Pubblicato il 12/01/2017 16:56:33
Auguri al Signor Bonaventura per i suoi 100 anni di vita fra noi.
Quella volta, nel Giugno del 1988, mi ritrovai a Bari per la Fiera del Levante, nei giorni in cui si apriva la mostra mercato nazionale di cartoline depoca, stampe, libri e oggetti antichi: Expo Bari Collezionismo. Fu in quelloccasione che mi trovai a tu per tu con un prezioso cofanetto tutto giallo in tre volumi contenente teatro, novelle, poesie, scritte e illustrate da Sto, alias Sergio Tofano, uno dei pi grandi attori del Teatro italiano, capocomico, regista, scenografo e costumista, che la Rizzoli aveva appena editato un anno dopo la sua dipartita, nel 1974. Mettendo cos un punto fermo da cui partire nella valutazione di un grande del Novecento. Dipartita s, perch Sto in realt ha continuato ad essere con noi per tantissimi decenni e ha lasciato numerosi scritti e illustrazioni da riempire tomi per Il Corriere dei Piccoli. Mi chiedo chiss quanti di voi si sono trovati a leggere le sue novelle brevi come I cavoli a merenda o le sue Storie di Cantastorie e quel breve capolavoro Qui comincia la sventura del Signor Bonaventura, la breve commedia magistralmente introdotta da Oreste Del Buono. E quanti ancora hanno ferme nella memoria le sue mirabolanti illustrazioni e i suoi bozzetti per il teatro. Chi mai lavrebbe detto che un bel giorno, siamo a Dicembre del 2016, incontrassi casualmente Sto per la strada, nelle mani di Maddalena Menza, giornalista, scrittrice e docente, che a Sergio Tofano ha dedicato un prezioso libro di ricerca sullautore e sul suo personaggio, quel Signor Bonaventura dinfantile memoria che, a ben dire, ha coinvolto lItalia intera col suo modo di dire pi vero del vero facendola sognare di potersi guadagnare ad ogni pi sospinto un fatidico milione (di Lire). Specialmente per coloro, che negli anni della guerra, e successivamente del dopoguerra, si trovavano a rinverdire speranze di bont e di futuro benessere. Nel suo Sergio Tofano e Il Signor Bonaventura (Edizioni Kappa 2014) Maddalena Menza scrive essere ..uno dei personaggi del fumetto depoca pi popolare tra gli italiani, tanto da potersi inserire nella storia del costume nazionale con la sua avventura ..che comincia male e si conclude sempre bene (indubbiamente) la forza dirompente di Sto, come scrittore per linfanzia, non tanto nella scelta delle storie quanto nella capacit di offrire al suo pubblico (di bambini e non) una via devasione in un linguaggio non allineato, in cui dalla selezione e dallaccoppiamento delle parole nascono sorprendenti e imprevedibili invenzioni verbali. Daltra parte proprio la sua scelta orientativo-pedagogica indirizzata al rispetto dei valori educativi che Sto si pone in una sorta di campo neutro nei confronti delle correnti letterarie dellepoca anche di quelle pi avanguardistiche come il Futurismo in auge negli anni in cui egli scriveva. O, forse, e potremmo anche dirlo, generato dallo stesso, cio quando il Futurismo non aveva ancora affrontato i virtuosismi pi estremi. Il segno e la forma cos essenziali delle sue illustrazioni non ci ricordano in qualche modo nei colori un certo Depero? Le sue storie dedicate al Signor Bonaventura nascono nel lontano 1917, quindi a 100 anni precisi dalle prime stringhe pubblicate sul Corriere dei Piccoli e ancora sorprendentemente vitali, sebbene al confronto con lEuro, la Lira di quegli anni avesse un potere dacquisto decisamente superiore, tale da divenire una sorta di filosofia del sano vivere: Non mi perdoner mai di aver rivalutato il milione, trasformandolo in miliardo. Insomma , il miliardo sono mille milioni, un numero vero, mentre il milione unentit irreale, eterea. (Sto) Queste semplici parole pronunciate da Sto scrive ancora Maddalena Menza forniscono la chiave per capire quella che con un parolone potremmo chiamare la filosofia del milione. Daltro canto come possibile pensare a Bonaventura senza associarlo al milione (come se fosse un riflesso condizionato) ed naturale interrogarsi su cosa ci sia dietro quel fatidico pezzo di carta, con cui premiata (astronomicamente) la bont (spesso involontaria, a dire il vero) che, in una visione ampliata forse a dismisura, rappresenta il paradosso della povert. Scrive Oreste Del Buono nella Introduzione alla Commedia scritta e illustrata da Sergio Tofano: Oggi, giorno in cui scrivo queste righe, trovo scritto sul calendario: San Bonaventura. Chi fu costui? inevitabile: se penso San Bonaventura, vedo immediatamente lometto dal cappelluccio rosso, la redingotta rossa, i pantaloni bianchi le scarpe rosse. Un ometto, dinamico pi per forza di eventi che per forza propria, rimbalzante di avventura in avventura, anzi, a prestar fede allincipit della prima puntata, di sciagura in sciagura, la maggior parte delle volte con soddisfazione generale, a lieto fine. Non c che dire, sembrerebbe lannuncio di una moda che sta tornando o che forse non mai passata e lometto di cui Sto parla, non pu che essere uscito dalla fantasia bambinesca di un adulto che suo malgrado avrebbe fatto volentieri a meno di consacrarsi alla filosofia. Tuttavia chi abbia avuto in sorte di leggerlo pu, in certo qual modo, addurre di aver ricevuto un certo insegnamento filosofico di tipo pratico, oggi comunemente trasferito negativamente nel buonismo che tutti ostentano ma che nessuno davvero applica con sincerit dintenti. Almeno non come a suo tempo e secondo linsegnamento di Sto faceva il Signor Buonaventura dalle pagine del Corriere dei Piccoli: ..un giornale per i piccoli che quasi riusciva pi gradito ai grandi. Probabilmente senza quasi. (Del Buono), e il perch lo si sapeva fin dallinizio, in quellincipit Qu comincia la sventura , allorch giunti allultimo quadretto, si tramutava in promessa, la garanzia che la sciagura prima o poi, prima comunque e non poi il penultimo quadretto, sarebbe finit con la ricompensa della cambiale da un milione di lire. Pu sembrare pleonastico elencare qui i prosecutori di questo genere che dal fumetto sfocia nella rarit letteraria, dalla novellaria arguta nella satira di costume, dalla caricatura alla pantomima teatrale. Si qui messi di fronte alloriginalit indiscussa, alla nemesi creativa in cui la riuscita della bont sullesito negativo della cattiveria umana, pur restando nellambito della favolistica narrativa, vengono esaminate per contrasto con le controparti di un dialogo fondato sulla riscrittura orale, da teatrino delle marionette. Se ben pochi sono i protagonisti della scena letteraria che hanno affondato le mani in Sto, una schiera di scrittori a loro modo originali possiamo comunque elencarli senza offesa per alcuno, anzi, a incominciare da Achille Campanile, scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e giornalista italiano, celebre per il suo umorismo surreale e i giochi di parole nonch inventore delle Tragedie in due battute (1925); Italo Calvino scrittore e intellettuale di grande impegno politico, civile e culturale, uno dei narratori italiani pi importanti del secondo Novecento, autore tra laltro di Le cosmicomiche (1965). E inoltre: Stefano Benni scrittore, umorista, giornalista, sceneggiatore, poeta e drammaturgo italiano, autore di Bar Sport (1976) e Il bar sotto il mare (1987), considerati classici della narrativa umoristica italiana, e caratterizzato dalla particolare comicit; oltre e moltissimi altri di grande successo. Daniel Pennac, pseudonimo di Daniel Pennacchioni, uno scrittore italo-francese autore di molti libri per ragazzi, tra i quali Il paradiso degli orchi (1985), The rights of the reader (2006), Lone Riders (2012). Nel suo completo vademecum Maddalena Menza ci accompagna attraverso quelle che sono le tappe artistiche di Sto, alias Sergio Tofano, nonch le tappe formative del personaggio del Signor Bonaventura, visti attraverso locchio critico ma anche amorevole duna scrittrice che ama il mondo del teatro (laurea in Storia dello Spettacolo e Dottore in di Ricerca Pedagogica), con afflato qua e l poetico che non guasta. In Indice troviamo infatti oltre a ricordi di attori famosi come Milena Vukotich, Paolo Poli e Monica Vitti, anche una nbota registica di Carlo Ludovico Bragaglia. Ampio lapparato critico, inoltre a unampia biografia corredata da bibliografia e filmografia dellautore e notizie riguardanti Tofano illustratore, del quale sono riportate nel libro numerose tavole a colori; nonch del Tofano attore di cinema e di TV e Tofano comico e poeta. Parlando con suo figlio Gilberto Tofano scrive ancora lautrice del libro che tanto ha contribuito alla memoria paterna con la realizzazione tra laltro di un cartone multimediale, ho avuto la conferma di un entusiasmo vivo non solo tra gli studenti universitari (talvolta obbligati a studiarlo), bens anche tra le giovani generazioni, e, cosa altrettanto straordinaria, proprio tra i destinatari per eccellenza delle storie fantastiche quali sono i bambini, a dimostrazione della proposta narrativa del milionario. (..) Nel presente lavoro stata analizzata soprattutto lattivit di Sergio Tofano scrittore, illustratore e regista nellambito della letteratura per ragazzi a cui si avvicinato con leleganza, ancor pi nella pulizia del segno che lo ha contraddistinto in ogni sua attivit espressiva; nonch da una scrittura lontana da ogni prescrizione moralistica e da valori precostituiti, soprattutto nei racconti e nelle poesie, dove riuscito a portare una ventata di rinnovamento (..) lontana dal provincialismo italiano e ispirata alle avanguardie artistiche del tempo. Nella ricorrenza della nascita dellormai mitico Signor Bonaventura, noi de larecherche.it a nome di tutti i poeti che si affacciano sulle pagine del web auguriamo a Sergio Tofano Buon Centenario anche per tutti i prossimi a venire, ricordandolo con sincero affetto.
Note: Sergio Tofano e il Signor Bonaventura di Maddalena Menza per Edizioni Kappa 2014 - Via Silvio Benco, 2 00177 Roma. Autrice inoltre di Parole e cartoons. Il linguaggio delle fiabe e il cinema d'animazione Arbor Sapientiae Editore 2015 - Via Bernardo Barbiellini Amidei, 80 00168 Roma. STO: Teatro, novelle, poesie scritte e illustrate da Sergio Tofano, cof. 3 volumi. Rizzoli Editore 1974.
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