Pubblicato il 09/04/2026 09:29:08
Ricordo l'ora successiva all'estate quando m'ostinavo a trattenere il fiato
Andavo alla spiaggia solo per guardare il mare, cercando affinità nel dorso di ogni singola onda.
La conta si fa densa, qualcosa sfugge alla posizione; mi affido all'istinto alla minima corrente d'emozioni.
Potrei sostare, perdermi nel mazzo nella corsa dei molti. Eppure salto nel vicolo cieco; il petalo disarma l'orizzonte.
Una frequenza rapida, mentre (io) corro a vuoto; un filo slegato che concedo al vento, al passo scostante.
Potrei gridarlo (ora) domani: il vento batte in petto.
Solo. Batte in petto.
Valentina Ciurleo
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