S'ammanta di bianco la piazza
la verde collina paziente attende il diafano velo
le orme son lievi, profondo il silenzio nella gola del vento.
Il corpo riposa la sera dinanzi al camino
e il pensiero si fa sonnolento al giallo d'una candela
ripete il suo magico rito il tic-tac sopra il muro.
S'accresce nel petto il respiro l'amore sognando
e il cuore si fa vagabondo per vecchi sentieri
di quando bastavano gli occhi ai tuoi occhi e al buio della notte.
E’ un marzo monello che sfida la primavera
alterna burrasche a tuoni e fiocchi di neve
e spoglia i rami fioriti di rosei colori, li veste di brina li gela li fa lacrimare.
E’ un marzo che insegna ed impara,
disegna promesse cancella nel cielo le nubi
e solca lo spazio di guizzi improvvisi di luce.
Trastulla gli uccelli tra i rami al riparo, in attesa
dei nidi più caldi e sicuri per tutta la prole,
che sia di buon auspicio per un tempo pensato migliore.
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