Pubblicato il 22/03/2018 17:38:35
Felice come una PasQua. (una risposta filosofica al rito della festa e due uova molto sode magari di buon cioccolato).
Il mondo pieno di luoghi incerti, suscettibili e variabili che non sempre si rivelano o a cui semplicemente non facciamo caso. Spazi che cambiano come cambia il vento, la stagione o il punto di vista di chi li osserva. Lindole delluomo multiforme ma la verit raggiunta finora ha una sola forma: la forma delluovo. Delluovo? S, proprio cos, in quanto simbolo millenario, luovo ha guadagnato un ruolo di tutto rispetto nella storia dellalimentazione come dellarte, della musica come della letteratura. Fra pitture rinascimentali e declinazioni contemporanee, fra storici interpreti e nuove valenze performative, la forma delluovo riconosciuto quale archetipo cosmico. Simbolo di fecondit e di rigenerazione, rinascita e trasfigurazione ha assunto nel tempo gli aspetti del tutto particolari che sono poi confluiti nella tradizione cristiana, e non solo, della vita eterna, e che ritroviamo fino ai giorni nostri nella produzione di forme nuove proprie dellimmaginario collettivo: dalle nuove vie della rappresentazione, della metafisica applicata alle nuove tecnologie, alla fantascienza. Insomma, quella che sembra una domanda impropria, un banale trompe loeuf sul dilemma pi sterile nelluniverso delle domande retoriche, invece seria. Quante volte ci siamo sentiti domandare se nato prima luovo o la gallina?, e mai siamo stati in grado di rispondere; mai che qualcuno ci abbia dato una spiegazione verosimilmente logica. A quanto pare la logica centra fino a un certo punto, ma se spostiamo la domanda e la riferiamo a unintenzione di ricerca della forma, potremmo ben dire che piuttosto un progetto infinito dellestetica dellarte. Altres se la riferiamo alla socializzazione del pensiero e/o dellimmaginario, cco entrare in campo lestetica filosofica. Non di meno, nella prospettiva filosofica, alla domanda iniziale, potremmo rispondere con unaltra domanda: la forma delluovo un presupposto di un processo di teorizzazione dellozio?. Dellozio? S, proprio cos, in quanto figlia del senso altruistico dellozio, che trova nellattivit riflessiva (della gallina), il significato fenomenologico dello spirito (Hegel) che gli da forma. Dove si descrive il percorso che ogni individuo deve compiere, partendo dalla sua coscienza, per identificare le manifestazioni (la "scienza di ci che appare", la "fenomenologia"), attraverso le quali lo spirito si innalza dalle forme pi semplici di conoscenza a quelle pi generali fino al sapere assoluto. Unappropriazione, come dire, impropria, che non nasconde segni di criticit se la confrontiamo con laffermarsi dellindividualismo moderno dove molti vizi del passato diventano virt del presente come fossero principi cardine di ogni relazione sociale. Non affatto cos che pu girare luovo che abbiamo appena trovato, n pu esserlo se non a scapito di quelle attivit che ci sforziamo di promuovere come la socievolezza, il collettivismo, la solidariet, laltruismo, non vi pare? No, non ci pare! Al contrario legoismo, lindifferenza verso laltro, si tramutano dal bene (verso laltro / gli altri) nel male, producendo feroci gerarchie, dinamiche di esclusione, disuguaglianze foriere di guerre e stermini di massa, di intere popolazioni che fuggono in massa ecc. La realt della forma delluovo sta ad affermare un principio etico altruistico (Nussbaum) di appartenenza ed empatia sociale, capace di stabilire un rapporto empatico anche con qualcuno che sta al di fuori del proprio gruppo: in termini sociali, della propria comunit, della sfera pubblica come di quella privata, di fare della sobriet uno stile di vita. Lozio quindi come forma di altruismo che si colloca nello spazio-tempo di una scelta di vita, per ritrovare il senso della libert che viene meno a causa dei paletti (confini, soglie, impegni, scelte ecc.) che costantemente usiamo per infliggerci, masochisticamente, quel qualcosa da fare che tenga impegnati, e che ha schiavizzato, demoralizzato e depresso lumanit fin dalle origini. Ma attenzione, oziare non significa libert di non fare niente ma di scegliere di essere liberi di vivere la vita che vogliamo fare con dignit, nel rispetto degli altri e della societ in cui viviamo. Preso alla lettera significa anche ottemperare ai doveri sociali pur mantenendo il libero arbitrio dei gioudizi. Libero arbitrio? Non forse autodeterminazione della gallina fare luovo o non farlo? Non c nulla che devessere fatto per forza, in fondo aver deciso la forma delluovo stato indubbiamente frutto di una costruzione mentale. Un pensiero autonomamente riflesso di ci che la natura in s permetteva di esprimere. Ci per quanto la gallina non sia un animale intelligente, lo si capisce da come guarda la gente (Jannacci Pozzoni-Pozzetto) e che, infine, conferma di avvalersi del libero arbitrio (proprio degli animali) di lasciarsi prendere e cucinare. Compiacente o no la gallina pu pensare senza luso delle parole e ci che pensa che per quanto ce la possiamo mettere tutta, non siamo capaci di fare le uova, solo di romperle. cos che noi ..facciamo uso di una montagna di parole tutti i giorni, parliamo spesso troppo, e a volte abbiamo la fondata impressione di parlare senza pensare. Il che ci sembra una cosa sconsigliabile, non solo per le sue conseguenze pratiche (non logiche), ma anche perch lede una sorta di presupposto implicito del linguaggio: che dietro a ogni parola ci sia un pensiero (Ferraris). Perch, che cosa si fa con il linguaggio oltre a pensare? No, proprio non saprei. Ci che so che ..il nesso tra pensiero e linguaggio non sempre coerente; che la dimensione pragmatica del linguaggio va oltre ogni dimensione pratica; e infine, che ..consiste in quello che nel gergo dei filosofi si chiama caveat, cio una messa in guardia contro quello che, sempre nel gergo, si chiama olismo linguistico, lidea che tutto sia linguaggio (per strano che possa apparire qualcuno lha davvero pensato) o che il linguaggio possa tutto (Ferraris). Ma non tutto avviene cos, sarebbe come mettere tutte le uova in un paniere, similarmente alla nota canzone I'm putting all my eggs in one basket (Berlin); magari scommettendo di non romperne nemmeno una. Be, chiaro, tutto dipende da come vogliamo cuocerle , avverte Giovanni Nucci, autore di E due uova molto sode (Gaffi Edit. 2017) apparso nella Piccola Biblioteca di Letteratura Inutile. Niente di pi azzeccato se si tiene in conto lefficacia di una scrittura come metafora della cottura delle uova, in cui la forma delluovo ..al contempo il creato e la creazione: e la creazione, come noto, si esprime nelle pi svariate forme e differenti elaborazioni. In sintesi, pi o meno tutto quello che abbiamo da dire a riguardo che dentro un (solo) uovo c gi tutto, il poco e lassai, sia luno che laltra, luniverso e il vuoto contenuti da un buco chiuso in se stesso: ma da quello che dice di s, di solito, non lo si capisce (Nucci). Ma di che cosa stiamo parlando? Non certo dellUovo di Colombo che tuttaltra cosa, come noto l'espressione 'Uovo di Colombo' si usa quando si descrive un modo incredibilmente banale di risolvere un problema che sembrava senza soluzione. Si narra infatti che Cristoforo Colombo venne invitato a una cena al suo ritorno dallAmerica e che durante tale banchetto alcuni gentiluomini spagnoli cercarono di sminuire le sue imprese, dicendo che chiunque ci sarebbe riuscito. Ebbene Colombo li sfid a mettere un uovo diritto sul tavolo, senza che cadesse. Non riuscendoci, i gentiluomini sfidarono Colombo, chiedendo anche a lui di farlo: il navigatore batt leggermente luovo sul piano e l lo lasci, dritto e fermo. Gli spagnoli si lamentarono affermando che anche loro potevano fare una cosa cos e Colombo rispose che loro lavrebbero potuto fare, ma lui laveva fatto. Come dire che luovo ha una forma perfetta bench sia fatto col culo. (Munari) Tutto qui? Assolutamente no, ..Inutile cercare di classificare questa raccolta. Non si tratta propriamente di racconti avverte lautore semmai sarebbe il caso di parlare di resoconti, e neppure troppo attendibili. Certamente questo non un libro di cucina. Forse lunica sua certezza risiede nel fatto che qui si parla di uova. Per il resto un po come in uno di quei pasticci di spaghetti che sanno fare cos bene a Napoli: sono le uova atenerlo insieme, ma dentro puoi trovarci di tutto.
Un ricco menu quindi in cui troviamo piatti originali di chicche filosofiche, aneddoti, short stories pi o meno inventate, e ossimori come dessert:
Intro: Stracciatella per principianti. Primi piatti: Uova alla Benedict al prosciutto cotto o al salmone affumicato Lo scrittore alla coque con tanto di sigla musicale Morning Glory Il Maestro al piatto musicista e letterato e quantaltro Secondi piatti: Frittate e Souffl per tutti i gusti Luovo di Amleto per gli addetti ai lavori un po pesante da digerire E due uova molto sode (un epilogo improprio)
Certo direte voi, non sono tutte uova di giornata, per lautore Giovanni Nucci, cela fra le righe una freschezza degna di uno scrittore di grande attualit linguistica. Convincente a tal punto da far credere che le preferisce con la maionese, piuttosto che al tartufo, nel modo in cui Mina canta Pi del tartufo sulle uova di A. Mingardi
Pi di qualsiasi cosa possa dire Pi di una giornata in riva al mare Pi del pane col salame Pi di quando mangio quando ho fame Pi di un tramonto rosso fuoco Pi di una vincita al gioco Di una serata con gli amici Pi dei bei tempi felici Io ti amo, io ti amo E forse meglio che lo dica piano Perch ho paura che il mondo se ne accorga E mi riporti dall'alto fino a gi Pi di un grattacielo di New York Di una medaglia d'oro nello sport Pi di un rialzo in borsa Pi di una bella corsa Pi di un qualsiasi invito Di un lavoro ben riuscito Pi del tartufo sulle uova Di una motocicletta nuova Io ti amo, io ti amo E forse meglio Pi di un qualsiasi invito Di un lavoro ben riuscito Pi del tartufo sulle uova Di una motocicletta nuova Io ti amo, io ti amo E forse meglio Fino a gi, fino a gi Io ti amo, io ti amo, ti amo di pi.
E che dire di sei uova alla coque che Lelio Luttazzi elenca in Canto (anche se sono stonato)? Solo
Perch da cinque mesi canto il mio amore in sordina perch, cara, temo di farmi sentire da te. Ma da questoggi ho deciso di cambiare, provando ad urlare con voce da rock. Mi faccio sei uova alla coque e come una belva da ring, ti sforno quintali di swing. Sperando di darti lo shock che forse mi dirai di s.
E voi come le preferite?, con la maionese o con il salmone, strapazzate con una goccia di aceto balsamico o al chili che pi piccante non si pu, a voi la scelta. Limportante continuare a leggere, ben sapendo che si tratta di letteratura inutile bench di prestigio.
www.italo0-svevo.it @italosvevolibri.it
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