Oh vita,
che tu sia Demetra o Gaia o altre stelle!
Respiro sonoro di ogni germoglio,
fresco gagliardo ed impasto di flora intatta,
fammi diventare quello che sono!
Purificami!
Rinnovami dentro questo fiore di castagno!
Tu, madre delle volte celesti
e divini monumenti,
quale presagio mi coglie al di là del monte?
Quale aspetto mi sostiene oltre le catene?
Quale destino mi attende?
Miseria o autosufficienza?
Chiunque tu sia,
scintilla che genera,
fuoco che arde l'impeto delle vene,
imperio che unisce il mondo
con i miei passi!
Se sia miseria, allora non gemo.
Se sia conquista,
dominio e
canto, allora
speme e danzo!
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