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Visioni

di Giovanni Baldaccini
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Pubblicato il 26/10/2026 01:04:09

Ho ricevuto lettere.

Visioni, quando il giorno scompare con la luce e notte vaga in un silenzio errante nell’astrattezza liquida del vago.

Un sospiro cui replicare è inutile: diverso incorreggibile distante. Discorreva di tempo derubato, di desuetudine, dimenticanza, addio.

Elusivo ma intenso, si presentava con lieve sofferenza per far sentire quello che provava.

Non aveva parole: sospensioni.

Un sussurro, un’inquietudine, un sollievo a volte, quando il bisbiglio si faceva voce.

Dava respiro a ciò che resta in fondo, all’escluso, all’inatteso, alla mia debolezza non gradita. Ispirava nostalgia o qualcosa che vi somigliava. Forse ignota, forse d’ignoto.

Una strana speranza, senza pensare di poter sperare.

Si presentava come una proposta; un azzardo, un’assenza costante di una presenza invivibile vissuta che ignoro ma conosco e diluita aspiro nel vano dei suoi giorni senza ore.

Che ignoro, ma so del mio restare margine ad un luogo sfinito, irremovibile come l’assurdo dove si indovina la nudità del ramo. E il mondo, il non volere: sordità.

Un pensiero diverso. Che sorge e poi tramonta. Una richiesta di composizione, o forse un al di là simile ad una sera, quando qualcosa suona e nel silenzio chiede di ascoltare.

Una richiesta, dunque; senza pensare di poter rispondere al di là di un’allusione che sconfina senza avere un’attesa.

Non so alludere nello stesso modo ma devo una risposta. E nel fraseggio di un insolito invio mi scuso per la mia incapacità.

 


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