Tra fili e schermi scorre la parola,
priva di voce e spesso di saluto,
un vuoto resta dove il cuore vola,
spento rimane il dialogo perduto.
Domande giaccion senza una risposta,
frammenti sparsi senza un filo vero,
la logica smarrita e già disposta
a farsi eco d’un silenzio più nero.
Se il virtuale è quotidiano pane,
la vita resta un’ombra più distante,
un gesto semplice non vale e sfuma,
non c’è più gratitudine vibrante.
Così l’uomo, credendo d’esser vivo,
nell’illusione accende i suoi bisogni,
perciò resta solo, fragile e schivo,
tra i vuoti specchi dei moderni sogni.
N.d.A.: Malgrado i progressi tecnologici, sembra che sempre meno persone sappiano davvero relazionarsi.
Scrivono senza nemmeno salutare, inviano messaggi che non rispondono alle domande oppure privi di logica. E se la dimensione virtuale ormai procede affiancata alla quotidianità, nella vita reale si parla spesso dando per scontata la conoscenza di tutto, senza neppure ringraziare per una semplice informazione ricevuta.
È davvero questa l’evoluzione dell’uomo con la modernità?
O forse internet ha finito per compromettere la spontaneità degli approcci tradizionali, perché ormai ci basta restare soli, in compagnia di uno smartphone, rinunciando a veri contatti umani?
Grazie per l’attenzione e buona riflessione a tutti.
Cordialmente saluto.
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