Sono coetaneo del boom - un boom scontato.
Scomparso già prima di incontrarlo - uno spettro
di latte, metalli, talismani.
Crebbero in seno a tre guerre - spettri con catene
di produzione. Andavano contro l’onda - i figli dei fiori.
E provocarono l’uragano dei colori - era il momento
del vento nuovo.
Si annodavano le vecchie foglie con un fiocco di luce
- da non crederci.
Chi aveva in mente lo spauracchio delle rivoluzioni
protesse il suo orticello e nessuno lo beccò
se non a tarda sera - quando il piombo fiorì.
Io avevo una finestra
per fare quello che mi pareva sufficiente: piantare
sopra le nuvole una tenda celeste - e gli occhi come picchetti.
Non l'ha ancora strappata la mano della tormenta.
Non la passerà liscia in questo secolo.
Ma basta una brezza a rendere arroganti i vascelli.
Per loro è come se dal fasciame schizzassero via i chiodi
per fissare le nuove rotte.
Tuttavia la calafatura dell’età benedice
la pancia della vela che fa schiumare il vecchio
sulle creste dei giovani.
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