Dicevano l'intero è sopra la parte,
la ragione che veste d'acciaio i padri,
anche se io non avevo padre.
Dicevano... La rabbia è l'inferno
ed io morivo di rabbia, tra gli insulti
di chi cercava un alibi per vivere.
Mi feci piccola come una mosca,
ronzando attorno al mio mondo segreto,
proteggendolo dalla volgarità
e dalle lame conficcate nel costato.
Mi sparpagliai come una scatola
di graffette colorate,
tenendo in piedi lo scheletro che
caracollava, senza linfa e radici,
infangato nelle irreparabili tristezze
di chi aveva eletto l'egoismo come baluardo,
il nanismo dell'ovvietà come trincea.
Mi feci ticchettio di pioggia;
nell'officina della mia agonia
imparai a tramutare veleni
a cucire gli strappi con l'oro
a cadere con la parola che cadeva
con misericordia infinita sui misfatti.
E se uccisi lo feci per innocenza,
fino a quando rovesciai gli altari,
sguainai la mia spada di eretica
e fu lì che riportai il candore ai fiori.
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Annalisa Scialpi, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa può sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.