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Perdita d’Aureola: Dialoghi

di Simone Tinari
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Pubblicato il 18/02/2026 13:48:26

-Baudelaire: In tal luoghi sconci non si beve più il nettare degli dei.

D'ogni genere d'infamia non sono più sorpreso poiché nulla mi trascina oltre lo sconforto.

Carmina non dant panem! 

Il nostro cuore non vive più di vocazione e ambizione, ciò che ci distingue è una maledizione d'ironia e di cinismo.

 

-Vittoria Colonna: Di rancori indigesti siam colti, sprovveduti di aureole.

A chi dobbiamo l'oblio della nostra specie?

Dapprima ebbri e sazi d'ambrosia, dappoco senza patria né lode.

 

-Pessoa: caos multiforme, qual è il nostro nuovo destino? La morte estirpa ogni aureola, camminiamo avanti e indietro, trasciniamo la stanchezza nei boulevard, nei circhi della triviale società industriale...

Al minimo movimento brusco, tutto è perduto. Noi, il mondo e il mistero di entrambi! Tutto è superfluo.

 

-Cioran: la pochezza mi strazia, la grandezza mi annoia.

L'intellettuale è una prostituta nel marciapiede, ridotto com'è ad uno sgradevole parassita di massa, un idolo multiforme senza passione.

In un attimo cadde la grandezza, perì la sapienza di questa eterna noia.

Noi, soli, viviamo in un inferno dove ogni attimo pare un miracolo sprovveduto. Abbiamo la testa dentro il fango, ridotti a vivere come una persona qualunque: caduta l'aureola, ci sveliamo soli. Sgradevoli e inetti, poco importa cosa sappiamo.  Figli di un'incognita!

Dove andremo d'ora in poi?

Se solo ci fosse ancora un po' di senno, avvertiremmo la crudeltà inaudita di questo orrore!


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