Olga aveva sessant’anni, un fisico morbido e un bikini leopardato che sfoggiava con fierezza sulla spiaggia. Si considerava irresistibile, ma agli occhi degli altri appariva soltanto buffa e distratta. Viveva con un barboncino nero, un pappagallo e alcuni pesci rossi. Sognava un uomo ricco che riempisse la sua solitudine, ma affrontava ogni cosa con una risata.
Sotto il sole cocente, notò un uomo seduto a leggere il giornale e decise di conquistarlo. Avanzò con un’andatura felina, ma inciampò in un secchiello, finendo addosso a un bagnino. La scena suscitò l’ilarità generale e lei fu la prima a scoppiare a ridere.
L’uomo del giornale, Dario, rise insieme a lei. Era un operaio semplice, dotato però di una simpatia spontanea e di un carattere un po’ eccentrico. Tra i due nacque subito una piacevole intesa.
Qualche giorno dopo, Dario la invitò in una trattoria di pesce, modesta ma accogliente. La serata trascorse tra battute e sorrisi, finché Olga rovesciò accidentalmente un bicchiere di vino.
Poco dopo iniziò a parlare dei propri progetti e, senza troppi giri di parole, gli domandò quale automobile guidasse e quanto guadagnasse. Quando sentì l’importo del suo stipendio, arricciò le labbra con evidente delusione. Era convinta di meritare un milionario, non un lavoratore comune.
Dario comprese all’istante che Olga viveva di illusioni e ignorava il vero significato dell’amore. Prima di saldare il conto e congedarsi, le parlò con sincerità. Le disse che non era affatto una dea e che, soprattutto, non aveva mai imparato a voler bene davvero a qualcuno. Aggiunse che non aveva ancora capito ciò che conta nella vita. Poi si alzò e se ne andò, lasciandola sola davanti al bicchiere rimasto sul tavolo.
Olga fece finta di non essersi lasciata ferire da quelle parole. Tornò di corsa a casa, aprì il frigorifero e tirò fuori una torta al cioccolato preparata per festeggiare quello che immaginava sarebbe stato un nuovo amore. La divorò in pochi minuti, poi si osservò allo specchio con la bocca ancora sporca di crema.
Infine scrollò le spalle. Si convinse che Dario fosse soltanto un cafone invidioso e tornò a vedersi splendida come una delle donne dipinte da Fernando Botero.
N.d.A.: Nomi e fatti sono frutto di fantasia, ogni riferimento è puramente casuale.
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