Rossella aveva trent'anni e una vita ancora tutta da definire. Osservava Leonardo, un uomo di cinquant'anni che lavorava nel suo stesso ufficio, con una sorta di venerazione mista a invidia. Ai suoi occhi, lui possedeva una saggezza inamovibile, una calma zen di fronte agli imprevisti e una vita sentimentale ed emotiva che sembrava finalmente risolta. Per Rossella, Leonardo era il modello perfetto da emulare per raggiungere una rassicurante maturità.
Iniziò così a studiarlo. Cercava di adottare le sue stesse abitudini, di esprimere i medesimi giudizi tranchant sulle cose del mondo e di replicare quell'atteggiamento disincantato che tanto la affascinava. Ma il tentativo di calarsi in un ruolo non suo risultava goffo, a tratti innaturale.
Rossella si sforzava di apparire cinica e posata, finendo il più delle volte per risultare semplicemente fuori luogo o, peggio, sciocca, agli occhi di chi la conosceva bene e, soprattutto, agli occhi di Leonardo stesso.
Lui, inizialmente lusingato e divertito da quell'ammirazione, cominciò presto a sentirsi a disagio. Quella che doveva essere una guida si trasformò in una presenza soffocante, fatta di specchi riflessi e di frasi fatte che non appartenevano all'anima di Rossella.
Con il passare inesorabile del tempo, tuttavia, accadde qualcosa di inaspettato. Mesi di conversazioni forzate e di tentativi di imitazione logorarono la quotidianità, portando a galla una verità tanto semplice quanto scomoda. La distanza generazionale, unita alle differenti fasi della vita, non era un ostacolo che si poteva superare con la forza di volontà o copiando i comportamenti altrui.
Guardandosi con maggiore sincerità, senza più maschere o modelli da seguire, Rossella e Leonardo compresero l'inevitabile: non avevano davvero nulla in comune. Le loro passioni, i loro progetti per il futuro e le loro priorità viaggiavano su binari completamente paralleli e destinati a non incontrarsi mai.
Quella consapevolezza segnò la fine della loro vicinanza. Non ci furono litigi furiosi né drammi, ma un pacifico e graduale allontanamento. Rossella smise di inseguire un'identità che non le apparteneva, e Leonardo poté tornare alla sua quiete. Alla fine, accettare di non avere nulla in comune si rivelò l'atto di vera lungimiranza di cui Rossella aveva bisogno, un insegnamento di vita molto più prezioso di qualsiasi imitazione.
N.d.A.: Nomi e fatti sono frutto di fantasia, ogni riferimento è puramente casuale.
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