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Corri Francis!

di Giuseppe Bisegna
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Pubblicato il 11/03/2008

Corri Francis, corri, attento a non scivolare, i sampietrini sono squallidi nemici appena ha smesso di piovere, corri Francis, corri, la corsa notturna non ci aspetterà.
Enzo è rimasto abbarbicato alla fiasca di vino e di venir con noi non ne ha voluto sapere.
Aveva i piatti da lavare, gran bravo ragazzo, offre spesso la cena, e che cena!
Corri, la paura è velata dietro la corsa di un autobus notturno, potrebbe scivolare sull’asfalto sudicio e umido e travolgerci spiaccicandoci contro le macchine in sosta, ehi Francis, tu porti le Clark e sei tranquillo, non ti sentiranno, invece guarda me e guarda quell’ombra laggiù, si avvicina.
Guarda come mi guarda minacciosa, ha tutta l’aria di essere un arconte potente, mi porterà con sé nei cerchi superiori. Accidenti non dobbiamo farci prendere, vero? Perché se prende me a te non lascerà libero Francis!
Dai spegni quella sigaretta, altrimenti ti taglia il fiato, c’è ancora una buona salita, fortuna ha smesso di piovere, la notte è il setaccio del giorno, la notte raccoglie tutti i silenzi e se gridiamo non ci sentirà nessuno Francis.
Se gridiamo di paura, ma se casomai urliamo di scemenza allora punteranno un dito e arriveranno gli sbirri, attento, la gente punta sempre i diti, gli riesce molto bene Francis.
Uno straccio capovolto, fradicio di quell’acqua che puzza di asfalto e foglie morte, ne è caduta a quintali oggi, ma lo straccio, oddio! è un morto Francis, non è paura, è un morto, lasciami la giacca, ho faticato per trovarla, si mi calmo è uno straccio, ma l’ombra di prima ora è salita sulla macchina grigia, non si sale in macchina dal lato passeggero se hai spazio al lato guida, lo vedi? sta rubando qualcosa o peggio farà saltare in aria la macchina, abbiamo dimenticato lo straccio!
Dai che la corsa è puntuale, è la seconda della sera, mai più da Enzo, beve troppo, e ti coinvolge coi suoi discorsi sulla rivoluzione!
L’ autobus è vuoto, un universo primigenio che sa di creolina e plastica, in movimento veloce ed incosciente, sfreccia troppo vicino alle macchine sostate o l’autiste è ubriaco o è un demiurgo, fa paura, ci schiantiamo se non la smette.
Corre troppo, però fa ridere.
Il motore è rabbioso ai semafori, dici che ci farà scendere Francis?
Risi come un cinico quando urtò l’ignara macchina a bordo marciapiede, pensa alla faccia del padrone domattina ah! ah! ah! gli guasta la giornata, ben gli sta.
Ma l’autista tira dritto è un folle non ci sono dubbi!
Chiamalo Francis, fallo fermare sotto casa, tu hai le chiavi, non della vita, di casa, chiavi della vita non ne voglio, ora mi interessa rientrare a casa.
Se non c’è un sinonimo allora che ti incazzi a fare? Sei tu che ti fermi, dai che nell’ascensore c’è Freddie Mercury, perché ha quella faccia seria? Ma no, dai che alla fine non regge e ride, fa il severo ma in fondo ride.
E non raccontargli balle, io non suono, non so suonare!
Chiudi la porta, io non ho le chiavi, comunque è raffinato, io dormo, ho sonno Francis, buonanotte!

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