre il tutto; gli strilloni di giornali, i Titoli di Borsa, i tram, le auto, le grida, gli spari, le sirene impazzite, i camminanti, i viandanti, gli impiegati che varcano i tornelli, i telefoni, le stampanti, gli orologi cristallizzati sotto la neve, ma basta una sferzata di forte vento per smascherare il tutto, si tratta di una finzione, di una sosta-pausa scritta, che solo il poeta-principe della regia riesce a far agire sulla scena. Il titolo? Metropolis: Un rombo indistinto, compressori, fischiano idrovore, ventole arrochite fruscianti filobus stracciano nel cielo violenti riverberi elettrici, sferragliano i tram sui binari, si bloccano stridendo vicino a grappoli di uomini ossessionati da una ricerca di fuga, da uno strappo improvviso che li riporti alla ragione, o forse che li consegni alla definitiva pazzia.

La gente, scivola lontano dal Metr, portando il vuoto pauroso, fisso nello sguardo Il mattino scende, in lavacro nelle strade polverose, ramazzando gli scarti della notte, presenta solenne un proclama al popolo in disarmo, il monatto dellultima pestilenza (di moda), schizza da un muro dipinto di bianco, il fagotto dellInverno si stringe, nelle spalle rattrappite dal gelo, scambier labito grigio, per un tiepido intruglio.

Quella gente che, come tutti noi e voi, possono dirsi monatti, o forse migranti di pestilenze bugiarde, che di citt in citt si portano dietro il vuoto pauroso fisso nello sguardo. Quelli siamo noi, come voi, amorfi impiegati che sognano la fuga dal mondo: ..non sai decidere tra la prigione dorata che ha reso anonimo il tuo passo e il grande spazio oltre le guglie del Duomo. Corri amico imbelle, vola sulle ali del sogno, la quinta stagione questa nessuno conosce la fine, nemmno il finto santone vestito darancio che agita il campanello al tuo passaggio.

Ed eccolo al dunque dallangolo pi remoto, affacciarsi sul nostro quotidiano, il medioevo futuro di cui stavamo appena blaterando, i cui protagonisti non possiamo che essere noi, quei monatti imbrattati sulle pareti del tempo, fuoriusciti dalle figure graffite sui muri, nelle scritte duna lingua misconosciuta dedotta da antichi libri esoterici che hanno dato sembiante ai simboli della trasformazione e dellimmaginazione mitica, agli animali e ai mostri fantastici, alle maschere rituali e agli Arcani maggiori, ai segni dello Zodiaco e agli oroscopi, alle fattucchiere e alle cartomanti che saggirano di notte in Galleria a Milano, come a Roma, a Napoli e Torino; a quei gargoiles che saffacciano dalle guglie delle cattedrali, quei doccioni che tanto spaventavano le genti medievali con la promessa di mondarli dogni colpa contro la reiterata assenza di una fede certa.

Cento guglie di marmo, forano il cielo nevoso, ringhia livore il passaggio dellultimo raduno volano striscioni vermigli negli occhi puntati sul Duomo, corrono macchine e sirene attorno sollevano bardature guerresche, caroselli impazziti sbucati dal passato, lo squillo di una sirena urlante seguito da uno sparo.

Uno sparo, un sussulto nel buio mentre Questa notte, le pareti oscillano curiose mentre viaggio oltre i confini del noto la mente libera riordina il passato affastella parole e suoni di morte raccolti dal tuo cuore malvagio fra poco, lasciando a terra questo mio fardello, spiccher il volo per lultimo viaggio.

C un ch di nero che coinvolge il lettore di queste pagine, come di un desiderio regresso di giungere alla fine, una lunga infinita lettera di richiesta di perdono, verosimilmente mai spedita a un fratello sognatore, scomparso in illo tempore e amato oltre misura ma chi pu dirlo non certo il lettore, se non il poeta chi?, in cui detto: ..la vita pastura di uccelli affamati, una pozza striata nel ghiaccio rigato di grigio il viso impresso in un lago dasfalto, il sogno temuto che irrompe improvviso ... mi blocco, pieno di spavento, smarrito in un pozzo aperto sullabisso.

Note sull'autore:
Gianmaria Ferrante, a 22 anni si reca in Inghilterra per mezzo di una borsa di studio e si diploma agli studi, con particolare riguardo alla letteratura Inglese. Tornato in Italia svolge mansioni tecniche di rilevante importanza; passa poi alla Formazione del Personale e alle Relazioni Industriali di una grande azienda milanese, continua i propri studi e lattivit letteraria, gestisce inoltre uno studio professionale privato. Successivamente al suo ritorno in Italia pubblica "Una pallida notte", cesura ideale tra il passato ormai annullato e un ventennio di invenzione artistica e letteraria. Fa seguito la Trilogia della Pietra (La Citt Bianca, Mediterranea e Metropolis) tradotte integralmente in Inglese da Peter De Ville; quindi il secondo romanzo " Un Uomo di successo " (per video, book trailer e intervista vedi YouTube Gianmaria Ferrante). Quindi prosegue nella revisione di quanto realizzato in un eterno punto di transito e rifugio, testimone di magici incontri e terrificanti battaglie, immerso nella sua storia millenaria, imbevuto di cultura proveniente dall'intero Mediterraneo e pubblica in questi ultimi due anni la Trilogia del magico (Vento del Nord, Il Cerchio Magico premiato nel 2014 a Lecce e Notte a teatro). Della successiva 'Trilogia del Sogno', nel mese di Febbraio 2015 viene pubblicata a Genova la silloge I Cavalieri di Groen. In Aprile 2016 esce per GOLDEN PRESS La Soglia. Ritiratosi anzitempo dalla vita attiva per dedicarsi completamente alla letteratura, oggi vive principalmente nella propria azienda biologica, visitata da volontari provenienti da ogni parte del mondo, situata nel Parco degli Ulivi di Puglia, in territorio di Ostuni.

Opere pubblicate:
Gli amori verdi (romanzo), Editrice Arpa Letteraria, Milano; Il sogno dalabastro (poesie), Lo Faro Editore, Roma; Una pallida notte (poesie), Gruppo Albatros, Viterbo; La citt bianca (poesie), 1 edizione Italiana, 2 edizione bilingue - Inglese con testo a fronte - Golden Press, Genova; Mediterranea (poesie), 1 edizione Italiana, 2 edizione bilingue, Golden Press, Genova; Metropolis (poesie) 1 edizione Italiana, 2 edizione bilingue, Golden Press, Genova e Il Cerchio Magico, Golden Press. Genova.

Tutti i corsivi appartengono allautore Gianmaria Ferrante tranne quelli in cui citato un diverso autore.
Per Martha C. Nussbaum , Giustizia Poetica: immaginazione letteraria e vita civile - Mimesis Edizioni 2012.

Larecherche.it ringrazia lautore per aver concesso lutilizzo dei testi inclusi nel libro Metropolis, raccolta poetica di Gianmaria Ferrante Golden Press 2012 con traduzione in inglese a fronte di Peter De Ville.


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