Pubblicato il 03/01/2019 19:23:12
CERCATORI DI DIO EPIFANIA
Carissimi buongiorno. Vi trasmetto la meditazione di Don Luciano afferente al Vangelo della prossima Domenica Solennit dell' Epifania del Signore. Rinnovo a ciascuno di voi e ai vostri cari di vivere con gioia il tempo di Natale e un Anno colmo della Grazia del Signore.
Dal Vangelo di Matteo (2,1-12):
Nato Ges a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: Dov colui che nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo. Alludire questo, il re Erode rest turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: A Betlemme di Giudea, perch cos scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero lultima delle citt principali di Giuda: da te infatti uscir un capo che sar il pastore del mio popolo, Israele. Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li invi a Betlemme dicendo: Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando lavrete trovato, fatemelo sapere, perch anchio venga ad adorarlo. Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finch giunse e si ferm sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per unaltra via fecero ritorno al loro paese. La storia dei Magi la nostra storia; la storia del credente che risponde alla chiamata di Dio che gli giunge in mezzo alla confusione di questo mondo e che, nonostante le notti dello spirito che deve attraversare, persevera nel suo cammino. Nella loro storia ci sono tutti gli ingredienti di un vero cammino di fede. Dio spesso si nasconde e raramente si svela a quelli che vuole chiamare al suo servizio, giusto quel tanto per spingerli a un primo passo che dovranno proseguire, come i Magi, nelloscurit, nella fedelt e nella fede, fino allincontro faccia a faccia (J. Goldstain).
Mi piacciono i Magi, perch sono uomini in ricerca, cercatori della verit e dellAssoluto. Il loro viaggio il santo viaggio, il pellegrinaggio della fede, che inizia con il rendersi conto che quello che si conosce e che si possiede non basta, ma che bisogna dare ascolto alla propria sete profonda di verit. Cercano, si mettono in viaggio insieme, interrogano, non pretendono di trovare da soli, non si scoraggiano nella loro ricerca, sanno ricominciare... Mossi da questa ricerca di verit, i Magi alla fine si incontrano con Ges Cristo, che la Verit. Lessing ha detto: Se Dio mi si presentasse tenendo in una mano tutta la verit e nellaltra tutta la ricerca della verit e mi facesse scegliere, io risponderei: La verit piena solo per te, Signore: a me, uomo, concedi sempre lansia della verit. Ci hai fatti per te, Signore, ed inquieto il nostro cuore finch non riposi in te (S. Agostino).
Certo, noi non siamo pagani come i Magi, che si accostano per la prima volta alla fede, ma dai Magi siamo stimolati a fare un cammino allinterno della fede che gi abbiamo. Conduci benigno anche noi, Signore, che gi ti abbiamo conosciuto per la fede, a contemplare la grandezza della tua gloria (Colletta).
La ricerca di Cristo non mai esaurita. Concedici di cercarti ancora dopo averti trovato. Trovare Cristo vuol dire cercarlo ancor andando di inizio in inizio, per inizi sempre nuovi (Gregorio di Nissa).
Quello dei Magi un autentico percorso di fede; da loro possiamo imparare molto. Quali sono le domande pi vere e pi importanti che riconosciamo nel nostro cuore? Abbiamo mai scelto veramente di muoverci da dove siamo verso la Citt di Dio, incontro al suo dono damore? Siamo pronti a lasciare le nostre certezze per vivere lavventura della ricerca dellamore pi grande, quello che solo Dio potr darci? Allinizio c un segno pi o meno luminoso. Ognuno lo scorge l dove si trova a vivere e a lavorare. Questi Magi scrutano il cielo, il segno lo troveranno l in una stella. Qui non centra tanto lastrologia; si tratta invece di un atteggiamento esistenziale profondo. Guardare in alto: cercare una verit sulla propria vita, chiedersi cosa il Cielo voglia dagli uomini. E necessario spesso alzare lo sguardo da se stessi, autotrascendersi. Del resto il presente non basta a nessuno.In alto i nostri cuori! Cercate le cose di lass! Oggi si corre il rischio di non interrogare pi i cieli, tanto siamo oc-cupati a fissare la terra! Il segno ha suscitato nel loro cuore un desiderio. Com importante il desiderio nel cammino di fede! Il desiderio di conoscere il senso profondo della nostra vita, il desiderio di verit, il desiderio di Dio! Il segno pi il desiderio spingono i Magi a fare il gesto pi coraggioso: quello di partire. Beato chi decide nel suo cuore il santo viaggio!. E questo desiderio provoca in loro una domanda: Dov il Re dei Giudei?. Qui emerge con molta chiarezza che lincontro con Ges avviene quando si portano in cuore degli interrogativi forti. Diffido di quelle persone che vivono una fede senza interrogarsi mai, senza approfondimento. Oggi c il pericolo di soffocare la domanda e di stordirsi nel rumore. E lalienazione nel banale e nel superficiale. La risposta la si trova nelle Scritture. Per incontrare il Messia non basta consultare il cielo, occorre consultare la rivelazione delle Scritture. Credo che non ci sia domanda nella nostra vita che non trovi una risposta nella Scrittura o nel Vangelo. Potremmo dire che, alla fine, la vera stella che porta i Magi a incontrare quel Bambino la Scrittura. Per noi il Vangelo: Lampada per i miei passi la tua Parola, luce sul mio cammino. Senza seguire la stella del Vangelo non possibile incontrare Ges. Se vuoi incontrare il Dio vivente fidati della sua Parola: mettiti in ascolto umile, perseverante e fiducioso di essa. Impara dalle Sacre Scritture il linguaggio di Dio, che ti aiuta a riconoscere gli appuntamenti con la sua grazia. Leggi assiduamente la Parola di Dio? La ascolti con desiderio e fede? La civilt occidentale sembra aver smarrito lorientamento, naviga a vista. Ma la Chiesa, grazie alla Parola di Dio, vede attraverso queste nebbie. Non possiede soluzioni tecniche, ma tiene lo sguardo rivolto alla meta, e offre la luce del Vangelo a tutti gli uomini di buona volont (Benedetto XVI).
Ma non basta conoscere le Scritture per incontrare Ges, perch c modo e modo di leggerle. La competenza degli scribi sulle Scritture, poich non guidata dal desiderio e dalle domande, non porta a nulla. Non basta il Libro! Sono informati, ma non sono coinvolti, perci non si decidono mai a intraprendere il santo viaggio. C poi anche lincontro pericoloso con Erode, che potrebbe avere conseguenze drammatiche. Sulla via della ricerca di Dio il vero possibile rischio fare del nostro io e delle nostre ambizioni lidolo cui sacrificare ogni cosa. Il cercatore di Dio o sar umile e impegnato a vincere le trappole dellorgoglio, o non arriver mai alla meta, sciupando quanto di pi bello pu esserci nellesistenza umana. Per i Magi, invece, lindicazione della Scritture risulta illuminante e ci permetter loro di compiere lultima tappa: Betlemme, il bambino con Maria, sua madre. Riconoscono in questo figlio di povera gente, in questo bambino, bisognoso di tutto, latteso, il Re dei Giudei. I Magi portano doni al Signore, ma soprattutto il vero dono che gli fanno quello di se stessi (si prostrarono e lo adorarono). Non possibile credere in Dio e mantenere nello stesso tempo le distanze. Non si va a Dio a mani vuote. Loro ci invita a offrire a Ges una fede limpida, sincera, splendente, purificata dalle scorie dellabitudine, della pigrizia, della superficialit. Lincenso ci invita a portare a Ges una vita che profuma, generosa, serena e bella. La mirra ha un sapore forte, amaro. Ci invita a offrire a Ges il coraggio di credere in lui. Per unaltra strada fecero ritorno al loro paese. Quando si veramente incontrato Cristo, nulla pu essere pi come prima. Quando si ha il Signore nel cuore non si pu pi percorrere la strada di sempre. Il mio incontro con Cristo quando autentico incide sulle mie scelte e mi riorienta. Unaltra via sta per unaltra vita. E sempre differente il percorso che decidiamo di fare dopo essere stati segnati dallincontro con Cristo! Perch lo incontro tante volte e tutto resta come prima? Signore, fa che io mi doni sempre pi profondamente a te, che ti sei donato e sempre pi ti doni a me. Nellabisso che mi separa da te, hai voluto venirmi incontro. Mi hai chiamato, ti ho cercato: la tua luce mi ha raggiunto nella silenziosa eloquenza del creato, nei segni che mi hai donato nel tempo, nella via della carit vissuta. Soprattutto, hai voluto parlarmi nella tua Parola, lampada ai miei passi, luce del mio cuore. Fa, che io ti doni agli altri per la semplice forza dellamore che hai voluto far abitare in me, e che scompaia perch tu solo cresca in ognuno di coloro cui mi mandi e che mi affidi.
Contatti: miry.clemy@gmail.com
VI
Con lEpifania di Nostro Signore si conclude il ciclo delle festivit legate alla Nativit. Il Natale e lEpifania sono infatti interscambiabili, perch storicamente, calendarmente, liturgicamente dicendo, fissavano un tempo, e in qualche modo ancora oggi, la medesima festa solstiziale, che abbraccia quindi i giorni e le notti incluse dal 24 dicembre al 6 di gennaio del nostro Calendario attuale.
qui utile sapere che il calendario riferito al Natale, fa parte di un ciclo di dodici giorni, le cui date dinizio variano sostanzialmente, sebbene siano scandite dalle calende che vanno: dal 13 novembre al 4 dicembre; dal 25 dicembre al 5 gennaio; dal 1 al 21 gennaio; in rapporto con le credenze arcaiche di trarre buoni presagi per il futuro. Recita un vecchio detto popolare ancora in uso:
Le Calende della festa del Sol le mostra al mondo quel che Cristvol.
La fantasia popolare ha avuto, indubbiamente, parte preponderante nel costituirsi dellalone meraviglioso che circonda la festa del Natale e ovviamente lEpifania che la Chiesa celebra nel giorno calendariale del 6 gennaio, con la quale si commemora la visita che i Magi federo, passati tredici giorni dalla nascita del Bambino a Bethleem, e con la quale si stabilisce la continuit del racconto evangelico che riafferma la contemporaneit della realt storica e la tradizione popolare dellevento miracoloso. Pi che in ogni altra memoria, lavventuroso quanto misterico cammino dei Magi, trova nella Legenda Aurea del XII sec., di Jacopo da Varagine (1228-1298), e nella successiva Historia Trium Regum del XIV sec., di Giovanni da Hildesheim (1310/20-1375), quella immediatezza di linguaggio tipica del racconto popolare, umanamente accettabile, capace di affascinare e stupire dopo quasi un millennio. Il cui significato, trascende il confutabile della storia, per avvicendarsi nellinconfutabile della narrazione fantastica e che, tiene la vicenda come sospesa al filo incantato della favola bella.
Il ciclo delle leggende riferite allarrivo dei Magi a Bethleem indubbiamente tra le cose meravigliose riservate dalla tradizione allevento del Santo Natale. Larrivo dei Magi va quindi legato ai doni che questi portano al Bambino dallOriente: loro, lincenso e la mirra, entrambi simboli della missione divina del Signore fin dalla sua nascita. La fantasia popolare, che nulla lascia di intrapreso, ha trasferito latto del portare i doni al Bambino di Bethleem, come un gesto damore che si ripete ancora oggi, portando in questo giorno calendariale i doni ai bambini, ripetendo cos un atto divenuto catartico nella storia, delle vicissitudine (leggi colpe) a cui si legano i genitori nel metterli al mondo. La parte laica, cercando fra i personaggi della realt cui attribuire questa incombenza, si fa riferimento alla figura del buon padre, talvolta riconosciuto in uno dei Magi, che torna dal suo viaggio; e dalla Befana nel personaggio della vecchia o la nonna, appartenente in origine al mondo delle fate della pi antica tradizione Europea. Originariamente erano queste giocose giaculatorie e, in seguito, liriche e ispirate canzoni popolari, dedicate alla festa ed entrate a far parte delle festivit natalizie, un po come lo sono le luminarie, gli addobbi, i biglietti augurali, le candele colorate, i cibi appositamente confezionati e i pacchetti regalo a conferma della trasformazione di una festa dalle origini umili e contadine in fatto esclusivamente speculativo e commerciale. Allorigine, infatti, rientrava nei gesti di costume e prendeva esempio dallusanza romana delle strenne, cio dai rami dalloro in segno di regalit, e di ulivo in segno di pace che la gente si scambiava come augurio di prosperit e di abbondanza, durante le calende del mese di gennaio. Lo scambio dei doni avveniva e avviene tuttora in segno di amicizia e quindi di fratellanza, quale simbolo augurale e significativo nei rapporti conviviali, di unione, di lieta dipendenza, come segno di affabilit e di felicit raggiunte; ed anche di stretta intimit che da sempre caratterizza il tempo della festa. Tempo in cui si esprime il senso del quotidiano vivere comunitario, e del meraviglioso reciproco scambio augurale di pace e rinnovata speranza. Spero sia gradita ai molti lettori leggere qui di seguito un componimento poetico di Arcangelo Galante davvero provvidenziale inviatomi qualche anno fa e solo oggi riscoperta, che ho il piacere di proporre a tutti voi lettori: IL CANTO DELLA NOTTE DI NATALE
Giunge sempre da lontano dolce e soave canto mistico accordo di cori leggeri. Giunge sempre lieve sospiro di delicati sorrisi sciolti nella notte di Natale. Giunge sempre lieta melodia nata nella capanna di un luogo al tempo sconosciuto. Giunge sempre la voce celestiale armoniosa incantevole degli angeli tutti. Non ascoltiamo oltre non avviciniamoci. Tutto languirebbe nei rumori di sempre. Restiamo in famiglia. Quel religioso canto giunger sempre ai nostri cuori.
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