Non parole vuote, ma mano stretta,
nel buio teso brilla lieve stella,
sussurro lieve placa chi l’aspetta,
un cuore resta, sua stella gemella.
Non toglie tutta la ferita, il male,
ma accanto a te risorge il primo volo,
un “ci sono” smorza l’asprezza e sale,
e il peso del mondo non è più solo.
N.d.A.: Il sapere consolare non è dire "tutto andrà bene", ma esserci, tendere la mano nel buio, offrire un silenzio complice, un abbraccio vero, un "sono qui" sussurrato. È trasformare il proprio cuore in una luce gentile che guida l'altro oltre la tempesta, non cancellando il dolore, ma alleggerendolo, ricordando che anche nel pianto c'è forza e che l'amore condiviso vince ogni ombra.
Siamo ancora capaci di consolare chi soffre?
Buona riflessione a tutti.
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