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A C, volata via con le prime rose d’aprile.

di Annalisa Scialpi
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Pubblicato il 24/11/2025 17:08:08

 

Lei vedeva i fiori anche in inverno,

si ungeva del sangue dei petali cremisi,

lei esisteva oltre la cornice,

lei non aveva cornici,

quelle le avevano mangiate

gli spazi bianchi,

impuri come vomito di nebbia.

 

E così lei guardava dal balcone

e non sognava niente a parte quello

che uno sconosciuto in lei aveva già sognato

in qualche posto in qualche cielo.

 

E la memoria era troppo ingombrante,

perchè nel cuore aveva il serpente di una

sagacia tagliente, ironica, tenera,

che mai smise di sostenere

il suo giovane cuore trafitto

tra i letti di morto di chi si diceva vivo.

 

Nel suo infallibile sentore riconosceva le muffe

che gli altri chiamavano vita

e non diceva mai quella parola,

perchè l'associava al sacro che sa

di terra e di pini, di muri a secco e di gerani e di vento

e bagliori mandati dalle albe violente come il cuore

che le galoppava dentro come un cavallo impazzito.

 

E quando l'amore la colpì in quella stagione

che non appartiene a nessuna ragione, lei

lo confrontò con le foglie di geranio e vide

che era cosa buona portare al fiume tutti i pesci

dissanguati nel rubinetto che non scorreva,

ma strozzava, come i segreti.

 

Così lasciò tutto, la sua bella casa, il suo bel

negozietto messo in piedi da suo marito

per donne gentili che ancora amavano i corsetti

e le unghie troppo laccate

 

e lei lo chiamò amore

 

e lo chiamò amore perchè nei suoi capelli abitava

il grano e nelle sue rughe la falce incorrotta

che spiana pura le zolle della vita, senza bugie

e nel suo non sapere lei scorse la sintesi di tutto il sapere

che mai aveva pensato di trovare in qualche preistorica

aula universitaria.

 

E la bellezza sanguinò forte e lei si

premette la mano sul petto e conobbe Cristo

che aveva il suo corpo, le sue costole, la sua carne,

la sua pelle, il suo non sapere, la sua vanità, la sua

ipocondria, il suo sorriso fragile e lo stesso

era il lago che guizzava dai suoi occhi color foglia di geranio.

 

E lo chiamò amore anche quando fu notte improvvisa,

perche è lì che lei vide quel presagio d'alba sempre

cercato e di colomba fu il suo ultimo battito d'ala.


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