Il sole calava all'orizzonte, tingendo l'acqua di sfumature dorate. Ogni sera, al termine della giornata, Mattia raggiungeva il suo posto preferito: l'estremità del vecchio molo di legno, là dove il mormorio delle onde incontrava il silenzio. Seduto con i piedi a penzoloni, amava chiudere gli occhi e parlare a Dio come si fa con un amico intimo.
In quel luogo sospeso tra la terra e l'immensità del mare, apriva il suo cuore. A voce bassa o nel segreto dei suoi pensieri, affidava al Signore le sue preoccupazioni quotidiane, le incertezze per il futuro e i desideri più profondi che custodiva nell'anima. Sapeva che lassù, oltre l'orizzonte, c'era Qualcuno pronto ad ascoltare senza giudicare, capace di accogliere ogni peso.
In quello spazio sacro, le ansie si ridimensionavano. Restare in ascolto del respiro del mare infondeva in Mattia una profonda fiducia.
Poi, quando le prime stelle cominciavano a farsi spazio nel cielo, si alzava. Il tragitto di ritorno verso casa, che all'andata sembrava appesantito dai troppi pensieri, diventava ora una passeggiata leggera. Sentiva il petto disteso e il passo sicuro, pervaso da una serenità nuova. Aveva dialogato con il Signore, e questo gli bastava per sapere che ogni cosa, in un modo o nell'altro, avrebbe trovato il suo giusto posto.
N.d.A.: Nomi e fatti sono frutto di fantasia, ogni riferimento è puramente casuale.
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