Il mercato di Bologna era un tripudio di colori, profumi e voci. Tra le bancarelle di tessuti e antiquariato, la giovane Chiara fu attratta da un oggetto esposto: un velo da sposa ricamato a mano, di una bellezza senza tempo. Incantata da tanta maestria, decise di acquistarlo immediatamente, sebbene non avesse alcun matrimonio in vista.
Poco più avanti, tra i banchi delle spezie, Chiara incontrò Enrico, un giovane affabile che iniziò subito a corteggiarla con modi gentili e galanti. Tra i due nacque una naturale sintonia: conversarono a lungo, e quella semplice conoscenza si trasformò, nelle settimane successive, in un’amicizia speciale che per Chiara si colorò presto di un sentimento più profondo.
Convinta che Enrico fosse ormai il suo fidanzato, la ragazza lo invitò a cena a casa propria. La sera dell’appuntamento, il giovane arrivò puntuale. Prima di sedersi a tavola, però, fece un giro per le stanze e, posando lo sguardo sul velo da sposa appeso a una gruccia, si convinse che Chiara stesse per sposare un altro uomo. Sconvolto da quel fraintendimento, cambiò improvvisamente atteggiamento, diventando freddo e distante, fino a fingere un malessere pur di giustificare un congedo anticipato.
Rimasta sola, Chiara capì che qualcosa non era andato per il verso giusto e si sentì ferita e confusa. Tornando nella stanza dove aveva sistemato il velo, ebbe però un’intuizione: il suo ospite doveva aver frainteso la sua presenza. Senza perdersi d’animo, lo chiamò subito per chiarire l’equivoco.
Enrico, sollevato e felice di aver frainteso la situazione, tornò immediatamente da lei. Dopo essersi scusato per la freddezza e per il pretesto della malattia, le chiese di sposarlo. Chiara accettò con gioia, rendendosi conto che quello splendido velo da sposa le aveva portato fortuna molto prima del previsto.
N.d.A.: Nomi e fatti sono frutto di fantasia, ogni riferimento è puramente casuale.
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