Pubblicato il 26/02/2026 17:29:29
Di notte, di giorno, strofina il suo ventre la nebbia sui ruderi di vecchi palazzi, si aggrappa ai balconi sui cornicioni va fluttuando, mi avvolge sulla panchina dove il cuore di piuma s'incrina un istante, va di battito greve nel fruscio del lembo della sua veste grigia. Disperde d'un tratto macchia di pece, sull'asfalto l'urlo del vento sibila e spazza la nebbia mentre l'aurora dipinge di rosa il mio viso, e viola le labbra brunite dal gelo. Nebbia si insinua poi lieve svanisce, io riprendo colore.
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