:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Prosa/Narrativa
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 30 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Thu Jun 11 19:13:02 UTC+0200 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Sopra la groppa di un dromedario stanco

di Giovanni Baldaccini
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutti i testi in prosa dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 11/06/2026 18:23:42

Sulla groppa di un dromedario stanco

 

 

Quella notte Vienna era vischiosa. Chiusa, racchiusa, come un acino d’uva.

Nebbia la una vita che volava altroveeggera pervadeva. Abbacinante, a volte. Una visione fragile.

Al Prater si suonavano gli ottoni. A Santo Stefano c’era sempre Mozart. Non mancava la neve.

Non c’era un Terzo Uomo.

Ci fosse stato l‘avrei chiamato Henry. Forse l’avrei inseguito; forse lui.

Tutto sarebbe finito intorno a una fontana.

DI notte le fontane fanno piano. Scivolano quasi senza far rumore. Poi si affaccia qualcuno.

 

Ora boicottare.

 

 Al Prater le panchine servono per leggere. Talvolta, osservare il mondo che passa.

Ma io – dico me stesso – nell’impersonalità di un mondo di passaggio, ho ancora qualche possibilità?

Heghel sosteneva che nella modernità l’individuo è all’interno di una rete di rapporti totalmente impersonali che lo riducono soltanto a un ruolo. Una funzione, dunque, del sistema. Questa, secondo lui, la prosa del mondo, mentre si vorrebbe vivere nella poesia dell’individuo libero di dire la propria indivisibile realtà.

Quale potere ho io di plasmare la realtà? Che ne faccio di Vienna? O cosa, più realisticamente, Vienna farà di me? Camminerò di martedì con qualcuno e di venerdì con qualcun altro sempre la stessa strada fino allo Steinhof? O strade cammineranno me senza che mi muova affatto?

Certo, posso scrivere un libro ma non un libro reale. Sono padrone allora soltanto di finzione ed anche questa è pura costrizione: di scrittura, lettura, approvazione. E tuttavia il reale non mi scrive: mi manca totalmente poesia.

 

Ora liberare il libro.

Comunque non l’avevo trovato. Per quanto, per tanti sforzi, per tutti i sottosopra, non l’avevo trovato. Qualche trascuratezza?

Eppure avevo penetrato qualsiasi possibile rifugio. Impossibile, anche. Negozi, bancarelle, librerie. Biblioteche, persino. Dintorni e sottofondi. Musei, Chiese, locali commerciali, pattumiere. C’era da dubitare che esistesse.

Non c’era dubbio che era stato scritto, letto, vissuto. Era una vita che volava altrove con tutta la sua carta accumulata. Non si trovava più. Un reale indisponibile lo aveva incamerato nel passaggio del mondo. Il libro era passato. E ciò che raccontava, con tutto il suo carico di resistenza, speranza, volontà, disperazione, resa. Nella modernità: come non lo avesse mai detto.

 

Ricerche.

Vienna, dopo Amsterdam, Parigi, Londra, Istambul, Dublino ed ovviamente Roma. Un elenco lunghissimo di cui non ho dato che un pallido ritratto. Rimaneva Berlino, la più moderna delle lontananze.

 

Quella sera Madame La Dondolaine come al solito aspettava dietro il banco. Come al solito mi porse la chiave della stanza, ma come non era solito quella sera le dissi che avrei cenato lì. Mi servì tutto quello che poteva, tranne la mia tristezza.

Cenò con me e quando finimmo il dolce ed un cognac le dissi che l’indomani sarei partito. Sì, la mattina presto. No, non sapevo se ci saremmo rivisti.

Quella notte sognai degli stivali. Salivano le scale verso me.

 

Le stazioni hanno un che di provvisorio: nulla rimane uguale, tranne l’addio.

Lo è ogni treno, ogni valigia, ogni fumo che passa. Un treno è un viaggio senza soluzione: anche se arriva parte.

Salii nello scomparto riservato. Lo avevo riservato perché sapevo che non mi aspettava nessuno. Lì avrei potuto incontrarvi tutti.

Arrivasti per prima. Piccola, contenuta: un cappellino.

Bon Dieu mon amour, mon ami, ma vie… Arrossisti.

Tutto passava accanto. Quando arrivammo a Berlino tu non c’eri più.

 

C’era invece qualcuno non atteso. Zoppo, senza un braccio e tuttavia robusto.

Si accostò noncurante. Guarda che lì te lo tagliano via… - disse.

Il braccio?

Il cuore.

 

Sai, compare- disse ancora – sono appena uscito di galera… un cognacchino non ci starebbe male!

Glielo offrii volentieri.

Quando ebbe finito, chiesi: Hai per caso idea…

No! io non ho idee, sono privo di idee, non ideizzo! Sono in fuga, sai… Sono una fuga!

Comunque una cosa te la posso dire – aggiunse: non andare ad Alexanderplatz.

 

Passava un vecchio tram, ma la piazza non era più come sapevo. Tuttavia, seduto al tavolino di un caffè, sotto un cappello floscio e grandi occhiali, chiuso in un abito liso, come se fosse lì, ma non per caso, Doblin aspettava.

Per anni l’avevo conservato in un cassetto; ora aspettava lì.

Quando mi vide si sollevò come una carta vecchia. Ah, finalmente! Bene bene…, Adesso è il tempo giusto, proprio adesso. Si, adesso ora… bene… sai. Ce l’hai il mio libro?

Il tuo libro…? Certamente!

E allora che altro vai cercando?

Manca l’ultimo capitolo.

Sembrò pensarci un attimo; poi disse: non è un problema; lo scriverai qui.

 

Berlino è una frontiera allucinale: se la nomini muore. Se taci, apre verso l’assurdo.

Frontiera, Berlino, senza dove, Tutto riporta indietro.

Il ’39; la Cancelleria. Poi nel ’45, sotto i Russi.

Non sei venuta a trovarmi in ospedale.

 

Dovevo trafugare un po’ di storia, prima che fosse tardi. Arrivai tardi.

Uno dei vecchi miti della vita, almeno della mia.

Un tesoro, ma non pensavo all’oro, Per me contava il suo significato: una continuità senza barriere.

Schliemann l’aveva trovato, per puro caso. Ne aveva sbagliato l’attribuzione, come molte altre cose: era molto più antico.

Risaliva al livello Troia II, all’incirca 2500 anni prima di Cristo. Un lavoro finissimo, incredibile per l’epoca, e tuttavia reale. Chissà a chi è appartenuto. Gli Ittiti sarebbero arrivati mille anni dopo; troppo tardi per dirlo.

Se lo presero i Russi; sparì per cinquant’anni. Lo trovarono dietro una porticina di un museo. Si trova ancora lì.

Ne parlavo l’altra sera con Nefertiti. Si, che vi devo dire: ne parlavo.

Lei non aveva stivali, ma quella notte sentii salire le mie scale.

 

Occorreva coprirsi. Un impermeabile: pioveva. Ma non soltanto quello.

Al caffè Doblin non c’era più. Chiesi un cognac; poi presi carta e penna.

Biberkopf arrivò subito.

Potrei averne uno anche io?

Bevve senza bisogno. Poi disse: Dico, compare, mica lo vorrai scrivere davvero…Lo sai come finisce!

Dopo uno sguardo breve: E come altro potrebbe finire?

Ah, non lo so… vedi tu… (Poi, sommesso): Non parlare con Lei.

 

Eppure non eri scesa. Sotto quel cappellino colorato, la veletta discreta, gli occhi bassi.

Un viaggio lento. A Berlino non c’eri più.

Quando ti rivedrò? – Ti chiesi.

Non manco mai.

 

Quella notte fu come le altre notti. L’Hotel era silenzio; il mondo fuori. Era silenzio l’Hotel; non c’era il mondo.

Non so perché mi venne in mente il Savoy dove spesso soggiornava Joseph Roth. Lì il mondo era dentro. Lui lo osservava sparire.

Dove mi trovo adesso, il mondo è andato via nel ‘39. Tu ne reggevi il nesso tra l’assenza e la presenta. Precarie entrambe, come la tua non dimostrata mai precarietà: quando arrivi scompari.

Poi sentii sussurrare: Bonne soirèe, mon ami.

Sei tu…?

Soltanto un ponte tra l’Eterno e il Tempo.

 

Mi ricordai allora che quella mattina, al caffè, avevo una Parker 51. La portavo con me da cinquant’anni; non funzionava più. 

Sembrava intatta; non mancava l’inchiostro. Capii che non si scrive ciò che è scritto.

Eh, caro mio, l’ho scritto! – Disse Doblin - Lo facciamo quel taglio?

Quando mi addormentai salì le scale. Biberkopf fece irruzione nella stanza.

Pesanti, sporchi di mondo i suoi stivali. Polvere.

Trafelato, come guardasse indietro, mugugnò: L’hai perso? Cerca sotto la sabbia.

E mi trovai sopra la groppa di un dromedario stanco. Deserto intorno.

Davvero sono ridotto così?


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Giovanni Baldaccini, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Giovanni Baldaccini, nella sezione Narrativa, ha pubblicato anche:

:: Cronache da un buco nero (Pubblicato il 05/06/2026 18:32:09 - visite: 133) »

:: Il tunnel (Pubblicato il 30/05/2026 17:20:57 - visite: 229) »

:: La Fortezza (Pubblicato il 11/04/2026 14:30:11 - visite: 348) »

:: Nebbia (Pubblicato il 26/02/2026 17:58:26 - visite: 454) »

:: Lortolana (Pubblicato il 04/02/2026 16:00:49 - visite: 570) »

:: Lettera dai bisbigli (Pubblicato il 26/09/2025 10:59:24 - visite: 1418) »

:: Qualche volta la sera (Pubblicato il 25/08/2025 22:58:15 - visite: 1663) »

:: Lettere da lontano (Pubblicato il 19/05/2025 14:09:44 - visite: 1625) »

:: Dai diari di una notte (Pubblicato il 16/04/2025 10:03:58 - visite: 1861) »

:: Monica o della sera lunga (Pubblicato il 14/04/2025 16:23:03 - visite: 1870) »