Nel giorno che già annotta
sull'orlo della bruma
Concetta cuoce la minestrella;
a fuoco lento va la pignatella.
La casa vuota fa gran rumore
e nell'accidia s'annulla il fragore
d'una esistenza ormai arrancata
ma da cinigia ancora attizzata.
Così Concetta accoglie comari
e dalle ciarle intuisce le grane;
lei che conosce stagioni e destino
in fretta e furia s'accinge al catino.
"Lo tenevi forte, ma non ti
preoccupare,
con la preghiera ti devo liberare",
così consola le affascinate,
dall'olio espanso diagnosticate.
Concetta sbadiglia e si prende lo Spirto
con Ave e Pater lo affida al buon Dio
e con il Gloria chiude il sigillo.
Il venerdì santo l'ha consacrata
e la formula a tre ha già tramandato.
Così la vecchia tutte accontenta
per l'iniziazion che poche ammanta,
'che lei da cognate è stata avversata,
ma lo scorno di quelle non l'ha mai
prostrata;
col levar l'affascino ha vinto la sorte
e ora scongiura il terrore della morte.
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