:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Saggi
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 876 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Thu Jun 25 07:30:45 UTC+0200 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

La morte che vince la morte - meditazione di don Luciano.

Argomento: Religione

di Giorgio Mancinelli
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutti i saggi dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 10/04/2019 06:44:36

Meditazione di Don Luciano afferente al Vangelo della prossima Domenica delle Palme.

LA MORTE CHE VINCE LA MORTE : Quanta distanza da Ges!
Luca 22,1423,56

Lascolto di questo racconto della passione ci fa prendere nuova e pi profonda coscienza di quanto il Signore ci abbia amato e di quanto egli ci sta amando. Amore chiede amore; un dono cos immenso chiede gratitudine; una fedelt cos estrema esige la nostra fedelt. Ma quanta infedelt tra Ges e i suoi discepoli, quanta distanza tra i suoi sentimenti e i miei sentimenti. Tra me e il Signore non c solo distanza, c di pi, c infedelt, incoerenza e incomprensione. Il Vangelo di Luca ci invita a meditare sul contrasto profondo che divide il comportamento dei discepoli da quello del Maestro. Da parte dei discepoli c unaperta resistenza a comprendere quello che Ges sta vivendo. Gi la sera della cena durante la quale Ges ave-va spezzato e offerto il pane perch, mangiandone, si immedesimassero con tutta la sua vita, in particolare con quel gesto di donazione suprema che stava per compiere, vediamo che i discepoli sono ben lontani dal considerare i pensieri e i sentimenti del Maestro. Mentre Ges si pre-senta come colui che serve, i discepoli vengono sorpresi in discussio-ni meschine su chi di loro poteva essere considerato il pi grande.

Ma ci che veramente commuove in questo episodio che, nonostante la meschinit degli apostoli, Ges non solo non li rimprovera, ma addirittura prende loccasione per fare loro la pi grande promessa che avrebbe potuto fare. Egli, infatti, prepara per loro un regno perch possano mangiare e bere alla sua mensa e sedere in trono a giudicare le dodici trib di Israele. La bont, la gratuit di Ges supera infinitamente la durezza e la meschinit umana. Egli non si ferma mai, nemmeno di fronte alla mia indegnit. Proprio nel momento in cui gli apostoli si mostrano estrema-mente lontani dalle categorie di pensiero del Maestro e impermeabili al suo insegnamento, Ges, noncurante di questo, prospetta e promette loro le gioie, labbondanza e la gloria della vita senza fine. Ges come una mamma paziente con i suoi figli un po difficili, compatisce la debolezza, la fragilit, lincostanza e la superficialit dei suoi amici, li prende per mano, li sostiene, ma non rinuncia ad accompagnarli fino alle altezze che ha preparato per loro.

Il Getsemani. Arrivato sul posto Ges comincia a pregare, a provare angoscia e a sudare sangue; questultimo particolare solo di Luca. Ges non un eroe come lo intendiamo noi, non affronta la morte con quella spaval-deria stoica che fa la fortuna di tanti personaggi mitici della storia. Ges uomo vero e intero e quindi ha paura del dolore e della morte perch questa non appartiene allumano. Ges prova il sentimento terribile dellangoscia. Senza addentrarci in analisi che non ci competono, il sudore di sangue certamente il segno di una sofferenza inaudita e in-contenibile. Ma improvvisamente la scena cambia; si avvicina una folla di gente guidata da Giuda, uno dei dodici. Uno dei dodici lespressione che sottolinea la costernazione dellevangelista: proprio uno dei dodici ha consegnato lamato Maestro ai suoi persecutori. Cosa inaudita! la stessa costernazione di Ges: Giuda con un bacio tradisci il Figlio delluomo?. Proprio con un bacio? Tutto questo avviene di notte. La notte lora delle tenebre, della vigliaccheria, lora di coloro che non hanno il coraggio di compiere i loro misfatti alla luce del giorno. Pietro lo segue da lontano.

Dapprima dimostra un certo coraggio, ma poi vacilla e cade: Non lo conosco!. Il Signore, voltatosi, guard Pietro. Il suo sguardo non di giudizio e di condanna. Pietro scoppi a pian-gere!. Dobbiamo imparare a sentire su di noi questo sguardo intenso e tene-rissimo di Ges. Questo sguardo ha provocato uno sconvolgimento e un pentimento profondo nel cuore di Pietro. Un pentimento cos lo vive chi guarda a lui, non chi guarda solo a se stesso. Oggi sarai con me in paradiso!Il Signore Ges si preoccupa, fin dentro lultima agonia, della sal-vezza di chi gli muore a fianco e non della propria salvezza. Le sue ultime parole per gli uomini sono indirizzate ad un malfattore, ma an-che a tutti noi che rischiamo di arrenderci ad una cultura di morte. L, in quel malfattore, c tutto il mistero della persona umana. Luomo, nel suo limite pi basso, ancora amabile, la persona ancora sal-vabile e salvata, anche nel suo limite ultimo.Questo vuol dire che nessuno perduto per sempre, nessuno potr andare cos lontano dalla casa del Padre, da non poter essere raggiunto.Sarai con me! Le braccia di Ges, distese e inchiodate in un abbraccio perenne, dicono accoglienza che non esclude nessuno. Il suo cuore dilatato fino a lacerarsi. Lamato nasce dalla ferita del cuore di chi lo ama. Luomo, ciascuno di noi, nasce dal cuore trafitto del suo creatore.

Sarai con me in paradiso! Parla di uno spazio felice e immenso, lui che ha come spazio appena quel po di legno e di terra che basta per morire. Non c nulla che possa separarci da Cristo, n male, n tradi-menti. Io vengo a prenderti anche nelle profondit dellinferno, se tu mi vuoi. Solo se tu mi vuoi. Ma io continuer a morire damore per te, anche se tu non mi vorrai e appena girerai lo sguardo troverai uno eter-namente inchiodato in un abbraccio che grida: Ti amo!. La crocifissione e la morteCi colpisce la sobriet dellevangelista Luca nel narrare la crocifis-sione. Il supplizio pi crudele e umiliante che la malvagit umana abbia mai potuto concepire viene presentato in un linguaggio asciutto ed es-senziale da dare quasi limpressione di qualcosa di normale, di ordina-rio, come se nulla fosse. Alla feroce crudelt del supplizio fa contrasto la misericordiosa preghiera di Ges: Padre perdona loro perch non sanno quello che fanno!. Luca non registra il grido angosciato: Dio mio, Dio mio perch mi hai abbandonato?.

Di Ges crocifisso vuole sottolineare la misericor-dia infinita che non solo arriva a perdonare un crimine cos efferato, ma addirittura lo scusa. Egli vuole mettere in evidenza linfinita bont di Ges che non pensa a s nemmeno in questa tremenda circostanza. Il contesto, per, intorno a Ges, anche di fronte a tanta bont, continua ad essere di ostilit e di disprezzo. I capi e i soldati lo schernivano. Lamore circondato dallodio.I segni poi che accompagnano la morte di Ges sono il buio su tutta la terra e il velo del tempio squarciato. Il buio simbolo delloscurit della morte. Senza Cristo il mondo tutto avvolto dal buio; il velo squarciato il segno che il tempio non serve pi. Ormai tutto il mondo, tutta la storia il luogo dove luomo pu incontrare il suo Dio. Alla fine di tutto Ges muore gridando ad alta voce, con il suo dolo-re, ma la sua speranza, il suo abbandono fiducioso e filiale: Padre nel-le tue mani consegno il mio spirito!. Ges muore da Re. Sulla croce la sua regalit si manifesta in tutto il suo splendore. Ges muore, ma il racconto della passione non si chiude con lo scon-forto di un totale fallimento. La sua morte sembra produrre subito alcu ni cambiamenti.

Lo scenario improvvisamente si trasforma. Il centurione glorificava Dio! Le folle se ne ritornavano battendosi il petto, riconoscendo dunque il loro peccato. Anche i suoi conoscenti e le donne che lo avevano assistito fin dalla Galilea, insomma quelli pi vicini, forse parenti e amici, hanno partecipato a questi avvenimenti con amore e trepidazione. Il racconto si conclude non a caso, con un accenno alle luci del saba-to che gi splendevano, annunciando non solo il nuovo giorno, ma il giorno eterno che di l a poco la risurrezione di Ges avrebbe inaugura-to. Ges limmagine dellhomo patiens, delluomo solo, delluomo sofferente, ma bisogna subito aggiungere che la sofferenza lui non lha mai amata. La sofferenza un male!La croce non stata una scelta di Ges. Era infatti pienamente convinto che a salvare non fosse la sofferenza, ma soltanto lamore. stato il suo amore verso il Padre e verso le persone pi umiliate a procurargli lopposizione dei capi religiosi e a fargli subire il tormento della croce. La croce stata la conseguenza della sua fedelt.

Ma proprio dallamore che portava nel cuore egli ha potuto attingere quella pace profonda che, nel racconto di Luca, lo accompagner fino al mo-mento estremo della morte. Ges ama fino alla fine morendo sulla Croce. Sulla Croce Ges lillustrazione vivente dellamore ostinato di Dio, di cui parla tutta la Scrittura. Ci rivela quanto siamo amati e a quale prezzo. Lamore conosce molti doveri, ma il primo di questi essere insieme con lamato, vicino e unito a lui. Ges salito sulla Croce per essere con me e come me e perch io possa essere con lui e come lui. Come una madre che vuole prendere su di s il male del suo bambino, ammalarsi lei per guarire suo figlio. Solo un Dio non scende dal legno, solo il nostro Dio. Il nostro il Dio differente; il Dio che entra nella tragedia umana, entra nella morte, perch l va ogni suo amato figlio. La Croce labis-so, dove Dio diventa lamante. Incredibilmente e imprevedibilmente Ges rivela la sua divinit, proprio nellannientamento della croce. in questa prova suprema del suo amore che egli rivela la sua ineffabile divinit. In questa morte che vince la morte, in questa morte che annunzia la risurrezione egli si rivela il Signore della vita.

Contatti: Mirella Clementi miry.clemy@gmail.com



« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Giorgio Mancinelli, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Giorgio Mancinelli, nella sezione Saggio, ha pubblicato anche:

:: [ Filosofia/Scienza ] Cantiere Aperto - GioMa/GPT sulla Follia (Pubblicato il 27/04/2026 06:31:45 - visite: 217) »

:: [ Arte e scienza ] Cantiere Aperto - Dalle nuvole al Barocco (Pubblicato il 24/04/2026 11:47:56 - visite: 193) »

:: [ Filosofia/Scienza ] Cantiere Aperto - Amleto vs Oblomov (Pubblicato il 22/04/2026 09:56:05 - visite: 149) »

:: [ Filosofia/Scienza ] Cantiere Aperto su Yin e Yang - GioMa - GPT (Pubblicato il 09/04/2026 18:37:39 - visite: 111) »

:: [ Musica ] Pasqua: musica contemporanea per una festa antica. (Pubblicato il 21/03/2026 07:57:16 - visite: 110) »

:: [ Religione ] Equinozio di Primavera - Il rito della Paqua (Pubblicato il 18/03/2026 07:36:18 - visite: 180) »

:: [ Religione ] Cantiere Aperto sulla Pasqua by GioMa - GPT (Pubblicato il 17/03/2026 18:40:49 - visite: 155) »

:: [ Sociologia ] Rispetto: ’Cantiere aperto’ - by GioMa / ChatGPT. (Pubblicato il 28/02/2026 15:59:42 - visite: 313) »

:: [ Filosofia/Scienza ] GioMa - GPT ’Cantiere aperto’ - Kagge vs Brunello (Pubblicato il 17/02/2026 16:52:19 - visite: 354) »

:: [ Filosofia/Scienza ] GioMa - GPT ’Cantiere aperto’ - Antonin Artaud - C.G. Jung (Pubblicato il 17/02/2026 16:39:58 - visite: 354) »