Lo riteneva un segnale risoluto, una
rappresentanza viva e personale
come l’ombra e l’impronta.
La pelle è una sacca nell’aria, si disse,
in cui finiscono organi competenti:
sapeva anche questo mentre lo faceva.
Ma di essere bianco o essere nero,
alla polvere che indossa il respiro
e infine cerca ricambio nel sole, che importa?
Poiché niente è bianco e nessuno
è nero, piuttosto tutti tinte tenere, o pressappoco,
lascerò che si interroghino fino al crogiolo
sulla tentazione dello spirito: quello che,
attenzione!, va sotto ribolle.
Per millemila secondi misurò le gocce
e millemila tra vasi a fiori ad ora.
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