Mi impiantai nelle tue carni come un reato
o un dolore;
tu eri così grande per contenermi intera!
Fu un caldo atroce all'ombra della tua
magnificenza,
sciolse il sangue, mi fece carne nuova
mentre tu, dolcissima e feroce,
mi colpivi con parole d'osso,
smussando gli angoli,
soffiando sulle resta
fino a che il calore della passione
inondò ancora il mio corpo
e fu vino per la mia sete antica,
più ancora del tempo e di noi.
Non sapevo la tua storia
eppure ti conoscevo, magnifica Kalì,
feroce e inesorabile guardiana
dell'infero che spalancò le sue porte
e mi pose a guardiana dell'eterno dilemma,
dell'eterna lotta dello spirito ruggente
i suoi fuochi magnifici
nella meccanica della carne.
Ti porto ancora con me
e sei il mio amuleto,
la tigre che ruggisce nelle notti
e fa dell'ombra la sua forza
e il suo nero splendore.
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