Piovono arbori
sputati al vento
confusi su slegati steli
indeboliti incappucciati fiori
scoperti e stesi su falciato prato.
Osservano diretti la debole nube
raschiando al silenzio l'impercettibile canto
timorosi e immobili sfidano dall'alto
il chiarore distante che al tempo crebbe.
La brina tersa e rilucente di chiarore
specchiava cadente il gelato inchino
alleviata all'impercettibile pesato calore
calato in resa al dormiente cuscino
impermeato d'umore e d'insolito amore.
Cedono i passi al vento sferzante
cricchiolante al divenire brucciante
rovistato e ritrasmesso in cinguetii agresti
divenuti sproni ai nuovi sentieri mesti
accompagnati, mai ritratti e in forza sempre affrontati.
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