:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Prosa/Narrativa
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 4 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Fri Aug 14 03:28:09 UTC+0200 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Allietata dalla “grazia”

di Arcangelo Galante
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutti i testi in prosa dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 14/08/2026 01:59:22

Eleonora camminava veloce tra i vicoli di Roma. Il sole si rifletteva sui sampietrini bagnati dalla leggera pioggia mattutina. Nella borsa custodiva i badge dell’agenzia turistica e i testi di studio sulle basiliche papali. Quella mattina le era stato affidato un gruppo di visitatori americani, desiderosi di scoprire i segreti del Barocco romano.

Entrando nella chiesa, la sua voce risuonò limpida sotto le volte affrescate. Spiegò la prospettiva, l’uso drammatico della luce caravaggesca e mostrò come i marmi sembrassero prendere vita sotto gli occhi degli spettatori. I turisti ascoltavano affascinati, colpiti dalla precisione storica delle sue spiegazioni e, al tempo stesso, da una sensibilità non comune.

Per Eleonora l’arte non era soltanto un lavoro. Era un dialogo costante con la bellezza e con l’assoluto. Eppure, da tempo avvertiva dentro di sé un vuoto che non riusciva a colmare. Le parole pronunciate per gli altri cominciavano a sembrarle lontane dalla propria anima.

La svolta avvenne quel pomeriggio.

Si trovava in una cappella laterale dedicata alla Vergine Maria. Il gruppo si era allontanato per scattare alcune fotografie e lei rimase sola davanti a un’antica icona della Madonna. In quel momento, un raggio di sole attraversò l’alta vetrata della navata, illuminando il volto dipinto e lo spazio circostante.

All’improvviso, il rumore dei passi sembrò svanire.

Eleonora avvertì un richiamo straordinariamente intenso nel centro del petto. Non era una voce udibile, ma una certezza assoluta, travolgente. Sentì nel cuore l’abbraccio della Vergine, come se le chiedesse di offrirle l’intera esistenza.

Comprese allora che la sua strada era la consacrazione.

Le lacrime le rigarono il volto, non per tristezza, ma per una gioia piena e incontenibile.

Nei giorni successivi lasciò l’agenzia turistica. Salutò i colleghi, ancora increduli, e iniziò il percorso che l’avrebbe condotta ai voti religiosi.

Anni dopo, suor Eleonora indossava l’abito religioso con naturalezza. I superiori la destinarono a un convento situato nella periferia di una grande città, in una zona segnata dalla povertà e dalla solitudine.

La struttura comprendeva una parrocchia un tempo molto attiva, ma ormai affaticata da logiche lontane dal vero spirito evangelico. Molti residenti si erano allontanati dalla fede e guardavano con diffidenza le associazioni locali, considerate da alcuni più interessate al potere economico che al servizio.

Suor Eleonora non si lasciò scoraggiare. Decise di ripartire dall’ascolto.

Riorganizzò le attività comunitarie, aprì un centro pomeridiano per i bambini del quartiere, istituì un punto di ascolto per gli anziani soli e coinvolse i giovani in una rete di assistenza domiciliare gratuita.

La sua presenza divenne presto un punto di riferimento. La parrocchia ricominciò a riempirsi di persone desiderose di offrire il proprio tempo e le proprie energie.

La vera rivoluzione, però, fu la trasparenza con cui Eleonora amministrava ogni iniziativa.

Molti parrocchiani erano diffidenti a causa di esperienze passate. Alcuni sacerdoti e associazioni cattoliche avevano sfruttato la disponibilità dei volontari, trasformando la loro buona fede in uno strumento di guadagno personale. I fondi venivano gestiti senza rendere pubblici i bilanci e non sempre le risorse erano destinate a chi ne aveva realmente bisogno.

Suor Eleonora invertì quella tendenza con fermezza evangelica.

Rifiutò qualsiasi logica di profitto legata ai servizi essenziali della parrocchia e rese pubblici i fondi ricevuti e le spese sostenute per aiutare i poveri. Ogni volontario veniva accolto e valorizzato come un fratello, mai considerato semplice manodopera gratuita.

Con i fatti dimostrò che la Chiesa doveva essere una casa di carità, non un’azienda.

La gente cominciò a fidarsi di nuovo.

Le persone compresero che quella donna era davvero un dono per la comunità. La sua gratuità fece crollare molti pregiudizi e numerosi uomini e donne, da tempo lontani dalla Chiesa, sentirono nascere il desiderio di riavvicinarsi a Dio.

Nei suoi occhi sembrava brillare la stessa luce che Eleonora aveva visto anni prima davanti all’icona della Vergine.

Ma proprio quel rinnovamento cominciò a infastidire i vertici dell’amministrazione parrocchiale.

I saloni che un tempo ospitavano eventi a pagamento erano ora occupati da famiglie bisognose. Le donazioni venivano utilizzate direttamente per assistere i poveri, senza passare attraverso i vecchi canali, poco trasparenti.

Per chi aveva costruito il proprio potere su quelle dinamiche, l’opera della religiosa rappresentava una minaccia.

Temendo che la sua presenza potesse mettere definitivamente in luce interessi e pratiche fino ad allora nascosti, i responsabili presero una decisione drastica.

Agirono nell’ombra.

Senza informare i parrocchiani, disposero il trasferimento immediato di suor Eleonora. Una mattina, all’alba, la religiosa fu costretta a salire su un treno diretto verso un piccolo paese isolato tra le montagne, lontano dalla comunità che aveva imparato ad amare.

Quando gli abitanti si svegliarono e trovarono vuoto il suo ufficio, lo sconcerto fu enorme. I sacerdoti liquidarono la questione con poche parole, parlando genericamente di “esigenze superiori dell’ordine”.

Il distacco fu doloroso, ma non riuscì a spezzare lo spirito di Eleonora.

Nel piccolo paese montano, dove le giornate erano scandite dal vento e dal rintocco delle campane, continuò a vivere serenamente. Nel suo cuore non c’era spazio per il rancore: si sentiva costantemente sostenuta dalla grazia divina, che le donava una pace incomprensibile a chi l’aveva allontanata.

Comprese allora che il suo ministero non era terminato: aveva semplicemente assunto una forma diversa.

Se prima aveva operato con le mani, ora avrebbe lavorato con l’anima.

Trascorse gli anni successivi nel silenzio della clausura e della contemplazione, trasformando la solitudine in un altare d’intercessione. Pregò incessantemente fino alla morte:

 

  • per i poveri e i giovani della sua amata parrocchia romana;
  • per i volontari che avevano ritrovato la dignità del servizio gratuito;
  • per i suoi persecutori, affinché Dio toccasse i loro cuori induriti dal denaro;
  • per tutte le persone che aveva incontrato e accompagnato durante gli anni della sua attività.

 

Quando si spense, sul suo volto era impresso un sorriso luminoso.

La sua vita, passata dalle bellezze artistiche di Roma alla povertà della periferia e infine all’isolamento del paese di montagna, si era compiuta come un’offerta perfetta.

La terra ne aveva custodito il corpo, ma non aveva potuto seppellire la luce che aveva lasciato negli altri.

Il suo ricordo rimase vivo come un dono eterno nel cuore di chi l’aveva conosciuta e amata.

E quella stessa grazia che un giorno l’aveva chiamata davanti a un’antica icona della Vergine continuò ad accompagnarla fino all’ultimo istante.

 

 

 

 

N.d.A.: Nomi e fatti sono frutto di fantasia, ogni riferimento è puramente casuale.

 


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Arcangelo Galante, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Arcangelo Galante, nella sezione Narrativa, ha pubblicato anche:

:: La fretta di innamorarsi (Pubblicato il 13/08/2026 06:20:53 - visite: 19) »

:: Anche il cuore cambia modo di sentire (Pubblicato il 09/08/2026 06:34:27 - visite: 31) »

:: Nessun palazzo č prezioso come l’amore (Pubblicato il 08/08/2026 06:32:50 - visite: 29) »

:: Sempre bellissima (Pubblicato il 07/08/2026 11:22:11 - visite: 38) »

:: I sottotitoli della veritŕ (Pubblicato il 06/08/2026 10:58:14 - visite: 45) »

:: Il valore di una presenza (Pubblicato il 03/08/2026 15:22:50 - visite: 42) »

:: Un dono oltre il tempo (Pubblicato il 31/07/2026 19:44:35 - visite: 61) »

:: Un gatto di troppo (Pubblicato il 29/07/2026 09:31:01 - visite: 56) »

:: Una richiesta fuori menů (Pubblicato il 25/07/2026 06:47:26 - visite: 65) »

:: Tutto troppo complicato (Pubblicato il 23/07/2026 07:59:30 - visite: 82) »