:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Prosa/Narrativa
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 11 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Mon Nov 2 20:14:41 UTC+0100 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Incontri

di Alessandra Ponticelli Conti
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutti i testi in prosa dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 1 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 02/11/2026 17:01:35

Il tintinnare dei cucchiaini contro le tazzine faceva da sottofondo al brusio di metà mattina.

Chiara, come a volerla incollare, perché essa rimanesse lì, in bella vista, ancorò l'indice sulla seconda pagina del quotidiano che, presumibilmente, qualcuno aveva dimenticato sul tavolino.

 

Mentre le parole le si si affastellavano in gola, premendo forte per uscire, rilesse con cura quei due articoli di cronaca che tanto l'avevano colpita.

 

Era tutto così assurdo in quella impaginazione: a centro pagina campeggiava la foto grande e nitida di un borsone da viaggio di lusso. Sotto il titolo, un articolo a nove colonne osannava la reazione violenta del proprietario a cui quel borsone era stato rubato.

 

In fondo confinato in un trafiletto minuscolo senza immagini, quasi invisibile, compariva l'annuncio di un ragazzo morto in un cantiere.

 

Chiara alzò lo sguardo, poi senza rendersene conto, quelle parole che aveva ferme in gola le scivolarono fuori dalla bocca come un temporale scoppiato all'improvviso:

 

"Che strano paese quello nel quale un uomo che uccide perché ha subito un furto non solo viene acclamato, ma fa più notizia di quell'altro morto a vent'anni in un cantiere mentre sta lavorando."

Quella frase rimase per un po' sospesa nell'aria, come il piccione che ogni tanto entrava per qualche istante sotto quel dehors, al coperto, stracolmo di tavolini, infrangendo in un attimo l'atmosfera rilassata che vi si respirava.

 

L'uomo al tavolino di fianco, dopo averli estratti dalla tasca dei pantaloni, inforcò bene gli occhiali e si voltò per fissare, con aria infastidita, Chiara, mentre con un fazzoletto nell'altra mano, come se quell'acquazzone inaspettato di parole gli avesse inzuppato una manica della giacca, cercava di asciugarla, malgrado fosse completamente asciutta.

 

Poco più in là, una coppia di coniugi di mezza età, in un misto di derisione e sconcerto, si scambiarono un'occhiata che etichettò all'istante la ragazza come la squilibrata del momento.

Chiara sentì caderle improvvisamente addosso quella fitta e fredda pioggia di sguardi, senza dire nulla.

Un lieve rossore invase le sue guance pallide, sovrastate dai suoi grandi occhi neri, ben aperti, continuando, con aria di sfida, a tenere il dito ben fermo su quella pagina assurda.

 

"Abbiamo tutti disimparato che le persone valgono più delle cose. Sai, spesso mi chiedo dove abbiamo fallito".

 

A parlare con voce rassicurante era stata un'anziana signora seduta all'ultimo tavolino, quello quasi in bilico tra il dehors e la strada già strombazzante di traffico.

 

Davanti a sé, oltre a una tazza di caffè, aveva "La peste" di Camus con dentro due segnalibri che fuoriuscivano quasi a voler indicare il frastuono di clacson che via via si ingigantiva in quel serpentone di macchine del quale non si vedeva la fine.

 

Aveva capelli castani raccolti in un piccolo chignon sulla nuca, con un ciuffo bianco che le ricadeva sulla fronte alta.

 

Chiara si girò verso di lei, guardandola come si guarda un raggio di sole appena spuntato dopo la pioggia.

 

"Scusi, non avrei voluto urlare, non è da me", disse, mentre il tono di voce di quella donna le ricordò quello della"Landi", la sua amata prof. di lettere del liceo.

 

"Non hai nulla di cui scusarti... come ti chiami?"

 

"Chiara", rispose la ragazza.

 

"Non hai nulla di cui scusarti, Chiara", ripeté la donna con lo chignon. "Ho passato anni e anni della mia vita a spiegare ai miei studenti che ci sono cose che non possono e non devono essere taciute."

 

Chiara continuò a osservare quella sconosciuta in silenzio. Non si era sbagliata. Era un'insegnante, ma forse avrebbe dovuto capirlo subito vedendo il libro che aveva davanti.

 

Di colpo le risuonarono nella mente le parole della prof. Landi:

"Ricordatevi ragazzi, come scrive Camus, la peste non muore mai, scompare per anni, ma resta lì, nei vestiti, nei materassi, fino a quando, per sventura o per insegnamento agli uomini, sveglierà i suoi topi..."

 

"Amo Camus!" esclamò Chiara, con gli occhi che le brillavano.

La professoressa colse all'istante quel guizzo di autentica felicità ritrovata e, in un lieve sorriso, afferrando il romanzo di Camus disse:

 

"Prendilo, è tuo".

 

Chiara indugiò un po', poi staccando finalmente il dito dal quotidiano, lasciando che la pagina si sollevasse appena, mossa da un refolo di vento, con il libro in mano svanì a piedi in mezzo al traffico assieme a quella donna incrociata per caso, della quale non conosceva neppure il nome.

 

Ma era importante? 

Aveva banalmente imparato da tempo che quel che si cerca, spesso si nasconde in quel che non si conosce. 

 

 

 

  

 

 


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 1 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Alessandra Ponticelli Conti, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Alessandra Ponticelli Conti, nella sezione Narrativa, ha pubblicato anche:

:: Signor Rossi, lei stasera è solo stanco (Pubblicato il 19/09/2026 14:52:33 - visite: 392) »

:: L’ultimo rigore (Pubblicato il 31/08/2026 03:01:44 - visite: 250) »

:: E fu così che diventai un tiratore del 7° reggimento (Pubblicato il 17/08/2026 16:18:22 - visite: 259) »

:: La rivolta di Ivan Kaliayev (Pubblicato il 10/08/2026 13:48:16 - visite: 241) »

:: Il mare di Howth (Pubblicato il 26/07/2026 16:33:57 - visite: 348) »

:: Il dizionario di Grimod (Pubblicato il 23/07/2026 21:23:37 - visite: 263) »

:: Il debito della memoria (Pubblicato il 26/06/2026 16:17:27 - visite: 205) »

:: Faccio solo il mio dovere, signor Thomas (Pubblicato il 19/06/2026 14:20:00 - visite: 321) »

:: Si chiamava Laura (Pubblicato il 07/06/2026 16:56:11 - visite: 330) »

:: Il caso Calas (Pubblicato il 30/05/2026 15:58:49 - visite: 407) »