Pubblicato il 22/05/2019 16:20:51
Tratteggi, (...o la percezione dell'impertinente comico). un libro di Marco Furia in Limina Anterem Edizioni / Cierre Grafica 2017
Sofistico, quasi da sembrare (?) fiscale, labbiamo letto (il plurale maiestatis di rigore), e nondimeno ben digerito, Tratteggi di Marco Furia si pu - anche - definire un libro di accadimenti che nel suo rispecchiare il quotidiano, porta il lettore a inciampare nel dispiegarsi della lingua sulle parole. Ovviamente quella italiana (per carit), non per altro capziosamente efficace fino a sembrarci diversa, per dire altra da quella che abbiamo appresa (?) sui banchi di scuola e mai compresa nel suo corretto itinere. Chiunque (di noi) abbia avuto occasione di interessarsi delluso specifico del lessico parlato, ammetter di non essere mai incappato, se non in qualche rara occasione, in un linguaggio siffatto, la cui unica accezione si pu trovare nellermeneutica teatrale come fatto di interpretazione verbale, improvvisata e, appunto, enfatica
Attenta osservazione di minuscolo acquerello appeso ad ampia parete di rinomata galleria darte, provoc lemergere di molteplici ricordi, alcuni dei quali, non legati ad altri da nessi immediatamente riconoscibili, parevano essere affiorati senza motivo. Il successivo dipinto avrebbe provocato analoghi effetti? Occorreva provare.
Se vogliamo, ci rispecchia opportunamente una sostanziale vocazione della lingua italiana (che si vorrebbe aulica), a conferma della possibile alterazione del linguaggio parlato, ad uso e consumo del quotidiano scambio interloquiale di relazione che, stando a Sigmund Freud, afferente allinconscio (mio, suo, dellautore?). La prima impressione che si ha nel leggere i brevi (lampanti) testi scritti da Marco Furia, conseguente a qualcosa che deve ancora accadere, mentre invece ci che sta accadendo nel momento in cui si legge, dappartenenza, per cos dire, alla dinamica cinematica. una sensazione incredibile, come se i corpi presi in oggetto, rivelino una diretta relazione con le cause che ne determinano il movimento e/o viceversa, la staticit di cui sono introduttivi
Chiusa la cerniera lampo dimpermeabile giaccone indossato, impugnato ricurvo manico di policromo ombrello, accertata la presenza allinterno di profonda tasca, didropellente berretto, abbandon confortevole alloggio: aperto ligneo portone, osservata la totale, plumbea, copertura del cielo, ritenne adeguato labbigliamento scelto nel rispetto delle previsioni meteorologiche. Durante il tortuoso itinerario percorso a piedi, non cadde alcuna goccia di pioggia.
La sensazione che si ricava da ogni testo ha del sorprendente (in senso assurdo), in quanto riflette la rappresentazione di ci che facciamo, di come ci muoviamo, ovvero lesatta dimensione dello spazio in cui operiamo e che (per questo senza rendercene conto), acquisisce una sua valenza comica e/o onirica. Come dire, rispecchia la nostra tanto vituperata estetica psicologica di essere e/o di voler apparire. E qui gatta ci cova, chi fa capolino tra le righe tratteggiate del libro proprio quellapparente sornione dellautore, che si rivela pi comico del comico, ascritto alla soglia della coscienza inconscia, (qui Freud aveva ragione), che della percezione subliminale. detto che la caratteristica per cui l assurdo si distingue dalla normalit, va rintracciata nel comportamento attivo individuale, prima di trovare rifugio nella collettivit, in quella che va considerata la paranoica affubulazione quotidiana
Consultata ledizione minore (lunica al momento disponibile) di rinomato dizionario, non avendo rinvenuto un certo termine di non comune uso, condotta a buon fine laboriosa manovra, pot leggere su elettronico schermo la definizione oggetto della sua ricerca. Ritornato a scrivere, resosi conto del fatto che quel vocabolo non era il pi adatto, decise, senza necessit di ulteriori consultazioni, dimpiegarne un altro.
letteralmente (o psicologicamente?) impossibile verificare la validit delle suddette affermazioni, (in verit poco comprensibili), senza reinserirle nel contesto da cui sono state estratte, che sia di copione e/o di macchietta comica, di motto di spirito e/o di assurdo teatrale. Fatto che probabilmente detti tratteggi letterari non hanno mai avuto un contesto, ma che siano originati da parafrasi, in forma di glossa o di chiosa utilizzate in funzione di quella forma di metateatro che va da Plauto a Terenzio, da Goldoni a Pirandello, da F ad Allen e oltre. In quanto espediente con il quale la finzione rimanda direttamente allillusoriet consapevole, e quindi alla simulazione e/o dissimulazione della realt, per effetto della contaminazione avvenuta in illo tempore e che consiste nel modo di rappresentare situazioni (non necessariamente equivoche, quanto anche banali), con maggiore libert espressiva, (vedi Dario F) e/o per antonomasia la cos detta commedia degli equivoci (W. Shakespeare)
Poich larticolata sequenza di parole, appena scritta, non gli parve sufficientemente espressiva, dopo essersi servito, per cancellare, di arrotondata gomma, adoper ancora (non appuntito) lapis: scontento. Elimin anche la nuova frase. Una terza stesura lavrebbe soddisfatto?
(La risposta arriver con il prossimo libro?)
Per quanto, noi che leggiamo, senza andare a scandagliare i nomi illustri che in qualche modo precedono gli arzigogoli greci e latini, siciliani e veneziani, o inglesi daltri tempi, ci soffermiamo qui, su questi tratteggi letterari' scritti in fil di penna dal nostro italianissimo Marco Furia, al quale va riconosciuta una copiosa quanto eloquente linearit che, in qualche modo, sinserisce nella contemporaneit (mai venuta meno) del Futurismo e dei futuristi che lhanno per cos dire spogliata (leggi decostruita) degli orpelli sovrastrutturali e/o scarnificata fino allessenza della verbalit (se vogliamo minimalista). Cio, mettendo in luce la cifra nascosta e quanto mai straordinaria, della letteratura italiana contemporanea che abbiamo appreso da Benni a Pennac e ha dato luogo a molte gag cinematografiche
Inaspettato incontro avvenne sulla soglia di rinomato ristorante: i saluti furono reciproci e calorosi. Poich ciascuno era diretto al proprio (non deserto) tavolo, a poche parole di circostanza seguirono espressioni di commiato. Commiato definitivo, per quella serata? No: uno dei due, prima di uscire non manc di raggiungere laltro e dintrattenersi un poco con lui.
Come nello studio della neurolinguistica assistiamo oggi a una sorta di evoluzione della funzione quantica, mediante lacquisizione del potere assoluto che determina le nostre funzioni cerebrali, tant che si parla di segreti e poteri della mente quantica per poter cambiare la realt (?), senza chiedersi di quale realt si tratta, se di quella che pone laccento sulle idee o sul contrasto nellassociazione verbale delle medesime, e che gi i futuristi a loro volta avevano cos bene evidenziato. Bench vorrei qui indicare un altro autore straordinario che a suo tempo fece scuola: Achille Campanile, il quale concep, (in letteratura e successivamente in teatro), una cifra linguistico-letteraria sui generis fra lo stupore e lilluminazione, con un dialogo a quanto dire privo di senso (non-sense), altres inintelligibile e imbarazzante fino ad appressarsi allintelligente.
Inutile ricercare il limite di una tale consapevolezza dellautore che in tratteggi ci trascina ad una maggiore comprensione di noi stessi, a quella realt che tutti cerchiamo e alla quale vorremmo dare un senso. Che forse tutto ci non ha un senso? mi chiedo nel voler concludere questa recensione concepita tutta dun fiato in modo strabiliante (mincenso), tuttavia lo faccio per quel senso di comico raggiunto nella lineare confusione che fin dallinizio mi ha portato a inciampare nel dispiegarsi della lingua sulle parole.
Provate anche voi, e vi accorgerete (malgrado Freud lavesse detto) che la realt soggettiva allindividuo che la determina
Perci, giacch la brevit lanima dellarguzia / Ed uggiosa la fronda e lesterno ornamento / (come dire?) / Sar breve! (William Shakespeare).
Buona lettura a tutti, provate anche Voi! In fondo la lettura rimane la cosa in assoluto da fare in piena libert, di parola, di espressione, di concetto.
Lautore in breve:
Marco Furia, (Genova 1952) redattore di Anterem, LArca Felice e Il Segnale, autore di numerose popesie apparse su riviste e antologie, svolge attivit di critica letteraria. Tra i suoi libri vanno citati in ordine cronologico i pi recenti La parola dellocchio (2012), Scritti echi (eBook, 2015), Iconoci linguaggi (eBook, 2016).
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