Pubblicato il 22/10/2018 16:01:45
QUADERNI DI MUSICOLOGIA XIII - UN PASSO OLTRE LA MUSICA La musica contemporanea (terza e ultima parte).
Riprende qui la pubblicazione interrotta qualche tempo fa della serie dei Quaderni di musicologia per approfondire il dialogo da me aperto sulla musica contemporanea suddiviso in due parti iniziali. Cliccando sui link qui sotto visualizzerai i testi pubblicati sul sito LaRecherche.it: http://www.larecherche.it/testo.asp?Id=478&Tabella=Saggio http://www.larecherche.it/testo.asp?Id=480&Tabella=Saggio
Ɣ= Quella stessa musica che in questi ultimi anni ha conosciuto dapprima un avanzamento strepitoso nellambito della ricerca vocale e strumentale, per poi fermarsi di colpo e quasi tornare indietro per ricalcare la strada fatta, per cos dire rileggersi e riconoscersi, o meglio, identificarsi nel nuovo ambito investigativo che lha vista varcare la soglia del XXI secolo senza una vera meta da raggiungere, se mai ne fosse stato lo scopo. Di fatto da alcuni decenni ormai la musica cosiddetta nuova o moderna e comunque a noi contemporanea, si evoluta accentrando su di s gli interessi di numerosi maestri davvero eccezionali, tra le cui fila, non da meno, sono fuoriusciti ricercatori attenti e scrupolosi che hanno scandagliato fin nelle viscere del passato e del presente le possibilit del suono: Dallesperienza uditiva ai suoi oggetti (1), dalla riproduzione alla ricostruzione degli antichi strumenti (andati in parte perduti), alla creazione di nuovi dispositivi che hanno portato un incremento straordinario alla produzione musicale contemporanea.
Per quanto siano molti gli argomenti fin quiaffrontati, fra quelli da prendere in considerazione, dal momento in cui terminata la seconda parte del dialogo intrapreso, non va dimenticato tutto quanto stato precedentemente detto, soprattutto riguardo a ci che abbiamo individuato e fissato come punti fermi nellevoluzione musicale del secolo appena trascorso. Per quanto non si sia mai distaccato definitivamente dal suo glorioso passato, possiamo ben dire che il costante movimento evolutivo della musica, specialmente in questi ultimi anni, spesso riemerge dalle sue ceneri, rigenerandosi come laraba fenice, per restituirci nuove e inusitate piacevolezze dellenfasi creativa. Unevoluzione che riguarda tutta la musica in generale, che le ultime sperimentate tecnologie hanno permesso di elevare alla massima potenza in fatto di strumentazione, di produzione e di registrazione sonora a livelli estremi di rappresentazione, toccando punte di sofisticata sensibilit acustica finora mai giunta allorecchio umano. Ɣ= Tuttavia prima di arrivare allattuale ed estrema piattaforma sonora ci sono alcuni passaggi che non vanno assolutamente ignorati, concentrati nelle scelte e nellutilizzo tradizionale e/o virtuosistico; o meglio, formale e/o informale, degli strumenti a disposizione, a partire da quelli pi classici come, ad esempio, quelli utilizzati in modo evolutivo dal quartetto darchi dei Kronos Quartet (2), formato da due violini, quelli di David Harrington e John Sherba; una viola e un violoncello, rispettivamente nelle mani di Hank Dutt e Sunny Yang. I quali, fin dagli inizi in San Francisco nel 1973, si sono inseriti con competenza nellambito della musica contemporanea, affrontando scelte musicali per cos dire improprie per un insieme darchi, che vanno dal classical al pop, al rock, al jazz, al folk, al world-music. Una particolarit questa che lascia pensare a un ibrido sonoro e che invece d forma a un tuttuno eterogeneo, di suoni, voci, rumori, melos ed estensioni musicali di intensit variabile, in grado di approfondire aspetti interattivi ed assumere forme e scale musicali che in moltissimi casi vanno oltre la concezione strumentale tradizionale. Ad esempio nellaffrontare sonorit percussive dellAfrica o estremamente lontane dal nostro abituale sentire, quali quelle dellEstremo Oriente magari riprese dalla tradizione millenaria del Giappone, nella volont espressa di costruire un ponte tra i due emisferi del globo, Oriente-Occidente, nel riconoscimento della validit dogni singola esperienza musicale, sulla quale i Kronos instaurano la dominante degli archi sapientemente dosata, da superare ogni dubbio sulla possibile non-autenticit del brano eseguito.
Contaminazione, rielaborazione, corruzione sonora, inadempienza minimalista, possibile infrazione della privacy dautore, violazione della sensibilit dellascoltatore?
Orbene, ogni definizione finisce per enfatizzare il lavoro del gruppo, che pur non scostandosi dalloriginalit dei brani, molti dei quali scritti appositamente per loro da autorevoli compositori di livello internazionale, come: Philip Glass, Terry Riley, Kenny Volans, Bob Ostertag, Henryk Gόrecki, Witold Lutoslawski, Astor Piazzolla ed altri. Anche per questo i Kronos Quartet rappresentano uslla scena mondiale lunico esempio di professionisti che possono vantare di aver spaziato in ogni genere di cultura musicale, dal XX secolo fino ai giorni nostri, ricevendo numerosi riconoscimenti e Grammy Award specifici per la musica contemporanea. Non in ultimi, i premi Grammy Award alla miglior interpretazione di musica da camera e il Polar Music Prize for Classical Music. La loro discografia include ad oggi 43 atudio-albums, due compilation, cinque soundtracks, e 29 collaborazioni con altri artisti, e tutti di grande levatura.
A conferma della loro decennale professionalit prima di approdare alla musica contemporanea stanno i loro primi lavori contenenti musiche classiche e adattamenti di musica popolare, jazz e rock, rintracciabili in almeno due albums: Kronos Released 1985-1995 e Winter was hard del 1988, che includono, inoltre, brani di Samuel Barber, Arvo Part, Michael Daugherty, Jimi Hendrikx, Philip Glass, George Crumb, Anton Webern, Alfred Schnittke, Scott Johnson, Tigran Tahmizyan, Dumisani Maraire. E laltro: Molti dei quali hanno avuto un adattamento e utilizzo in teatro e nella danza, da parte di numerose compagnie in giro per il mondo. Numerose sono le collaborazioni importanti, alcune delle quali incluse nei vari lavori di altri artisti pop come Joan Armatrading, Dave Matthews Band, Andy Summers, Nelly Furtado, e Nine Inch Nails.
Risale al 1993 lalbum Kronos Quartet-Short Stories che raccoglie in ununica sezione strumentale brani di Henry Cowell, Steve Mackey, Sofia Gubaidulina, Heliot Sharp, Willie Dixon, John Zorn, John Oswald. La sua originalit sta nel fatto di raccogliere verosimilmente autentiche storie narrate per soli strumenti musicali ad archi la cui bellezza onirica si traduce in peculiarit poetica dellincontro, in cui la narrazione spazia allinfinito da una lato allaltro del conosciuto, lasciando allascoltatore/lettore la possibilit di improvvisarsi narratore e costituirsi nel ruolo di protagonista interamente alla musica. Ogni singola storia narrata, pur avendo vita a s, sposa perfettamente il messaggio fissato nella indicibile immagine/effetto della copertina del booklet che accompagna il CD ELektra-Nonesuch, in cui una macchina da scrivere depoca, emana fiamme dal rullo dove immaginabile un contesto di animosit sulla tastiera e fervore nella scrittura narrativa. Come puntualmente avviena allascolto dellunico brano cantato per voce solista dal titolo Aba kee tayk hamaree (10:56) di Pandit Pra Nath, composta in puro stile tradizionale pakistano di Lahore: il mio turno, oh Dio, preserva la mia dignit come hai fatto con Drophadee dalla sua nudit, donandole un sari interminabile. La mia dignit nelle Tue mani, nessunaltro pu farlo. Per me che desidero il tuo asilo. (Surdas).
Per pi di 40 anni il Kronos Quartet ha unito un indomito spirito di esplorazione con limpegno a ricreare e riprogettare continuamente lesperienza del quartetto darchi. Percorrendo questa strada, il Kronos Quartet diventato uno dei pi celebri e autorevoli ensemble, con migliaia di concerti, pi di 60 incisioni discografiche e collaborazioni con un eclettico mix di compositori ed esecutori, oltre alla commissione di oltre 900 lavori e rielaborazioni per quartetto darchi. La non profit Kronos Performing Arts Association gestisce tutti gli aspetti dellattivit del Kronos Quartet, compresa la commissione di nuovi lavori, tourne di concerti ed esibizioni in sede, programmi educativi e lannuale Kronos Festival a San Francisco. Nel 2015, Kronos ha dato vita a una nuova iniziativa, Fifty for the Future: The Kronos Learning Repertoire, che commissiona e distribuisce gratuitamente online 50 nuovi lavori (cinque di uomini e cinque di donne, ciascuno per cinque anni) progettati per preparare studenti e professionisti emergenti.
Ɣ= Volendo essere, come si dice, up to date trascrivo qui di seguito unattenta quanto accurata recensione di Claudio Todesco sullevento musicale della collaborazione dei Kronos con Laurie Anderson (3), vedova di Lou Reed, intitolato "Landfall" (2017) edito dalla prestigiosa etichetta Nonesuch, che possibile ascoltare sul canale TIMMUSIC. Ci che rappresenta una prima (ma non lunica) collaborazione discografica fra la musica elettronica/sperimentale e il quartetto darchi che i Kronos hanno gi eseguito pi volte dal vivo: Lalbum inizia come un respiro flebile, un suono che si sdoppia e si fa via via pi cupo e corposo; presagio di un evento che va preparandosi allorizzonte, una minaccia che il quatetto darchi evoca con grande esattezza. C qualcosa di mesto e assieme potente nei trenta frammenti musicali che compongono Landfall, una tristezza pacata che non sconfina mai nel dramma, ma anzi si trasforma in una forma inusuale di bellezza, un processo di trasfigurazione che sfocia in un sentimento che somiglia se non alla serenit, per lo meno allaccettazione.
Landfall il suono della perdita: delle persone che amiamo, degli oggetti che abbiamo accumulato nel corso di una vita, delle specie animali estinte, delle costellazioni che non conosceremo mai, di questo e di tutto. Laurie Anderson e il Kronos Quartet riescono a rendere questo suono poetico e vibrante.
Quanto segue estratto daEssays on Pictures, Language and Code ripreso in parte dal boocklet programmatico del CD di Laurie Anderson: L'artista avant-garde Laurie Anderson e il quartetto d'archi pi cool d'America Kronos non avevano mai collaborato luna con laltro. Una cosa li accomuna: non sono soliti distinguere fra ci che colto e ci che popolare ed anche la loro capacit di giocare su pi tavoli a rendere Landfall speciale. Il Kronos Quartet ha commissionato a Anderson la composizione. Non conoscendo i principi della scrittura per quartetto darchi, l'artista ha lasciato passare molti anni prima di dare il via alla collaborazione e mettere assieme uno spettacolo multimediale, in cui un software trasforma le note suonate sul palco in testi, e ora un disco in cui i suoni di violini, viola e violoncello si fondono in modo impeccabile con tastiere e campionamenti una fusione fra strumenti acustici, elettronici e software cui sovrintese anche Lou Reed, cos racconta lartista americana nelle note di copertina.
'Sandy', il terzo uragano pi distruttivo che abbia colpito gli Stati Uniti, si abbattuto nella East Coast nel 2012 quando Laurie Anderson stava gi lavorando al progetto. Le ha fornito un nuovo contesto, oltre a un titolo per lalbum il termine landfall indica lapprodo di un uragano sulla terraferma e per alcuni strumentali. Il tema delle conseguenze delluragano si sovrapposto a quelli che si erano gi delineati: la perdita e la capacit del linguaggio di descrivere ed evocare ci che esiste e ci svanito, salvandolo dalloblio. Ma al di l dei temi sottesi, (contemporaneamente al disco esce il libro retrospettivo di Laurie Anderson All the Things I Lost in the Flood), Landfall musica che attira in modo inesorabile in una narrazione libera, cupa e seducente fatta di frammenti musicali e una mezza dozzina di spoken word, per un totale di trenta episodi di durata variabile per lo pi fra uno e tre minuti in cui Laurie Anderson e il Kronos Quartet fondono le loro voci in modo perfetto, le usano per raccontare la mancanza come un sentimento che ha qualcosa di funereo e assieme contemplativo.
Le composizioni nate dal loop di Anderson allOptigan sono poi state suonate ed espanse dal Kronos con la sua fenomenale capacit espressiva. Grazie al lavoro del fonico Scott Fraser, il suono dei loro strumenti ha una presenza magnifica. Negli spoken word Anderson, da consumata storyteller, racconta piccole storie, le strade che si trasformano in fiumi neri durante luragano e un karaoke mal funzionante in un bar olandese, un discorso di Lincoln e un libro sulle specie animali estinte, natura e sogni. E per 70 minuti davvero come essere risucchiati in una dimensione onirica che lascia una sensazione di spossatezza e assieme di illuminazione. Landfall un disco ipnotico e meditativo, dotato di una bellezza ora intimidente, ora luminosa. struggente pur essendo misurato, poetico anche quando Anderson racconta piccoli episodi apparentemente insignificanti. E la musica non mai frutto di una scrittura retorica, nonostante i temi rappresentati. Termina con limmagine dellartista che, passato luragano, scende nel seminterrato della sua abitazione newyorchese e vede gli oggetti cumulati in anni di performance galleggiare sullacqua: vecchie tastiere e proiettori, libri e pezzi di scenografie, il passato che si dissolve sotto i suoi occhi. E ho pensato: che bellezza, che magia, che catastrofe.Il Kronos Quartet, la formazione che ha ridisegnato il suono stesso del quartetto darchi, propone un programma che alterna energia e delicatezza. Fra la trascrizione di un successo degli Who e quella di una canzone del cantante siriano Omar Souleyman, tra il capolavoro di Steve Reich e uno dei pi dolci brani di Laurie Anderson, un intero universo sonoro aspetta il pubblico, per farne danzare il cuore e il cervello.
Ɣ= Prima di andare troppo oltre, torniamo per qualche istante al tema prioritario del discorso intrapreso nel 1986, anno in cui accade un avvenimento culturale davvero importante: la Mostra della Biennale di Venezia dal titolo accattivante: Nuova Atlantide. Il continente della musica elettronica 1900-1986 (4) a Palazzo Sagredo dal 25 Ottobre al 23 Novembre 1986 Settore Musica, e che segna il punto di partenza dellindagine qui avanzata, con la presentazione del catalogo di Carlo Fontana., in cui egli scrive:
Penso al mio lavoro come ad un percorso rivolto verso alcuni obiettivi primari che in questa sede devo limitarmi ad elencare, essendomi tuttavia su di essi, insieme e separatamente, pi volte soffermato, con scritti, riflessioni e interventi pubblici durante lintero arco del mio incarico. Cito innanzi tutto il tema della caduta delle barriere di separazione tra i generi, che considero uno dei caratteri dominanti della vita musicale del nostro decennio. Dimostrativo ed esplorativo di questa realt appare certamente il ciclo La Scelta Trasgressiva(1983), ma di essa pur sempre espressione, sia pure sul versante accademico, appare il grande confronto generazionale promosso da Europa 50/80 (1985): forse il maggiore sforzo ideativo e organizzativo mai compiuto dal Settore Musica in direzione del testo musicale contemporaneo. Lesplorazione del legame tra modernit storica e contemporanea stato un secondo grande sentiero idealmente percorso nel quadriennio. [] Da quella del Prometeo di Luigi Nono (1984), con la presenza di Claudio Abbado sul podio oechestrale in cui trovano intreccio singolarissimo, a mio avviso, tutte le direttrici che si intersecano al di l dei confini temporali.
Alludo (con ci) alla figura dellautore, maestro della sua e della presente generazione, alludo alla dimensione della tecnologia elettronica, ampiamente utilizzata in quella partitura anche grazie ai risultati delle ricerche sviluppate dal Laboratorio per lInformatica Musicale della Biennale permanentemente attivo presso il Settore Musica. Alludo allinedito recupero di un misconosciuto spazio veneziano grazie allinvenzione architettonica di Renzo Piano. Ed anche allultima iniziativa di cui mi sono occupato, di questa Nuova Atlantide che, pur differenziandosi dalle altre per la sua natura apparentemente discosta dal vero e proprio fare musica invece lineliminabile anello di congiunzione finale dellintero percorso, capace di riconnettere, attraverso la riscoperta viva dei loro strumenti di lavoro, lattivit di intere generazioni di musicisti a una comune concezione del tempo e dellarte, nonostante discriminazioni storiche che non hanno cessato di far sentire il proprio peso. [] Affinch ne sia consentita la piena e ulteriore valorizzazione, offrendo allattivit del settore loccasione di vincere le scommesse dellingegno,
In prospettiva la musica elettronica, elettroacustica ecc. cosiddetta ed etichettata come contemporanea, relegata in principio nei laboratori e in seguito diffusasi presso il grande pubblico: nel campo della registrazione, della riproduzione, ma anche della sintesi e della produzione, vede oggi un certo ristagno, facilitato dagli stessi sistemi industriali che lhanno prodotta, conformati alle sue norme riduttive: la fioritura (lo sviluppo) della musica non il suo primo obiettivo. Va qui fatta per una considerazione condivisa da molti: cio che la musica contemporanea altro non che lespressione sonora della follia (caos) trasformata in saggezza (condiscendenza) seppure mediata dalla accettazione/comprensione fisica del rumore e del suono gi presente in natura. Un macrocosmo che non possiamo tralasciare un istante di esaminare, controllare, collaudare per una sorta di rischio effettivo di venire travolti per effetto dinquinamento acustico col quale dobbiamo convivere e che, al tempo stesso, dobbiamo imparare a governare per la capacit in s di stravolgere gli equilibri antropici che il caos sonoro pu determinare.
Ɣ= Jean-Claude Risset scrive: Gli imperativi commerciali a corto termine favoriscono la produzione di gadgets numerici senza un vero interesse musicale: la tendenza quella di fornire degli strumenti di facile impiego, poverissimi di risorse e il pi delle volte di strumenti tradizionali. [] tra questi estremi, vari livelli richiedono meno virtuosismo di quello che necessario a un solista; a somiglianza, per esempio, del ruolo del direttore dorchestra. Il musicista professionista potrebbe intervenire per configurare tali mezzi di creazione (sonora) e per proporre delle opere-matrici dai percorsi pi o meno numerosi, dalle specificazioni pi o meno complete: lascoltatore sar nello stesso tempo linterprete, col grado di responsabilit della sua scelta, e potrebbe cos anche partecipare alla realizzazione finale dellopera.
Si pensi che in realt tutto questo gi avviene, non senza considerare che Risset ne parlava era il 1986 e che la Musica Elettroacustica Numerica, per cos dire, era ancora in fasce. Ci per quanto vi fossero state enunciazioni eclatanti fin dal 1624-26, allorch Francis Bacon pronunci nel suo New Atlantis quanto segue: Noi dimostriamo tutti i suoni e la loro generazione. Abbiamo armonie che voi non possedete, fatte di quarti di suono e ancor pi piccole sfumature sonore. Diversi strumenti musicali a voi sconosciuti, alcuni pi dolci dei vostri, insieme a campane e campanelli che sono soavi e delicati. Noi rappresentiamo suoni piccoli, grandi e profondi; attenuiamo e rendiamo acuti i grandi suoni; abbiamo diversi fremiti e gorgheggi che in origine erano suoni completi. Rappresentiamo e imitiamo tutti i suoni e lettere articolati, le voci e le note di bestie e uccelli. Abbiamo la possibilit di consentire allorecchio di ascoltare pi lontano. Anbbiamo anche diversi echi artificialie straordinari che riflettono la voce molte volte e agiscono come se la lanciassero; e alcuni che la restituiscono pi forte, alcuni pi acuta e altri pi profonda.
Ɣ= Honor de Balzac in Gambara (6) del 1837, a sua volta scrive: La musica nello stesso tempo una scienza e unarte. Le radici che ha nella fisica e nelle matematiche ne fanno una scienza; essa diventa unarte nellispirazione che utilizza a sua insaputa i teoremi della scienza. Essa dipende dalla fisica nellessenza stessa della sostanza che impiega: il suono aria modificata.
Lady Ada Lovelace in Scientific Memories vol.3del 1840 scriveva: Poniamo, per esempio, che i rapporti fondamentali dei suoni determinati dalla scienza dellarmonia e della composizione musicale potessero essere espressi e adattati in tal modo; la macchina analitica potrebbe comporre ed elaborare delle opere musicali scientigfiche senza alcun limite di ampiezza e di complessit.
Ma si dovr attendere Edgard Varse che in Revue 391 del 1917 scrive: La musica che deve vivere e vibrare ha bisogno di nuovi mezzi di espressione, e solo la scienza pu infonderle un vigore giovanile (). Io sogno degli strumenti che obbediscono al pensiero e che con laporto di una fioritura di timbri insospettati si prestino alle combinazioni che pi mi piacer di imporre loro e si pieghino alle esigenze del mio ritmo interiore. E ancora nel 1939 in una Conferenza allUniversity of Southern California: Io vorrei, per sprimere le mie concezioni personali, un mezzo di espressione completamente nuovo, una macchina per suoni (e non una macchina per riprodurre i suoni)".
Tutto ci assume valore nellinterpretazione della musica contemporanea che si vuole abbia riempito ogni spazio possibile in fatto di arte e scienza, e che oggigiorno si conduce in ambiti un tempo inpensabili quali: lIntelligenza Artificiale (AI), Fisica e psicofisica, Live Electronics ecc. Curtis Roads in Ricerche sulla musica e lAI ancora nel 1986 scrive: Vari settori della scienza, tra i quali la grafica interattiva, lelaborazione numerica dei segnali, la programmazione dei sistemi in tempo reale, larchitettura degli elaboratori e la microprogrammazione, sono entrati a far parte della musica informatica. Di recente un altro settore, cio lIntelligenza Artificiale (IA) ha iniziato ad avere una certa importanza in questo campo. IA comprende due grandi categorie: laspetto scientifico (noto anche come scienza della conoscenza) che formula delle teorie sullintelligenza umana, e quello techico (noto come IA applicata) che crea programmi che rivelino un comportamento intelligente sia umano che non umano. Ambedue questi aspetti sono stati utilizzati dalla ricerca musicale.
In riferimento alla guida sonora pure contenuta nel Catalogo alla Mostra leggiamo: () gli strumenti sono incatenati alla loro estensione, al loro timbro, alla loro possibilit di esecuzione, e le loro cento catene legano necessariamente anche chi vuol creare. Ferruccio Busoni, Saggio di una nuova estetica musicale, Schmidl, Trieste, 1906. () godiamo molto pi nel combinare idealmente rumori di tram, di motori a scoppio, di carrozze e di folle vocianti, che nel riudire, per esempio, LEroica o La Pastorale Ci divertiremo a orchestrare idealmente insieme il fragore delle saracinesche dei negozi, le porte sbatacchianti, il brusio e lo scalpiccio delle folle, i diversi frastuoni delle stazioni, delle ferrovie, delle filande, delle tipografie, delle centrali elettriche, delle ferrovie sotterranee. Luigi Russolo (futurista), lettera a Pratella, 1913.
Ɣ= John Cage a sua volta, nella conferenza The future of music del 1937 si cos espresso: Credo che luso del rumore per fare musica continuer e si diffonder fino a giungere ad una musica prodotta con laiuto di strumenti elettrici quali renderanno utilizzabile per scopi musicali qualsiasi suono possa essere udito. Interessantissimo risulta inoltre lapparato bibliografico, la cronologia degli accadimenti tecnologici ed i riferimenti discografici che accompagnano le diverse tematiche. Insomma, un vero e proprio dizionario della musica contemporanea da consultare, per imparare a comprendere levoluzione comportamentale del suono e dei suoi derivati, conseguita da quanti: artisti, ricercatori, studiosi, creatori di sonorizzazioni e fruitori appassionati che hanno contribuito e continuano a farlo in nome dellacquisizione totalizzante e della comprensione musicale mondiale.
Ɣ= Cos (tanto per riassumere), Iannis Xenakis, nel 1963 conferma in Musiques formelles, il punto di partenza della sua utilizzazione delle calcolatrici eletrroniche nella composizione musicale: a) il pensiero, creatore delluomo rivela dei meccanismi mentali che non sono, in ultima analisi, che degli insiemi di limitazioni di scelte, e ci in ogni dominio ivi compreso quello artistico; b) alcuni di questi meccanismi sono matematizzabili; c) alcuni di questi meccanismi sono realizzabili fisicamente (ruota, motori, missili, calcolatori, ecc.); d) alcuni meccanismi mentali possono trovare delle corrispondenze con certi meccanismi naturali; e) alcuni aspettimeccanizzabili della creazione artistica possono essere simulati da certi meccanismi fisici (macchine) esistenti o da creare; f) si da il caso che gli elaboratori possono rendere certi servizi.
Ɣ= Giunti al dunque, facciamo un ulteriore passo in avanti e giungiamo a quel Filmare la musica (9) afferente al documentario visivo, al linguaggio delle immagini in movimento, alla voce nel cinema, cui la musica offre (dona) il suo notevole contributo sonoro. Nel 1980 il regista-produttore George Lucas e Ed Catmul fondano i laboratori Lucasfilm con lobiettivo di utilizzare le moderne tecnologie informatiche per il trattamento e la sintesi sia di immagini che di suoni. A capo del progetto audio viene posto James A. Moorer che nel 1982, con la collaborazione di Curtis Abbott e John Snell, porta a termine il primo prototipo dellAudio Signal Processor (ASP). Questultimo composto da 1 a 8 processori digitali di segnali (DSP) e da unaunit di controllo. La stazione di lavoro permette di compiere il tradizionale montaggio audio-video utilizzando un vasto archivio di suoni naturali e sintetiti (manipolati e non) e lavorando con grafica intereattiva per lediting dei suoni e la loro sincronizzazione con le immagini: SOUNDDROID la stazione di lavoro della Lucasfilm.
Ɣ= Il sensazionalismo di questo avvenimento stava nel fatto che veniva offerto un elemento importante alla produzione filmica dargomento scientifico. Il linguaggio delle immagini in movimento Virgilio Tosi (10) rileva che fin Troppo spesso infatti, qualsiasi produzione cinematografica e programma televisivo di questo tipo risultava in sofferenza a causa dellutilizzo in essi di musica inadatta, stereotipa, basata sul largo consumo, generica e intercambiabile, talvolta assillante o comunque disturbante, perch faceva sentire fin troppo la sua presenza, abbassando solo un po il volume quando cera il commento parlato. Non sempre la musica fungeva da autentica colonna sonora, perch non veniva creata appositamente frame-to-frame sulle immagini in movimento: Sembrava vi fosse una regola non scritta, ma che non si poteva eludere, la quale imponeva un commento musicale ininterrotto per qualsiasi presentazione dargomento scientifico. In genere trattavasi di ritmi moderni, spesso ripetitivi e un po ossessivi, talvolta di cool-jazz, mentre per le operazioni pi sofisticate si faceva ricorso alla musica concreta, elettronica.
Ɣ= A questo approccio problematico rispose a suo tempo Vangelis Papatanassiou (11) con lesclusione, salvo rare eccezioni, di ogni forma immotivata di commento musicale, come quelle create per i documentari di Frederic Rossif LApocalypse des Animaux (1973), e successivamente Opera Sauvage (1979), ed anche Soil festivities (1984), alle quali il musicista ha prestato il suo operato in qualit di compositore, arrangiatore, esecutore e produttore, quale solo un vero e proprio alchimista del suono riesce a fare; ora creando ed elaborando effetti sonori studiati ad oc o presi dallambiente, utilizzando rumori reali e semplici suoni prodotti con strumenti musicali o nellelaborazione di voci, come gi in Henze nella riproposizione di un titolo: Voices (1995), anche queste elaborate da sintetizzatori ma con esito pi suggestivo, in genere sufficienti a realizzare un ascolto decisamente pi distensivo.
O, come in altri casi, rendendo pi agevole seguire il flusso del commento vocale nel suo significante divenire: Mythodea (CD e Video - 2001) realizzato per la Missione Nasa Mars Odyssey(12); cos come nel caso di cortometraggi e documentari dove la voce acusmatica, cio che rimane fuori del campo visivo. Lcusma cinematografico spiega davvero per un verso fuori-campo (quindi, per lo spettatore, al di fuori dellimmagine), ma allo stesso tempo dentro limmagine dietro la quale proviene, in forma reale (realistica) o immaginaria; come se vagasse sulla superficie dellimmagine ora dentro ora fuori, con dei punti variabili allinterno dellinquadratura, riconoscibili come tali solamente nella mente dello spettatore via-via che le immagini scorrono davanti ai suoi occhi. (Virgilio Tosi op.cit.)
Si precedentemente parlato dei vari aspetti della musica per immagini e dei suoi fautori come di un miracolo gi avvenuto. Ora il momento di andare oltre laspetto culturale che lha visto nascere e recuperare (notare lossimoro), mi correggo, ripercorrere le numerose strade aperte dalla ricerca e non solo, che oggi distinguono gran parte della musica contemporanea in ogni sua referenzialit. A ci molto servito labbinamento con le diverse espressioni artistiche che la cultura odierna mette a disposizione, e che vanno dalla rappresentazione teatrale, il balletto, la mostra darte e la cinematografia di genere documentaristica e del reportage ambientale, in cui per, malgrado la credibilit culturale che oggi gli si voglia dare, in realt laspetto commerciale ha preso il sopravvento e lartefice (gli artefici) di tanto sconvolgimento andato incontro al pubblico per colmare la grande differenza che li teneva separati.
Ɣ= Anche per questo La musica-visiva scrive Augusto Romano (13) - ha dovuto farsi portatrice di una certa comunicabilit che non aveva. Ha dovuto cio ricercare quei simboli dellespressivit sonora che non gli appartenevano, ma che pure davano fondamento allidea di musica nel suo insieme, vuoi per effetto della globalizzazione (world-music) in atto, e che accompagna ogni manifestazione antropologica fin dalle sue origini tribali di tipo musicale-socio-comunitarie, fino agli ultimi esempi di acculturazione e addomesticazione delle immagini-sonore. Quella stessa che ha alimentato costantemente la produzione sonora di riflessioni filosofiche e psicologiche che hanno assunto, inevitabilmente, consistenza ormai mitica: si prenda ad esempio il Jazz o il Rock, che hanno tracciato un percorso nellimmaginazione umana. Di fatto ogni discorso sulla musica si intreccia con quello sulla psiche e sulla pratica analitica sociologica, in un gioco di analogie situato sullarduo confine che divide ci che dicibile da ci che non .
Ɣ= Prendiamo a pretesto di queste scelte Human (2015)un documentario del 2015, diretto dal regista Yann Arthus-Bertrand (14), fotografo di grande levatura artistica, giornalista e ambientalista francese che ha diretto questo suo primo film dampio respiro finanziato contemporaneamente da due fondazioni no profit: la Bettencourt Schueller e la GoodPlanet. Il film, presentato il 12 settembre 2015 tra i film fuori concorso alla 72 edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. diffuso in contemporanea in streaming su Youtube e proiettato in 400 sale cinematografiche francesi e, successivamente distribuito anche nelle sale cinematografiche italiane, propone le interviste di 110 persone di tutto il pianeta su varie tematiche della vita. Ed oggi, grazie alla collaborazione con Google, il partner digitale del film, reso accessibile su YouTube sottotitolato in varie lingue. Le interviste si susseguono rapidamente senza lasciare allo spettatore particolari riferimenti visivi sulla provenienza geografica dell'interlocutore. Tutti parlano nella loro lingua madre su uno sfondo nero, che permette di nascondere eventuali dettagli sull'identit locale delle singole persone e di inserire i sottotitoli. Il film, contiene sequenze di indicibile bellezza cinematografica e coglie un susseguirsi di eventi live intorno ai popoli pi diversi, raccontando anche visivamente particolari della vita di ciascuno.
Lautore del film, Yann Arthus-Bertrand, intervistato da LifeGate (15), ci parla di un altro progetto La terra vista dal cielo La terre vue du ciel, un magnifico atlante dei paesaggi pi suggestivi del mondo fotografati dallalto. Da anni testimone della bellezza e della fragilit della Terra attraverso fotografie scattate dal cielo. Con le stesse immagini, riuscito anche a catturare lattenzione su alcuni dei pi gravi problemi che minacciano il nostro pianeta. Dalle conseguenze negative del riscaldamento globale allurbanizzazione senza limiti. La mia storia comincia allet di 30 anni, dopo aver letto il libro Lombra delluomo della famosa primatologa Jane Goodall, che gi allepoca consideravo uno dei miei idoli. in quel periodo che ho deciso di partire per il Kenya dove ho lavorato a una tesi sul comportamento dei leoni insieme a mia moglie, seguendo per tre anni la stessa famiglia di felini. Nel frattempo, per guadagnarmi da vivere, ho deciso di diventare pilota di mongolfiera e accompagnare i turisti a visitare la riserva dove portavo avanti la ricerca. Cos ho scoperto limportanza della fotografia aerea e di osservare il territorio dal cielo. l che ho deciso di diventare fotografo, perch con le immagini si riesce a far passare emozioni e informazioni uniche, che spesso le parole tralasciano. stata una scoperta magica. Poi quando sono rientrato in Europa ho lavorato per diversi giornali, in Italia per Airone, e ho deciso di diventare fotografo naturalista di professione.
Guardare le cose da una prospettiva esterna, nel suo caso superiore, dovrebbe aiutare a capire meglio i problemi, ad avere un quadro completo. Quanto la sua esperienza da fotografo e osservatore della Terra ha inciso sulla scelta di agire concretamente in difesa dellambiente? Tutti conosciamo la data del 1992 in cui si tenuta la prima grande conferenza internazionale sullambiente, quella di Rio de Janeiro. In quella occasione ho deciso di agire per la Terra. Allora cera un concetto di ecologia diversa da quella che abbiamo oggi. Si parlava di deforestazione, specie in via di estinzione, ma non si parlava mai di cambiamento climatico. Proprio di ci che io stavo osservando dalla mia prospettiva, aerea. Anche dopo la conferenza di Kyoto, erano pochi i giornalisti interessati allargomento. Limpatto delluomo sulla Terra era poco considerato e per lo pi dal punto di vista sociale. Per questo penso che le grandi conferenze non siano utili per cambiare le cose.
Ma nel suo documentario Home egli sembra convinto che luomo possa ancora cambiare, cominciare a sfruttare le risorse naturali in modo sostenibile, come? Non voglio pi far parte di coloro che credono di poter cambiare il mondo attraverso le cose. La nostra civilt basata sul commercio, sugli scambi. Pi compri, pi consumi. Tutto questo non va bene per lambiente. Bisogna imparare a vivere meglio, consumando meno. Bisogna cominciare a decrescere, anche se oggi questo termine viene considerato politicamente scorretto. La verit, per, che non sar la politica a cambiare le cose. C bisogno di una rivoluzione che non sar scientifica, perch i computer possono migliorare il nostro stile di vita ma non lo possono modificare. Non sar economica perch impensabile riuscire a sostituire gli 85 milioni di barili di petrolio che consumiamo ogni giorno con pannelli solari e pale eoliche. E non sar politica. Una rivoluzione di che genere? La rivoluzione dovr essere spirituale, etica e morale. Come vivo, cosa faccio, attraverso la quale mi sono impegnato a educare sull'ambiente e sulla lotta contro i cambiamenti climatici e le loro conseguenze. Lautore: Yann Arthus-Bertrand. Nominato Ambasciatore della Buona Volont per il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente il 22 aprile 2009, ha realizzato in quello stesso anno il suo primo film, Home, con una forte attenzione al tema dell'ambiente, disponibile gratuitamente su youtube. Sempre nel 2009 inaugura 7 miliardi di Altri, grande mostra al Grand Palais di Parigi che si presenta come un ritratto dell'umanit di oggi, nato dalla riflessione personale che si sviluppata nello spazio di 30 anni e ha portato alla realizzazione del suo ultimo lungometraggio documentario: Human (2015). Le sue immagini valgono pi di molte parole. Ma se fosse obbligato a esprimersi con la voce, che messaggio vorrebbe arrivasse alle persone? Lobiettivo della mia Fondazione GoodPlanet cercare di far amare di pi la vita. Amare la vita completamente. E di amare gli altri allo stesso modo. Abbiamo bisogno di fratellanza. Oggi viviamo unecologia senza amore. In questo abbiamo fallito perch non siamo riusciti a trovare il modo giusto per parlare ai giovani e trasmettere loro i valori necessari. E ora difficile dire a un ragazzo che deve vivere meglio con meno perch noi per primi non abbiamo saputo dare il buon esempio. Per questo non ho messaggi, lunica cosa che voglio dire : vi amo.
Yann Arthus-Bertrand inoltre fotografo e un celebre specialista di immagini aeree. Ha scritto diversi libri, tra cui La terra vista dal cielo, che stato tradotto in 24 lingue e ha venduto pi di tre milioni di copie. Dal 2005 ha avviato il progetto della Good Planet Foundation, Nel 2011, ha realizzato il film Planet Ocean con Michal Pitiot, in cui le sue incredibili fotografie aeree, accompagnate dalle coinvolgenti riprese di pluripremiati fotografi marini, hanno trasportato il pubblico in un viaggio unico verso il cuore del nostro pianeta blu. Straordinariamente per la musica del pi noto compositore Armand Amar, che ha composto la colonna sonora di Human e delle altre per lo stesso regista, a dare alle sue immagini lenfasi vitale, frame-to-frame, di cui hanno bisogno, legandole assieme pur conservandone la singola peculiarit. Quello che lo spettatore si trova davanti come immagini un mosaico del vissuto di questa pur stupenda umanit che la musica rende estremamente poetica, a cui le parole (dette, narrate oppure cantate) rientrano nella dimensione di quellindicibile onirico sentore pi vicino allanima.
Ɣ= Lautore delle musiche, Armand Amar (16) un compositore franco-israeliano cresciuto in Marocco che vive a Parigi dove attualmente lavora, vincitore nel 2010 del Csar Award for Best Music per Le Concert di (Radu Mihăileanu), e nel 2014: Amanda Award for Best Score for A Thousand Times Good Night per Erik Poppe. La sua carriera come musicista inizia nel 1968 come suonatore di congas (percussioni ), e praticante negli anni seguenti in tabla e zarb, tipici strumenti mediorientali. Nel 1976 incontra in South Africa il coreografo Peter Gross che lo introduce al mondo della danza, con il quale realizza numerose coreografie sulla danza contemporanea presentati nei diversi festival in giro per il mondo. Inoltre ad alcuni balletti quali The Trail, The First Cry, e le colonne-sonore (soundtracks) per il cinema: 'Days of Glory, Live and Become, Earth from Above, Bab'Aziz, ed 'Amen, Eden Is West, Capital Di Costa Gravas; quindi il suo grande successo Home, e Human che lo ha portato alla ribalta internazionale.
Dal suo incontro nel 1994 con Alain Weber e Peter Gabriel, infine nata letichetta Long Distance che raccoglie gran parte delle sue musiche. Nel 1992: "The Other Side" approda al Conservatoire national suprieur de Paris. Dal1994 al 1996 presenta : "Nomades Dance" et "Paroles d'Anges" avec les musiciens du Rajasthan et les gitans de Perpignan pour Montpellier danse et la biennale de Lyon. Nel frattempo lavora alla creazione per Philippe Talard al Thtre National di Mannheim. Nel 2005: Inana, un ballet de Carolyn Carlson cui fa seguito nel 2006: Souviens toi de Marie-Claude Pietragalla et Julien Derouault. Nel 2009 realizza Marco Polo de Marie-Claude Pietragalla et Julien Derouault. Sono del 2014 Falen pour le Ballet Boy, danse e Steel par Russel Maliphant e Pixel realizzato per Mourad Merzouki, entrambi dedicati alla danza contemporanea. Pixel per la coreografia di Mourad Merzouki su musiche di Armand Amar rientra nella contemporary dance performance, cos definita e accettata a livello internazionale. Il balletto eseguito sulla scena da 11 danzatori che agiscono in uno spazio virtuale, vede in s la combinazione di fiction e tecnologia, minimal music e hip-hop, energia e poesia, allo stesso modo che la musica di Amar si conforma al movimento inarrestabile dei danzatori, aprendo un dialogo fra i loro corpi e il mondo digitale che li circonda. Un unico coinvolgente abbraccio con lo spettatore che, attonito, sembra non comprendere il pericolo che incombe nel vuoto spaziale, realizzato magistralmente dalla light-scenography ideata dallingegno del coregrafo Mourad Merzouki, nel quale, seppure involontariamente siamo costretti a vivere.
Il rapporto minimalista consente a Merzouki di esibire la sua totale dipendenza dal messaggio estetico fluito con Pina Baush nella ricerca dellidentit perduta ed entrato nel panorama della danza contemporanea. Della quale, il coreografo sembra aver compresso la gestualit del corpo, le tensioni e i rigori che come ogni protagonista noi stessi ci portiamo dentro. Acci la musica di Amar risponde perfettamente al minimalismo interiore che dai corpi sale in superficie e si mostra per quello che : assenza totale di senso; un Pixel appunto (o tanti), smarrito nel vuoto spaziale, in cui perdersi, forse definitivamente.
Ɣ= Alla contemporary music approdato anche Mario Brunello (17), violoncellista tra i pi apprezzati al mondo e direttore dellOrchestra dArchi Italiana, in ricerca dispirazione e di una sorta di meditazione, come dimostrano le sue sperimentazioni di concerti in luoghi non normalmente nati per queste attivit: come su una cima dolomitica o allinterno di un monastero, o in pieno Sahara. Infatti, al di l delle sale da concerto e dei festival internazionali, egli ama portare la musica fuori dai circuiti tradizionali, sperimentando luoghi e forme inusuali di comunicazione. Ma proprio qui che nasce e si forma la sua unicit e che racconta in Silenzio (..?) ci che davvero significhi questa magica parola, che con la sua presenza si fatta luogo per cos dire, dimensione di vita.
Da musicista - scrive Mario Brunello - ho scoperto il silenzio in un momento ben preciso della mia vita, quando (..) con la complicit del silenzio trovai spazi e modi diversi di attaccare e concludere il discorso musicale. E le pause, le pause che avevo inteso come semplici momenti per riprendere fiato, divennero in quel silenzio i punti cardine dai quali partire con le nuove idee. (..) Scoprii il potere del silenzio.. Riprendo dalle note che lo riguardano che: anche per un musicista lassenza di suoni pu rappresentare ispirazione e vera e propria musica per le orecchie. (..) Al violoncellista ovviamente non interessa un silenzio qualunque, ma quello in cui la musica si forma, prende vita e diventa arte.
Cos racconta come nascono le sue note: allinterno di una specie di luogo in cui non ci sono, in cui, per lappunto domina il silenzio che permette per allartista di entrare, di essere segnato. E cos nasce la musica. Il suono si sistema in quel silenzio. Ecco allora la ricerca di luoghi dove il silenzio doro, dove esso prospera e viene rispettato, come una montagna o un deserto. Persino per in un mercato caotico pieno di colori, di parole e di forme, il musicista trova il suo silenzio e lo trasforma in qualcosa di portentoso: un silenzio che sta anche intorno ai suoni, un silenzio che liquido amniotico, d vita e ne fa riconoscere e individuare il (suo) senso profondo. Non va qui trascurato laltro accostamento che lintuitivo Brunello fa con i luoghi della sua ricerca musicale: Se il luogo puro spazio, il silenzio si fa ascoltare, ci accompagna e non ci lascia soli. E che dire dellarchitettura che si inserisce in certi luoghi?
Lesempio colto di Brunello prende come riferimento i luoghi ricreati di Mario Scarpa. Credo (modestamente parlando dellargomento) che a tuttoggi non c architetto che abbia compreso il suono e la poesia che attraversa (cio sinnesta senza corrompere) certi luoghi come in Scarpa. Non c creazione in architettura che possa stare al pari per immersione nel silenzio alle solitudini poetiche di Mario Scarpa nel re-interpretare quell infinito leopardiano che solo ci riempie dimmenso: La natura scrive ancora lautore insegna a sentire il suo e il nostro silenzio (interiore), ma insegna anche ad ascoltare la musica degli uomini e ad arricchirla con il suo silenzio. Al dunque, dobbiamo solo re-imparare a porgere orecchio all'ascolto, ad ascoltare immersi nei rumori di fondo: Un rumore, quando isolato nel silenzio, un evento che in genere crea interesse e sveglia la curiosit aggiungendo che ogni rumore ha la sua ragione di esistere e molte volte, attraverso il rumore, anche le cose si esprimono. Potremmo non essere daccordo ma cos che accade, e non possiamo esimerci dal considerare che allora anche la musica potrebbe essere rumore mentre, come il grande Shakespeare insegna: tutto il resto silenzio.
Con il suo album: Violoncello and EGEA 2009, registrato nella Chiesa Monastica del Monastero di Bose (Italia), Mario Brunello incontra, il caso di evidenziarlo, tre importanti compositori contemporanei: Giacinto Scelsi Funerali di Carlo Magno (1976) per violoncello e percussioni; Peter Sculthorpe Requiem (1979) per violoncello solo e coro; Giovanni Sollima Concerto rotondo (2000) per violoncello ed electronics. Limportanza di queste esecuzioni caratterizzate non a caso da una scelta mistico-sacrale per il luogo in cui sono svolte, non impedisce al violoncellista di misurarsi con lattualit della musica che segue i suoi percorsi evolutivi, altres proietta la musica sacra verso un oltre finora inaccessibile, praticamente dalla staticit dove era rimasta per decenni (secoli), fino allevolutivo Giorgio Federico Ghedini che in Canti Sacri(*) ha permesso di affrontare un nuovo corso alla vocalit del canto corale. In Violoncello and Mario Brunello si esibisce con la Schola Gregoriana Monastero di Bose nella sequenza del Requiem, con la quale affronta il discorso sulla melodia segnato dal compositore Peter Sculthorpe:
Lidea di usare la Messa da Requiem Gregoriana come materiale per una composizione mi interessa da anni e applicarla alle qualit espressive del violoncello mi sembra particolarmente appropriata. Qualit espressive messe ancora pi in evidenza dalla particolare accordatura, la quarta corda abbassata di un tono, richiesta per questa composizione. In gran parte la musica rispecchia le parole delle parti del testo latino scelto, cosicch dove il testo in terza persona ho usato il canto gregoriano, dove in prima persona ho usato il mio personale linghuaggio musicale. Il lavoro, perci, alterna la calma e loggettivit del gregoriano e il calore, anche passione a volte, della mia musica che qui concepita come implorazione al bisogno di perdono e di virta eterna.
In Concerto Rotondo (2000) troviamo un altro specialista del settore electronics, Michael Seberich, con il quale brunello affronta il discorso specifico della contaminazione classica-tecnologica, proiettata alla ricerca di una armonia possibile. Scrive il compositore del brano Giovanni Sollima:Concerto Rotondo, non altro che il risultato naturale dellusare il violoncello come una sorta di strumento sonda, per intercettare forme di vocalit e tecniche strumentali. Ho viaggiato, ho stabilito dei contatti, ho imparato. Suono il saranghi per esempio, mi interessa giusto per capire qual lo spazio intermedio tra uno strumento e laltro, la storia tra uno strumento e laltro, perch si scrive certa musica perch se ne scrive altra ero l schiavo dellarmonia, della verticalit, del vivere un secondo di armonia, godendone. Nel comporre per e con il violoncello, la scrittura diventa un segno, un solco che viaggia nel tempo. uno strumento polifonico virtuale.
Cos accade che nellultimo segmento/brano incluso nellalbum eseguito per violoncello e percussioni, affidate a Maurizio Ben Omar, si affronti il discorso sul ritmo. Cosa altrettanto avveniristica la scelta del brano Funerali di Carlo Magno (1976) di Giacinto Scelsi, prendendo le distanze dalletichettare la sua musica: La mia musica non n questa n quella non dodecafonica, non puntilista, non minimalista cos allora? Non si sa. Le note, le note non sono che dei rivestimenti, degli abiti: ma ci che c dentro generalmente pi interessante, no? Il suono sferico, rotondo. Invece lo si ascolta sempre come durata e altezza. Non va bene. Ogni cosa sferica ha un centro. Bisogna arrivare al cuore del suono non avete idea di cosa sia un suono! Vi sono dei contrappunti, vi sono sfasamenti di timbri diversi, armonici che producono effetti, movimenti divergenti e concentrici. Esso allora diventa grandissimo, diventa una parte del cosmo, anche se minima: c tutto dentro, pieno di vibrazioni (buone e cattive), tutto produce vibrazioni.
Ci che in realt arriva allascoltatore della musica eseguita da Mario Brunello evidenzia le infinite possibilit di utilizzazione dello strumento di cui indiscusso maestro; non in ultimo la capacit di far apprezzare allascoltatore, anche a quello meno preparato, la sua impermeabile presenza allinterno di un vero e proprio corpo musicale che irrompe dallesecutore verso lindicibile altrui e che va oltre le inapparenze: Dove si vede linvisibile, l si crea lincreato. (Nicolaus Cusanus)
Libri: Mario Brunello Fuori con la musica Rizzoli 2011. Silenzio - Rizzoli 2014. Discografia: Odusia EGEA 2008; Bach - Concerti Brandenburghesi 1-6 direttore Claudio Abbado - 2008; Bach - Sei suites per violoncello solo EGEA; Violoncello and EGEA 2009; Ed altre incisioni dedicate a Vivaldi, Beethoven, Sollima, Villalobos, Jobim, Brahms, Chopin, Samti, Dvorak con Antonio Pappano.
Giunti al dunque possiamo ben dire che il suono nellaria, non come parola, non come canto, ma come musica. Allo steso modo possiamo ammettere che la voce nellaria come voce: parlata, urlata, canticchiata, o bisbigliata che sia. Per una qualche incomprensibile distrazione nellambito del teatro contemporaneo, che per definizione la sua casa o, se vogliamo, la sua cassa di risonanza, la voce finisce per essere subalterna alla parola e al canto, fino a scomparire del tutto sommersa dalla musica, sempre pi incombente e talvolta sovrastante. A creare quasi una colonna sonora che nella realt non esiste. Ma non cos, lo sappiamo, per il fatto che siamo costantemente circondati dalla musica: rumori assordanti, chiecchiericcio di voci pettegolanti, elettrodomestici nel pieno delle loro funzioni, ecc. che altres formano la colonna sonora del nostro quotidiano.
Ci accorgiamo cos che proprio i suoni e le voci n completamente dentro, n palesemente fuori sono le cose che destano maggiormente il nostro interesse di spettatori: infatti, per esemplificare, si pu dire che tutti gli altri modelli dintrattenimento risultano mutati dalla nostra presenza in un teatro, allorch assistiamo a una rappresentazione. Come dire che la presenza di un corpo umano spiega la necessit di uno spazio come il teatro, adatto alla sua possibile gestualit, allo stesso modo la voce umana ridefinisce lo spazio sonoro che la contiene. In teatro infatti la cosa pi suggestiva limpressionante mancanza di vuoto che non riusciamo a colmare con la nostra sola presenza. Mentre plausibile che ludito invece riesca a cogliere suoni, voci, rumori, cos come apparire e/o scomparire, piuttosto drammatico perch riempie lo spazio di imprevedibili presenze nascoste n dentro, n fuori, certamente l presenti con noi.
Ɣ= Per capire il senso di questa differenza interessante risalire al significato intrinseco della presenza sulla scena del corpo fisico dellattore/i, al suo imporsi oggettivamente seguendo le regole di un gioco che va avanti da millenni e che a tuttoggi conserva le sue regole etiche e comportamentali che sono proprie del fare teatro. Quelle stesse che nellimpianto scenico/filmico e musicale Louis Andriessen (18) ha cercato di smontare/rivoluzionare in La Commedia a film-opera in cinque parti, su testi di Dante, Vondel ed altri, e brani presi dal Vecchio Testamento.
Realizzata in parte in interni alla fine di Giugno 2008 al Koninklijk Theater Amsterdam, che lha prodotta per The Holland festival, stata realizzsata soloin piccola parte in esterni, e registrata su 2CD + 1DVD per la Nonesuch Record, vede la partecipazione attiva dei maestri della Dutch National Opera diretta da Reimbert de Leeuw, per la parte electronic-music Asko / Schnberg. Vocals: Claron McFadden, soprano, (Beatrice); Cristina Zavalloni, voce narrante (Dante); Jeroen Willems, voce (Lucifero / Cacciaguida); Marcel Beekman, tenore (Casella). Trattasi di unOpera particolarmente frammentata sia come immagini, (bellissimo il b/n e il taglio fotografico); sia come elaborazione dei testi che la compongono, (tendenti a una drammatizzazione grave), cui la musica dello stesso Louis Andriessen, pur rispondendo alle necessit dinsieme, non sempre riesce a comunicare con lalchimia di voci e suoni che isolati dal contesto filmico/teatrale, in alcuni passaggi strumentali, aprono ad una possibile sinfonia minimalista.
La trama savvale di un contesto pseudo-letterario basato sulla manipolazione della Commedia dantesca:
1) The City of Dis. Or The Ship of the Fools, in cui Dis rappresenta lInferno, la quale narrazione ripresa da un manoscritto Guild of the Blue Barge del XVI secolo. Beatrice vi appare per un breve istante in cui chiede a Virgilio di assistere Dante nel suo viaggio attraverso leternit. 2) Racconto dallInferno, Dante narra una storiella comica al Signore dei diavoli, un certo Malacoda, che a sua volta gli indica la strada e gli affianca dieci diavoli a fargli da scorta. Insieme marciano lungo la via indicata. 3) Lucifer, preannunciato dallintroduzione musicale con effetti sonori che li conduciono attraverso il profondo orrore dellInferno, e mentre il Coro descrive gelosia di Lucifero per aver Dio creato luomo a sua immagine e somiglianza, il diavolo lancia grida contro di Lui consumato dal desiderio di vendetta e ironicamente ne gioisce. 4) The Garden of Earthly Delights, Dante incontra un suo vecchio amico che si trova tra le anime dei penitenti, Casella, un compositore e cantore fiorentino o pistoiese, che canta per lui alcuni splendidi sonetti. lo stesso Dante a cantare per lui narrandogli la storia di un terribile serpente ucciso da un enorme uccello, dopo di che viene aiutato ad attraversare il fiume Lete oltre il quale assiste al passaggio di una lunga processione di grande bellezza. Quindi, distratto viene investito da unauto in corsa e muore. Un Coro di bambini canta sul testo Song of Songs dedicato alla Bride of lebanon.(?) 5) Luce Etterna, una forte luce invade la scena da cui si sviluppa la musica che permette il ritorno di Beatrice, interrotto ancora dal Coro che intona il Requiem. Beatrice comprende cos che quella luce la luce stessa dellamore. in questo momento che la musica, levata sulle righe del pentagramma, permette alle due anime soliste di connettersi con le sfere cosmiche che ruotano nellintero firmamento illuminato di stelle. Incrinato per dallinterruzione di Cacciaguida, il quale si lagna della gente di Firenze. (nel ricordo dellesilio di Dante dalla citt). Nel finale Beatrice canta rivolta alla luce delleternit il suo cordoglio raccogliendo in s tutti i dispiaceri.
Louis Andriessen (Utrecht, 6 giugno 1939) un compositore olandese di musica contemporanea. Ha iniziato i suoi studi musicali con il padre, poi ha studiato a L'Aia con Kees van Baaren e successivamente a Milano con Luciano Berio e a Berlino. Tornato nei Paesi Bassi, nel 1972 ha fondato lensemble di strumenti a fiato De Volharding (Perseveranza) e nel 1976 il gruppo Hoketus (scioltosi nel 1987), che prendono il nome da composizioni omonime. Nel 1969, Andriessen ha partecipato al suo primo "happening" teatrale su grande scala, Reconstructie, all'Olanda Festival in collaborazione con Ton de Leeuw , Misha Mengelberg , Peter Schat e Jan van Vlijmen. Nel 1970, Andriessen ha continuato a scrivere musica per ensemble sinfonici standard per sempre, una decisione che avrebbe avuto un impatto profondo sul suo sviluppo. Per un certo periodo, ha lavorato nella musica elettronica; la sua prima avventura in teatro da solo con Il Principe. Andriessen ha sperimentato una svolta creativa nel 1976, con De Staat, una grande opera corale basata sulla Repubblica di Platone cantata nel greco originale, che combina scale dell'antica Grecia, ritmi di Stravinskyian, ripetizione e hocket. I pi giovani compositori considerano il lavoro di Andriessen un'alternativa al serialismo accademico e al minimalismo americano, e aspiranti compositori di molte nazioni sono venuti in Olanda per studiare con lui al Royal Conservatory all'Aia.
Dopo De Staat, i principali lavori di Andriessen hanno incluso De Tijd, Facing Death per il Kronos Quartet e Trilogy of the Last Day. Ha collaborato con il regista Robert Wilson nel film in quattro parti De Materie nel 1989. Negli anni '90, una proficua collaborazione con il regista Peter Greenaway ha portato a numerose opere, tra cui i film M per Man, Music, Mozart; Rosa: The Death of a Composer; e l'opera Writing to Vermeer, che ha debuttato nel 1999. A volte didattico nella sua difesa delle sue idee politiche progressiste, Andriessen tuttavia tutt'altro che privo di senso dell'umorismo. La sua penetrante intuizione come saggista su argomenti come Stravinsky pu essere letta nel suo libro The Apollonian Clockwork, pubblicato nel 1989. Andriessen ha detto: "Non mi sento a mio agio con compositori come Schoenberg che spingono sempre avanti in una direzione. jacks-of-all-trades: i Purcell e Stravinsky , che sono a casa da qualche parte, prendono in prestito qui e rubano l. "
La sua popolarit con i giovani ascoltatori e la presenza sulla scena ha fornito una spinta senza precedenti alla prominenza della musica olandese contemporanea in tutto il mondo. Recentemente ha composto le musiche per Theatre of the World (2017) registrato dal vivo durante le esibizioni in prima mondiale 2016 della Los Angeles Philharmonic con il direttore d'orchestra Reinbert de Leeuw e il regista Pierre Audi. L'opera multimediale a nove scene, che presenta un libretto di Helmut Krausser, una vasta esplorazione dello studioso gesuita tedesco del 17 secolo Athanasius Kircher. Il Los Angeles Times dice: "Brillante e profonda, la musica di Andriessen spinge dall'inizio alla fine."
Nello sperare che quanto fin qui detto rappresenti per qualcuno di voi lettori un ulteriore passo per la divulgazione della buona musica nel mondo, e utile a formare una coscienza di massa di cui penso, ci sia ancora bisogno.
Note: 1) Elvira di Bona Vincenzo Santarcangelo - Dallesperienza uditiva ai suoi oggetti - Raffaello Cortina Edit. 2018 2) Kronos Quartet discografia in Elektra - Nonesuch Records 3) Laurie Anderson discografia in Nonesuch Records 4) Catalogo Mostra Biennale di Venezia Ente Autonomo Biennale - Venezia 1986 5) Jean-Claude Risset in Catalogo Mostra op.cit. 6) Honor de Balzac / Lady Ada Loelace / Edgar Varese - in Catalogo Mostra op.cit. 7) Yannis Xenakis - in Catalogo Mostra op.cit. 8) John Cage - in Catalogo Mostra op.cit. 9) Leonardo DAmico - Filmare la Musica Carocci Editore 2012 10) Virgilio Tosi Il linguaggio delle immagini in movimento Armando Edit. 1984 11) Vangelis Papatanassiou - 'Mythodea' discografia in Polydor Warner Music 12) Michel Chion La voce nel Cinema Pratiche Editrice 1991 13) Augusto Romano - Musica e Psiche Boringhieri 2002 14) Jean Arthur-Bertrand vedi sito Wikipedia 15) J. Arthur-Bertand, intervista rilasciata a LifeGate - vedi sito Wikipedia 16) Arman Amar discografia in Erato Warner Classics 17) Mario Brunello EGEA Edizioni Discografiche 2009 18) Louis Andriessen discografia in Nonesuch Records
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