La carne è debole, si legge da Matteo,
ma a quanto so non è certo rivolto
ai lupi: quelli azzannano dove l’osso
si fa anello e nasce lo sposalizio
con le fauci. In un colpo solo
la vittima conosce la fragilità
dei detti e il ruolo dello stomaco.
Non stento a crederci, ma guardo
il braccio e gli ammennicoli alle dita
da un’altra prospettiva: la carne
è l’humus delle ossa in fiori
come il più variegato dei bouquet
che curato fa salotto
ma in vaso secca.
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