Pubblicato il 26/10/2019 16:48:57
La stella sibillina Un libro di Mario Nicolao Archinto 2019
Nonostante lo scorrere del tempo, ho desiderato il paradiso, mi sono accontetato dellinferno, sembra dirci volando alto lautore di questo prezioso cammeo che ripercorre le strade del Mito ctonio dellOscurit orfica, ripreso dal leggendario viaggio del poeta Orfeo nellAde alla ricerca di Euridice, che Mario Nicolao rintraccia, nelle tappe rilevanti della sapienza greca (del periodo arcaico VIII VI sec. a.C.), attestandone il valore creativo, o meglio la sua forza evocativa, nellambito della scrittura poetica del Novecento.
Viene da chiedersi con quali occhi noi guardiamo oggi a quei cieli cos gravidi di un passato senza avallo, concepito in amplessi furtivi per un misero aborto didee appassite, ancor prima desser rifiorita in noi la speranza di un futuro sagace? Con quale purezza crediamo di poter accedere alla sublimit di quellempireo scomparso che pure ci dato contemplare di qua dallorizzonte, se in ultimo, ci che alla vita compete solo di scendere nellimmensa voragine del profondo, nellincerto oscuro mondo che ci accoglier furtivi?
Con quale sentire ci avvicineremo al riscatto mitico di Orfeo se linsegnamento dei grandi del passato sfugge alle nostre orecchie frastornate dal chiasso che fanno le dispute eccessive, i ferri battuti, gli scismi e gli squarci abbacinati delle guerre, cui pure siamo sopravvissuti e/o ancorch scomparsi, andiamo alla ricerca del carattere orfico della liricit poetica, della bellezza onirica dellarte, della purificazione iniziatica dellanima, non meno del Mito che lo contempla? Ci, per quanto lautore non sembri in cerca di risposte ma di affermazioni, richiama alla nostra attenzione la necessaria discesa agli inferi che dobbiamo intraprendere per il suo raggiungimento.
Possiamo noi, in quanto neofiti, affermare con Mario Nicolao di essere seguaci, nonch oscuramente sibillini, di quel movimento poetico afferente allOscurit orfica che fin dallantichit impone la sua presenza in molta produzione letteraria contemporanea, in cui annaspiamo al pari di clandestini in cerca di un approdo che non ci dato? Siamo davanti alla mutazione dellorfismo della parola, caratterizzata dalla dottrina della metempsicosi e da riti per la purificazione dellanima riservati non pi solo agli iniziati che nellantica Grecia sceglievano (e/o erano scelti) nellorphne la via da seguire; bens alla copiosa Oscurit orfica dei nostri giorni. Numerosi sono gli esempi di riferimento colto che lautore raccoglie nelle pagine del libro, nei quali Thanatos (potenza ctonia degli inferi) interferisce fra vita e immortalit, come sempre sar ..nel rapporto prima positivo poi negativo con lamore a causa della morte. Ci, per quanto lamore, come la morte, ha molte sfaccettature diverse, si riveste di molteplici maschere, soggetta a numerose interpretazioni che, pur tuttavia non dissimula, non occulta la fine che incombe, di cui oscura portatrice.
Quale fosse loscuro sibillino sentire di Stphane Mallarm, o di Marcel Proust, di Marina Cvetaeva o di Mario Richter e Tommaso Landolfi, tutti autori interpreti di questo libro, le cui opere Mario Nicolao scandaglia fin nel profondo nellintento di svelarne il segreto fluire poetico, sotto legida landolfiana: Nulla significare, nulla dire, permette a noi lettori di inoltrarci in quel mondo profondo che attraversa tutta la letteratura del Novecento e che giunge fino ai nostri giorni. Tant che viene da chiedersi perch non Boudelaire e tutti i poeti maledetti; perch non Bulgakov e Pirandello e/o Leopardi, perch non tanti altri (?)
Ma questo non vuole essere un compendio di nomi da includere in una lista, bene ha fatto lautore a limitare il campo di ricerca allinterno di un progetto letterario la cui intenzione precipua quella di: ..avvicinarci al senso dell'Orfismo e di svelare la presenza dellOscurit orfica nella scrittura poetica del Novecento; Su cosa davvero cercavano i Greci (e dopo di loro gli altri popoli che vi hanno fatto riferimento per secoli); o del perch noi ancora oggi torniamo soventi al mito di Orfeo, non dato sapere. Di certo facendo ad esso rirferimento, s'apre davanti a noi un futuro aspro che fin sulla soglia denota un oscuro sopito silenzio di morte. Di quali accordi mi chiedo noi (scrittori e poeti) instancabili cercatori d'oro e di perle, di muse e d'eroi, di meraviglie gi viste, consumate fino allo stremo, che abbiamo ighiottito finanche le parole, fermate sul liminare del tempo, andiamo alla ricerca? Mario Nicolao ci rammenta, in esergo, che Il mito ci che non mai avvenuto ma sempre, a cui aggiunge a mo di postilla: Orfeo , il cantore privilegiato e solitario, () il vero e proprio archetipo della poesia lirica occidentale,
e che noi, in limine, siamo i suoi sudditi.
L'autore: Mario Nicolao, nato a Pesaro, ha vissuto tra Milano, Parigi e Genova. Oltre a due libri di poesie, Carte perse e Falso Haiku, ha scritto con Vincenzo Consolo Il viaggio di Odisseo e con Aldo Buzzi Lettere sulbrodo. Ha pubblicato saggi su Tommaso Landolfi, Richard Burns, Stphane Mallarm, Marcel Proust e soprattutto sul poeta siriano Adonis di cui ha curato diversi libri narrativi.
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